I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

venerdì 31 ottobre 2008

Intervista a Dario Marini


Dario Marini, candidato alla segreteria Nazionale dei giovani del Partito Democratico, risponde alle domande di due giovani di Generazione Democratica di Verona. Le due persone che lo intervistano sono Francesco Magagnino, ingegnere elettronico e dipendente di Deloitte, e Federico Benini, studente universitario.
Francesco Magagnino. Come può l'associazione giovanile del PD contribuire concretamente a rinnovare la politica del partito in se stessa e nelle sue modalità operative di coinvolgimento sia verso l'interno che verso l'esterno?
Dario Marini. Stiamo costruendo una giovanile del tutto nuova, il nostro motto deve essere Outside of the box, il nostro obbiettivo rappresentare i giovani italiani. Una giovanile che vive nella società, sperimenta linguaggi nuovi e nuove forme aggregative. Alcuni esempi: Social Network…
Francesco Magagnino. Nel caso fossi eletto riterrai ancora opportuno procedere nel costante formalismo strutturato seguito fino ad ora nell'organizzazione dei partiti di centro sinistra e dalle loro giovanili? O contrariamente riterrai opportuno e fattibile forzare i dogmi fin qui seguiti per trovare nuove forme aggregative di fare politica?
Dario Marini. Il Partito Democratico nasce per riformare la politica e per costruire un progetto a lungo termine. Rinnovamento e riformismo erano le parole d’ordine di Walter Veltroni nel discorso del Lingotto.
Il rapporto con il partito non è in discussione, l’organizzazione giovanile è prevista dal nostro Statuto Nazionale. L’autonomia di un’organizzazione si misura su tre fattori principali:
1 Autonomia nel protagonismo delle idee;
2 Autonomia nella capacità di incidere nelle scelte programmatiche del partito per poi trasformarle in progetti di legge;
3 Autonomia nell’essere veramente giovani evitando la riproposizione di correnti interne.
Federico Benini. Nel Nord-Est d'Italia tra i giovani il PD è praticamente inesistente. Meno di due giovani su dieci credono nel nostro progetto. Quali iniziative credi che sia opportuno prendere per presentarsi ai giovani come partito forte e concreto?
Dario Marini. I giovani sono lontani, soprattutto al nord. Dobbiamo avere la capacità di dare risposte ai problemi reali, senza preconcetti ideologici. Partito forte e concreto. Alcuni esempi: Vogliamo uscire di casa a 18 anni, poterci costruire una vita stabile. Dobbiamo parlare d’Impresa, di mercato e di concorrenza.
Rapporto università- mondo del lavoro. Ma questi stage servono veramente a qualcosa?
Federico Benini. Credi che la semplicità del linguaggio debba essere accompagnata ad una semplicità di soluzioni che comprometterebbe la qualità delle nostre proposte?
Dario Marini. Dobbiamo avere la capacità di dare risposte semplici, non è attraverso il linguaggio che si giudica la qualità di una proposta, dobbiamo parlare la lingua delle persone, della società.

Lettera di Veltroni ai segretari di circolo

Il Segretario Nazionale
Roma, 27 ottobre 2008
Carissime, carissimi,
sabato 25 ottobre, è stata per tutti noi e per l’Italia intera una grande, straordinaria giornata.
Una giornata che abbiamo vissuto con la serenità e la passione di condividere una sfida e un progetto: quello del Partito Democratico al servizio del futuro, delle persone e del Paese.
Il successo della manifestazione è stato possibile innanzitutto grazie a voi e all’impegno che ogni circolo del Pd ha messo in campo per organizzare e favorire una partecipazione così grande.
Per questo, voglio ringraziare ciascuno di voi e quanti nel circolo hanno contribuito a questo risultato, con la fatica e la passione del lavoro sul territorio.
Voglio condividere con voi la consapevolezza e la responsabilità che il 25 ottobre ci ha consegnato, per svolgere con maggiore impegno il nostro ruolo di grande forza dell’opposizione democratica ad un governo che l’Italia non merita. E per costruire e radicare un grande partito riformista che fa dell’opposizione – un’opposizione di popolo – il modo di incidere oggi sulla realtà del Paese per essere domani nuova maggioranza e nuovo governo per l’Italia.
Un grazie a tutti
Walter Veltroni

domenica 26 ottobre 2008

Qualche precisazione sulla scuola elementare

Buona sera, sono un insegnante della scuola elementare, molto perplessa per quel che sta accadendo in Italia nei confronti della scuola. Si parla di scuola in ogni telegiornale, in ogni programma di approfondimento, ma devo dire che spesso e volentieri le notizie sono poco chiare e inducono le persone in errore. Cominciando dal principio, c'è da dire che quello che io reputo un attacco alla scuola è stato preparato già da tempo, da quando l'Onorevole Brunetta ha deciso di dichiarare guerra ai “fannulloni”, come dice lui, ed ha pesantemente indicato gli impiegati statali ed i maestri come membri di quella categoria. Si è preparato così il terreno, influenzando l'opinione pubblica su alcune gruppi di persone, che sono quasi state indicate come la causa di tutti i mali del mondo (oltre ad immigrati, Rom, poveri qualsiasi). Poi sono arrivati i decreti legge 133 e 137 con i quali si stabilivano alcune novità, più o meno gradite agli italiani: il maestro unico, in primis, unica vera panacea all'ignoranza dei nostri pargoli. Quasi tutti noi di una certa età abbiamo avuto un maestro unico e gli siamo spesso affezionati, ma da lì a dire che è il meglio...ce ne passa. Secondo le menti geniali di chi ha studiato la cosa, è indispensabile per il bambino avere un punto di riferimento unico nella scuola. E perchè mai? In famiglia di punti di riferimento ne ha almeno due, mamma e papà, e anche di più se c'è qualche nonno. Tutti noi con figli abbiamo sperimentato come i bambini anche piccoli sappiano adottare comportamenti diversi con la nonna, la mamma, papà.
Alla scuola materna ci sono due insegnanti, più quella di religione: fanno 3 punti di riferimento. Evidentemente alla primaria i bambini invece di andare avanti vanno indietro e sono capaci di gestire solo rapporti estremamente semplificati. Chissà come mai! Si svilupperanno in retromarcia.
La mia maestra mi insegnava a leggere, scrivere, far di conto, più qualche lavoretto il sabato. Io nella mia classe seconda, dove sono prevalente, insegno italiano, storia, geografia, educazione all'immagine, alla musica, motoria, inglese, attività alternativa alla religione,educazione alla cittadinanza, elaboro progetti extracurricolari. La mia collega insegna matematica, geometria, informatica, probabilità, statistica, scienze. Proprio come una volta, vero? Come fa una persona sola ad insegnare tutto questo con competenza? Ma si insiste, pur sapendo che è impossibile, che si insegnerà poco e male, anche perchè non ci sono più i bambini di una volta. Questi, tirati su da mamma Rai (o Mediaset) hanno un'attenzione di due, tre minuti al massimo, dopo di che... il vuoto!
Un'altra cosa che si dice in giro è che ci sono tre maestre per classe: è una grossa bugia, o un grosso segno di ignoranza, o di malafede. I maestri sono tre su due classi, cioè uno e mezzo per classe. Sono quasi sempre soli con gli alunni (lezione frontale) eccetto che per circa tre ore per classe in cui vengono attuate attività a gruppi: un gruppo con un insegnante riprende una cosa che non è stata ben acquisita, un altro gruppo fa cose più difficili, che si chiamano di sviluppo; questo perchè gli alunni in una classe hanno tempi di sviluppo ed acquisizione molto diversi, alcuni ci impiegano più tempo ad arrivare, altri sono veloci ed avranno attività che sviluppino ulteriormente le loro capacità.E' compito degli insegnanti cercare di portarli avanti tutti, in accordo con gli insegnamenti di Don Milani; sarebbe troppo facile escludere quelli che arrivano in ritardo. Le ore di copresenza vengono utilizzate anche per portare a gruppi gli alunni nei laboratori di informatica: nessuna scuola è dotata di apparecchi per tutti e perciò si rende necessario dividere la classe per farli lavorare . Quelle che avanzano le utilizziamo per supplenze. In classe mia non ho nemmeno un'ora di copresenza perchè insegno anche tre ore di inglese e due di materia alternativa alla religione. Non abbiamo mai abbastanza tempo per fare tutto, perciò due sere fa, quando ho sentito un esponente leghista lamentarsi per la grande quantità di insegnanti che ci sono in ogni classe (i soliti tre, di cui uno insegna, uno corregge e l'altro va in giro per i corridoi, secondo lui) mi sono sentita profondamente offesa, perchè questi vogliono cambiare una scuola che funziona senza nemmeno sapere come funziona. E la gente abbocca.
Un'altra affermazione che mi ha fatto capire quanto la nostra classe dirigente sia lontana dalla realtà del Paese, è stata quella della sig.ra Guidi, se non sbaglio presidente dei giovani industriali, che si è trovata d'accordo con la chiusura di molte sedi universitarie, aggiungendo che i nostri giovani non sono più abituati a spostarsi da casa. Ma questa signora ce l'ha un'idea di quanto costa spostarsi da casa? Si parla di affitti per una camera di 500 euro, se non di più. Una famiglia con due figli che studiano all'università in un'altra città, se ha uno stipendio medio come tante, come li deve mantenere?
Ci prendono in giro, fanno pagare agli italiani medio o poco abbienti i risultati di decenni di poca pianificazione, o peggio.
Ma i risultati si potrebbero ottenere in altro modo, senza distruggere la scuola: come mai non si sente più parlare di far pagare le tasse a tutti, anche agli evasori? Perchè non si calano i compensi dei dirigenti, che a volte potrebbero costituire il reddito fino alla morte di intere famiglie? Come mai non si obbligano i professionisti ad emettere una ricevuta fiscale, invece di ricevere spesso i soldi in nero? Il fatto è che i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Ed il governo, per cavarsela, abbatte la mannaia su uno dei pochi valori che ancora abbiamo in Italia, l'istruzione accessibile a tutti, quella che permette anche al figlio di un muratore di diventare primario o architetto. Ci rubano il futuro, in pratica, quello dei nostri figli ed anche il nostro, che dovremmo lavorare fino a duecento anni per aiutarli.
Paola Lorenzetti, maestra elementare.

"BISOGNA FERMARLI, ANCHE IL TERRORISMO PARTI' DAGLIATENEI"

Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008

INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.


Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica:

spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.

Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.

La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]


Piede pagina


venerdì 24 ottobre 2008

Partecipazione del circolo

Carollo Sergio e Carla, De Biasi Gianni , Bonuzzi Carlo, De Vito Umberto,
Berghi Giulia, Di Filippo Giorgio + 6 amici , Pozzati Maria, Rizzi Rosa,
Matteo Dalai, Federico Benini, Marco Renso, Benedetti Lorena, Sara Beccaletto
Giulia Buchè, Sara Meneghetti, Emanuele Croce.
A tutti un grazie per la loro dedizione e l'auspicio di dar un concreto
contributo a raddrizzare le sorti del nostro Paese .

venerdì 17 ottobre 2008

Tesseramento

Cari Amici ,
la giornata del tesseramento si è conclusa con i risultati che abbiamo già pubblicato , buoni , anche se sinceramente , valutando l’impegno profuso , qualche tessera in più pensavamo di poterla staccare .
Comunque siamo complessivamente ad oltre 180 tesserati , numero molto al di sopra del totale che Margherita e Democratici di Sinistra poteva sommare .
Ma il Partito Democratico non è nato come sommatoria dei due partiti che ne hanno favorito la nascita : noi siamo l’unica vera novità nel panorama politico italiano e abbiamo l’ambizione di poter coagulare tutte le volontà di moderno e democratico riformismo .
Abbiamo ancora parecchio da fare per omogeneizzare le varie componenti , per trovare le giuste modalità di intervento politico , ma la nostra resta l’unica via percorribile per rimediare al disastro che la Destra stà preparando per il nostro futuro .
Pertanto porteremo avanti le nostre battaglie locali con rinnovato entusiasmo , dando anche il nostro apporto a quelle a livello nazionale .
Infatti una ventina di nostri iscritti parteciperanno alla manifestazione del 25 ottobre a Roma .
Continueremo con i volantinaggi ai mercati rionali , primo fra tutti il mercato cittadino dello Stadio dove , tutti i sabato , sarà possibile tesserarsi , per chi non lo avesse ancora fatto , ritirare volantini e avere informazioni .
Grazie a tutti coloro che tesserandosi hanno dato fiducia al P.D. , sperando che diventino promotori di una grande mobilitazione di opinione pubblica che possa bloccare l’ondata reazionaria in corso .

Lorenzo Dalai
Coordinatore del Circolo Enzo Biagi

giovedì 16 ottobre 2008

Imparare l'italiano.

Zac, come un fulmine a ciel sereno la Lega ci impone il suo modo di interagire con gli alunni stranieri: integrare attraverso la separazione; mi fa un po' pensare alle convergenti parallele di qualche anno fa, per il gioco di parole che unisce due contrari, ma al contrario di quelle lo trovo carico di implicazioni funeste. L'emendamento votato dalla maggioranza sull'istituzione di classi separate per alunni stranieri è un pugno nello stomaco alla civiltà, al buon senso ed a tutto quello che conosciamo sui meccanismi di apprendimento linguistico. I bambini non imparano come gli adulti, seguono inconsciamente altri criteri. Acquisiscono una lingua, più che apprenderla, cioè la “assorbono” dall'ambiente che li circonda, soprattutto assecondando quelle che sono le loro motivazioni. A questa età una motivazione importante è inserirsi nel gruppo dei pari, essere accettati da loro. Quando arriva in classe un nuovo alunno straniero, la maestra si affanna a insegnargli nomi ed azioni che ritiene utili, appone cartellini dappertutto, attiva mediatori e volontari, ma nonostante tutto le prime parole riguardano sempre la relazione coi compagni: ”Ciao, gioco anch'io”. Perchè la lingua è comunicazione, e si comunica quando si sente il bisogno e la voglia di farlo. I bambini perciò imparano dai loro compagni, la lezione migliore sono i giochi, le canzoni, i lavori fatti insieme. In una classe dove tutti parlano lingue diverse, e l'unico esempio di italiano lo porta la maestra, che per quanto brava non sarà mai interessante come i coetanei, non impareranno mai bene come nel gruppo dei pari.

Gli alunni stranieri sono di fatto separati, differenziati, isolati dagli altri: decenni di pratica interculturale evidenziano il valore dello scambio fra culture differenti, perchè ogni persona al mondo è portatrice di conoscenze e valori importanti, che vanno offerti agli altri in un continuo movimento di arricchimento, aggiustamento e rielaborazione dei propri. E in più tutto ciò si giustifica con esigenze didattiche infondate. Mi chiedo perchè la diversità spaventi tanto certe persone, quando in realtà rappresenta la ricchezza dell'universo. Il confronto è bello, gratificante ed è sempre utile. In parole antiche, il mondo è bello perchè è variato.

Comunque, una cosa dobbiamo imparare da loro: una volta presa una decisione, non stanno tanto a pensarci su, a confrontarsi con gli altri, tanto a cosa serve? Sono sicuri sempre di fare la cosa giusta, e la impongono a tutti, senza diritto di replica. Impariamo anche noi di sinistra a discutere un po' meno e ad attivarci più in fretta, invece di adoperare sempre tempi biblici. Non sempre l'uso della democrazia implica che prima di prendere delle decisioni passino ere geologiche.
Paola Lorenzetti.

mercoledì 15 ottobre 2008

“Sul Saval solo chiacchiere”

“Che ci fossero dei problemi di vivibilità e sicurezza nel quartiere Saval, e non solo, è un fatto che sta denunciando da diversi mesi il Partito Democratico della Terza Circoscrizione”.
Lo afferma Antonio Ramella esponente del PD Circolo Enzo Biagi della Terza Circoscrizione il quale sostiene che “se l’amministrazione comunale se n’è accorta soltanto adesso vuol dire che non conosce i nostri quartieri o non ritiene di doversene occupare”.
È chiaro, quindi,che la commissione sicurezza della 3^ Circoscrizione non ha fino ad ora operato come avrebbe dovuto e pertanto il PD chiede le dimissioni del suo Presidente, Sig. Dario Pomari.
Siamo inoltre allibiti dalle dichiarazioni del Presidente della Circoscrizione il quale ritiene che la soluzione del problema sia quella di mettere dei militari a controllare i giovani “delinquenti”. Anzitutto si fa presente che da vari mesi i poliziotti di quartiere non sono più attivi sul nostro territorio e che dal 4 settembre giace sul tavolo del Sindaco Tosi una apposita richiesta di spiegazioni fatta dal Consigliere Aiello. Ad oggi nessuna risposta. Perché?
Inoltre, il Partito Democratico ritiene che gli strumenti e le strutture idonee per affrontare le problematiche del disagio giovanile ci sono ma che in questi ultimi mesi non sono state adeguatamente utilizzate e sviluppate. E’ necessario sostenere ed incrementare le attività di aggregazione nel quartiere, organizzate dalle associazioni, dalla parrocchia e dalle società sportive. Anzi, sarebbe importante che il Comune di Verona intervenisse su questo settore e non puntasse solamente alla mera repressione.
Si richiede di ampliare le attività gestite nel centro di incontro presente nella piazza del Saval (sotto il centro commerciale) che invece è stato fortemente ridimensionato da questa amministrazione comunale;
Si devono realizzare gli interventi strutturali rivolti ai giovani ad esempio impianti sportivi e ricreativi previsti nella zona delle pista ciclabile;

Il PD è disponibile a discutere in maniera costruttiva e non polemica con i rappresentanti della circoscrizione queste o altre proposte purché non siano finalizzate alla mera propaganda ma a creare delle vere condizioni di sviluppo sociale del quartiere.
Proponiamo quindi di organizzare un consiglio di circoscrizione straordinario incentrato su queste problematiche e da tenersi nel centro di incontro presente al Saval.

Ramella Antonio
Circolo PD Enzo Biagi

martedì 14 ottobre 2008

Pestaggio a Saval

Aggressione al Saval con calci alla testa sferrati con violenza e cattiveria, quasi non si trattasse della testa di un ragazzo ma di una palla da football. È riuscito ad evitare il peggio perchè si è protetto con le mani, l’unica forma di difesa contro il «branco».
Pugni in faccia che gli hanno spaccato un labbro. Spintoni e minacce. La vittima è un ragazzo di appena sedici anni e la sua ragazza poco più piccola di lui. Gli aggressori, tutti veronesi, di anni ne hanno qualcuno in più. Lo scenario è un quartiere periferico, il Saval. Che il pestaggio non sia trasformato in un dramma come accadde al trentenne di Santa Maria di Negrar ucciso a Porta Leoni da altri ragazzi è un caso.
Sandro (il nome è di fantasia) la testa è riuscito a riparasela con le mani e le braccia, al punto che quando suo padre lo ha portato al pronto soccorso hanno dovuto immobilizzargli anche un dito. Gli è stato suturato il labbro inferiore, steccato un dito del piede, dovrà portare per qualche giorno un collarino e il tutto si traduce in una prognosi di 10 giorni.
Tutto questo perchè è stato accusato di aver fatto un gestaccio, calci e pugni per «insegnargli» a portare rispetto. L’aggressione è avvenuta martedì alle 18.30 nel garage del condominio dove abita, Sandro e la sua ragazza stavano parcheggiando i motorini, volevano salire in casa per finire di studiare e magari dopo guardare un film. Entrambi provengono da famiglie semplici, educati al rispetto dei valori che contano, che possono sembrare impopolari. Per questo quando Sandro si è sentito dire dai tre, forse quattro o cinque, coetanei che doveva portare rispetto e abbassare lo sguardo quando li incontrava ha reagito ridendo: non aveva senso quella minaccia perchè non aveva mancato di rispetto a nessuno di loro. La punizione sono stati i calci.
«Non li aveva nemmeno visti arrivare», raccontano i genitori di Sandro, «si è sentito accusare di avere fatto dei gesti maleducati. Si è sentito chiedere se era gay e tante altre cattiverie e assurdità che non stanno ne in cielo ne in terra. Ringraziamo solo Dio che non è capitato il peggio». La mamma a stento trattiene le lacrime, il papà è davvero arrabbiato. Hanno anche un altro figlio, più piccolo e ora si domandano se questo quartiere è sicuro. «Abbiamo abitato in via XX settembre e cose del genere non erano mai successe», assicurano, «ora siamo preoccupati ogni volta che il nostro ragazzo scende in garage o va a scuola. Non è giusto che per pochi altri debbano vivere male». Anche la mamma della fidanzatina non si da pace, anche perché teme ancora per l’incolumità della figlia. «È spesso a casa del suo ragazzo e devo ammettere che mi rasserena sapere dov’è tanto più che la mamma di lui è una persona attenta e sempre presente», spiega, «ma da quel pomeriggio non dormo più. Nella confusione del momento è certa di avere visto in mezzo al gruppo anche un adulto, lo avevo scambiato per un condomino. E questo dettaglio mi inquieta davvero tanto».
Ma quel che emerge è che non si sarebbe trattato di un fatto isolato: nel quartiere corre voce che un gruppo di ragazzi che solitamente si trova nella piazzetta del centro commerciale se la prende con gli anziani, spingono a terra le signore e fanno gestacci alle persone in difficoltà. Ci sarebbero stati anche altre aggressioni e furti, soprattutto lungo la pista ciclabile che porta a Chievo, non ci vanno per correre ma sfrecciano in motorino. Un fatto grave si era verificato a marzo quando una quarantenne impiegata venne aggredita senza motivo sotto casa e colpita con una mazza alla testa: le ferite erano profonde e furono necessari diversi punti di sutura. «Non vogliamo vivere con l’ansia che questi ragazzi possano ancora una volta fare del male ai nostri figli». E la speranza dei genitori è che le forze dell’ordine intervengano in fretta, che li fermino.

L’esecutivo del Partito Democratico esprime tutta la propria preoccupazione per l’ennesimo atto di violenza avvenuto nella città di Verona e che ha avuto per protagonisti bande giovanili.
«Il fatto accaduto al Saval la scorsa settimana», si sostiene in una nota, «ci mostra un territorio in cui due giovani non possono rientrare a casa incolumi, persino in pieno pomeriggio. L’efferatezza delle azioni e la vigliaccheria di chi scatena la sua violenza, forte della protezione del branco, sono in continuo e preoccupante aumento a Verona».
Secondo il Pd, «il clima di scontro determinato dalla destra e da Tosi non solo non ha determinato maggiore sicurezza reale, ma ha addirittura scatenato l’aggressività e l’intolleranza di pericolosi estremisti. Da tempo il Pd denuncia, per voce del proprio circolo locale, l’abbandono del quartiere Saval da parte dell’amministrazione comunale».
Si ricorda che da oltre un mese è depositata nella segreteria del sindaco un’interrogazione di un consigliere di circoscrizione che, manifestando un diffuso senso d’insicurezza raccolto sul territorio, chiede con che frequenza avvenga il pattugliamento da parte della polizia municipale.
«Ad oggi», dicono, «tale richiesta non ha ricevuto risposta, ma cosa ancora più grave quelle sensazioni si sono, ancora una volta, tradotte in fatti di cronaca. Da quando Tosi è divenuto sindaco», continuna la nota, «abbiamo visto accadere: il pestaggio dei paracadutisti in centro, ripetuti tentativi di violenza carnale in pieno giorno, frequenti risse presso locali serali, poi culminate nel drammatico omicidio di Nicola Tommasoli, con grande sgomento dell’intera comunità. La ricetta sulla sicurezza proposta dall’amministrazione Tosi ancora una volta si è rivelata fallimentare ed è efficace solo per farsi pubblicità ingannevole sui media nazionali».



SOS P.A.


Antonino Leone di Verona e Lucio Scarpa di Venezia hanno lanciato da pochi giorni l’idea di costituire il gruppo SOS P.A. che si interessi della problematica della Pubblica Amministrazione che ritengono essenziale per aumentare la competitività del paese ed offrire servizi di qualità ai cittadini. SOS P.A. si pone i seguenti obiettivi:
- Sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini utenti;
- Trattazione dei problemi della P. A.;
- Ricerca, valutazione ed aggiornamento sulle problematiche della P. A.;
- Raccolta di testimonianze sul funzionamento della P. A.;
- Interviste ai parlamentari e senatori che partecipano alla Commissione Lavoro;
- Pubblicazione di articoli e commenti sulla P. A.;
- Elaborazioni di proposte di miglioramento della P. A.;
- Eventuali altre attività proposte dai membri del gruppo.
Il gruppo è nato in rete su Facebook all’indirizzo http://www.facebook.com/SOS P.A., conta dell’adesione di circa 100 persone provenienti da città diverse ed è aperto alla partecipazione di tutti. Chiunque può iscriversi, invitare altre persone e partecipare esprimendo opinioni, commenti e raccontando la propria esperienza nei rapporti con la Pubblica amministrazione.
Si avverte in modo chiaro e visibile, afferma Antonino Leone, l’evoluzione rapida dell’ambiente sociale ed economico del pianeta e l’esigenza urgente di una gestione più efficiente ed efficace dei servizi pubblici in Italia che promuova la competitività dell’impresa e, quindi, lo sviluppo del nostro paese e dia risposta alle attese e ai bisogni sempre più urgenti dei cittadini e delle imprese. Occorre, continua Leone, occupare uno spazio politico riformista e democratico, il quale attualmente sembra essere invaso dai messaggi mediatici che fanno presa sul qualunquismo e non intervengono sul mutamento strutturale ed organizzativo della P. A., al fine di contribuire al cambiamento ed al miglioramento della gestione dei servizi pubblici.
Antonino Leone gestisce il blog http://cambiamentoorg.blogspot.com/ che conta in pochi mesi dall’apertura di 4300 visite e dedica molto spazio alla gestione dei servizi pubblici. In questo sito sono stati affrontati le tematiche oggetto di dibattito politico dell’ultimo periodo quali:
- Il cambiamento nei servizi. Il caso INPS di Verona;
- La rete e la Pubblica Amministrazione
- Organizzazione e lavoro nella P.A.;
- Sondaggio sulle cause dell’inefficienza della P.A.;
- Il fenomeno dell’assenteismo;
- Interventi di professionisti delle risorse umane e di deputati.
- L’assenza dal lavoro.
L’assenteismo, afferma Leone, è un sintomo del cattivo funzionamento della Pubblica Amministrazione, riempire gli uffici non serve a nulla se il management pubblico non organizza, non guida e non indica agli operatori pubblici gli obiettivi da conseguire. Occorre, inoltre, che vi sia la trasparenza degli obiettivi prefissati e dei risultati conseguiti ed il controllo dei cittadini utenti.
Lucio Scarpa dichiara: "Come coordinatore del circolo del PD online Barack Obama sono molto soddisfatto di vedere sbocciare questa nuova iniziativa dalle pagine del nostro social network (pdobama.ning.com). È l'ennesima dimostrazione che internet è il media ideale per fare incontrare persone che utilizzano le proprie competenze, e molta passione, per dare vita a iniziative concrete di ampio respiro.

lunedì 13 ottobre 2008

Tesseramento 12 ottobre

Tesseramento in terza circoscrzione
questi i risultati per postazione :
Stadio 27 tesserati
Basson 14 "
San massimo 33 "
Chievo 3 "
borgo Nuovo 14 "
Saval 20 "
totale 111
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell'iniziativa ; soprattutto a chi ha portato casa per casa gli inviti .
Certo molto resta da fare per conseguire il risultato che ci eravamo prefissati , perchè complessivamente siamo poco oltre il 40% di quelle 500 tessere che ci permetterebbero una buona autonomia finanziaria e una valida penetrazione nel nostro territorio .
Continueremo a raccogliere adesioni tutti i sabato al mercato dello Stadio con il nostro gazebo e comunque andremo avanti anche con il contatto diretto .
lorenzo dalai

mercoledì 8 ottobre 2008

Crisi finanziaria

Il Partito Democratico di Verona è estremamente preoccupato della crisi finanziaria partita dagli USA e ormai estesasi in Europa ed Asia. Molte responsabilità dovranno emergere (ricordiamoci, ad esempio, quando Tremonti nel 2003 ci proponeva di ipotecare le nostre case per acquistare beni di consumo), ma ora è il momento di pensare a proposte che possano aiutare a ridurre l'impatto della crisi sui risparmi dei cittadini. Repubblica ieri ha pubblicato sul proprio sito, http://www.repubblica.it, un utile vademecum, nulla di certo e assoluto in momenti così confusi e volatili. Ve lo proponiamo come strumento di valutazione, che non può essere esaustivo, ma può aiutare ad approfondire il tema.

Il vademecum:



È crisi anche per i prodotti meno rischiosi. Ecco i consigli dell'esperto



Risparmiatori in ansia è fuga dai fondi di VITTORIA PULEDDA



MILANO - Mercati nella bufera e risparmiatori nel panico. Che inondano di e-mail i giornali, le banche, i promotori finanziari, chiunque si occupi di denaro. Proprio per questo, partendo dalle domande più frequenti che ci sono state rivolte durante le trasmissioni di Repubblica Tv dedicate alla crisi dei mercati e sul sito Repubblica. it, abbiamo cercato di stilare una sorta di vademecum. Che dia risposte ai quesiti più diffusi tra i risparmiatori, per fugare i dubbi più ricorrenti e cercare di fornire parziali certezze.



Le domande vertono - come è ovvio - sulla paura che la crisi finanziaria internazionale arrivi a mettere a repentaglio i risparmi e chiedono soprattutto quali sono i settori più a rischio, per i nostri soldi. A partire, ovviamente, dal posto in cui tutti gli italiani custodiscono almeno una parte dei propri averi: le banche. Le risposte sono state fornite anche con la consulenza di Chiara Fornasari, economista e senior partner di Prometeia. Che, nonostante il dato negativo sulla raccolta diffuso proprio ieri sui fondi comuni, difende il sistema:



"Paradossalmente, i fondi comuni sono tra gli strumenti migliori dal punto di vista della sicurezza - spiega - perché non c'è un rischio emittente e grazie a Dio ci sono regole che impediscono loro di mettere dentro al portafoglio troppi prodotti che fanno capo al gruppo di appartenenza della società di gestione".



Confermando un binomio noto, anche in settembre la raccolta netta dei fondi è risultata negativa per ben 9 miliardi e mezzo. Anche perché la crisi non è solo di Borsa: dall'inizio dell'anno ad oggi, il deflusso dai fondi comuni sfiora i 100 miliardi e ancor più pesante è il bilancio del patrimonio complessivo del sistema: meno 140 miliardi di euro, il 22% delle attività complessive.



I consigli dell'esperto.



Conti Correnti

I SOLDI DEPOSITATI IN BANCA SONO AL SICURO?

I conti correnti sono sicuri perché c'è la rete di protezione del Fondo interbancario di garanzia: l'importante è che, come del resto per le altre forme di deposito, siano nominativi e non al portatore. Lo stesso discorso vale per i Certificati di deposito, sempre che siano nominativi. Ma bisogna tener presente che questa sicurezza non funziona per cifre spropositate: oltre il tetto dei 103mila euro non scatta la protezione. Insomma, è bene ricordarsi che il concetto della diversificazione vale per tutti i settori, anche per i conti correnti.



Pronti Termine

CHE GARANZIE HO CON QUESTO INVESTIMENTO?

I pronti contro termine hanno un grado di protezione elevata, perché consistono in una forma di investimento che si articola in operazioni a termine, a fronte di titoli che la banca deve materialmente avere (che ci vende in un dato momento e contemporaneamente si impegna a ricomprare ad un prezzo maggiore, dopo un prefissato periodo). E quasi sempre il pronti contro termine si basa su un'obbligazione pubblica, come un titolo di Stato. Il risparmiatore è tanto più coperto quanto più si tratta di un titolo realmente "sovrano".



Mutui Casa

È IL MOMENTO DI CHIEDERE UN MUTUO PER UN IMMOBILE?

Se possibile, è meglio aspettare a comprare casa: questo non è il momento migliore per chiedere

un mutuo. I tassi di interesse infatti vivono un momento di grandissima tensione: i tassi interbancari sono in grandissimo nervosismo, ed hanno valori alti in modo assolutamente anomalo. In attesa di vedere dove si assestano i tassi di interesse e che decisioni vengono prese a livello di autorità monetarie, se possibile è meglio soprassedere e stare a vedere cosa succede, aspettando che scendano almeno un po' di tempo.



Beni Rifugio

E' IL MOMENTO DI COMPRARE ORO E MONETE PREZIOSE?

L'investimento in oro, sterline e monete preziose dà sicuramente un senso di sicurezza, non a caso il metallo giallo è il più classico dei beni rifugio, cui si rivolge nei momenti di forti turbolenze. Ma attenzione, questa crisi è molto complessa, sotto tanti punti di vista: a partire dalla durata. Ora ha l'aria di durare molto, ma se poi si risolvesse in fretta, le quotazioni di tutti i beni rifugio rischiano di cedere di colpo, anche in maniera

violenta. E questo ovviamente vale anche per il metallo giallo.



Conto Di Deposito

SI E' PROTETTI CON IL CONTO ARANCIO?

Tutti i conti di deposito, anche quando sono nella forma online, hanno la stessa copertura del Fondo

interbancario di garanzia sui conti correnti e i depositi tradizionali (sempre che gli stessi siano nominativi).

Per quanto riguarda le banche straniere in Italia, dipende se esse sono iscritte o meno al Fondo (obbligatorio per quelle extracomunitarie). Per il Conto arancio, il prodotto venduto in Italia dalla banca olandese Ing, funziona il Fondo di garanzia in quanto la Ing ha aderito a tale protezione.



Rischio Unicredit

HO I MIEI SOLDI IN UNICREDIT, DEVO SPOSTARLI?

No, non ci sono problemi a lasciare i propri risparmi nella banca di Piazza Cordusio. Non è possibile ipotizzare che un conto corrente presso un istituto come Unicredit possa essere considerato una cosa pericolosa: tra l'altro, la rete di protezione e le scelte fatte proprio in queste ore rafforzano la Solidità patrimoniale della banca che diventa una delle piùcapitalizzate d'Europa. E' bene sottolinearlo: con le nuove misure adottate Unicredit è ora in una posizione più forte rispetto al resto del sistema bancario italiano.



Banche

E' MEGLIO UNA BANCA PICCOLA O UNA INTERNAZIONALE?

Questa crisi ha fatto saltare molte certezze. Finora, essendo una crisi internazionale, hanno sofferto soprattutto i grandi istituti, quelli più ramificati all'estero e spesso quelli più dinamici. Ma attenzione, anche le banche locali e di piccole dimensioni potrebbero trovarsi in difficoltà,soprattutto a causa del

costo sempre più alto del denaro, il cosiddetto funding (raccolta diretta), che per una banca piccola potrebbe

diventare più difficoltoso rispetto a una banca di standing più elevato.



Fondi Comuni

HO UN FONDO AZIONARIO, MI CONVIENE VENDERE?

In questo momento se si vende si portano mediamente a casa perdite molto forti. Per questo, da un punto di vista razionale, logico, conviene tenere le posizioni, vedere come si assestano le cose. Certo, questa crisi avrà degli impatti anche dal punto di vista dell'economia reale, quindi è possibile che ci aspettino anche momenti non facili nel futuro. Però almeno per quest'anno aspetterei a vedere come si mettono le cose, prima di vendere in

perdita: ci sono misure delle autorità monetarie che possono aiutare i mercati azionari.



Fondi Pensione

HO MESSO IL TFR NEL FONDO PENSIONE E STO PERDENDO

Nel caso dei fondi pensione chiusi, quelli delle categorie, le componenti azionarie in genere sono molto limitate, quindi i rischi sono tutto sommato contenuti. Ovviamente, per quanto riguarda le azioni, i problemi ci sono ma ancora più importante è che si sia scelto un profilo di rischio adeguato ai propri orizzonti temporali: se l'orizzonte è lungo, c'è anche molto tempo per risolvere i problemi e recuperare le perditeche eventualemente si sono sofferte in questo momento.

Proposte pista ciclabile


Oggetto:proposta di collegamento tra ciclabile del Biffis e del
Camuzzoni e S.Massimo in 3^ Circoscrizione Verona
Proposta di inserire tra le opere da realizzare un percorso per il
collegamento tra 2 importanti piste ciclopedonali ,una lungo il Biffis e
l'altra lungo il Camuzzoni ,si propone un un percorso immerso nel verde
lungo il canale S.Giovanni o Conagro che parte da località Cason del
Chievo e segue la riva del canale ,arrivando a via Bionde, per poi
attraversare la ferrovia in totale sicurezza nel sottopasso esistente in via
Monte ,ora pedonale per arrivare al Chievo eventualmente entrando
anche nel parco di villa pulle' e attraverso piazza Chievo si giunge
facilmente all'inizio della ciclopedonale del camuzzoni,questo itinerario
è lungo 2600 metri circa

Roberto Bertolazzi

martedì 7 ottobre 2008

You Dem

Care amiche, cari amici,

Il 14 ottobre nasce YOUDEM.TV, la TV fatta dai tuoi video, i tuoi
racconti,
le tue idee.
Sarà la prima Social TV dedicata alla politica italiana e promossa dal
Partito Democratico con l'intento di realizzare un luogo di scambio,
confronto e condivisione che coinvolga la base del nostro partito.

Già da oggi potete contribuire attivamente alla sua creazione,
iscrivendovi
al sito www.youdem.tv e iniziando a pubblicare i vostri video. Attraverso
YouDem, infatti, potete proporre le vostre idee, partecipare alle
discussioni
con gli altri utenti e con i politici e gli opinionisti presenti sulla
piattaforma, sollevare questioni sociali da porre all'attenzione di tutti,
con la certezza di essere ascoltati. Tutti i contributi video che
invierete
saranno disponibili on line sul sito e potranno far parte del palinsesto
televisivo di Youdem, che sarà visibile sul canale 813 di Sky dal 14
ottobre.

Attualmente sulla piattaforma si discute di razzismo, immigrazione, scuola
e
si stanno avviando i primi programmi partecipativi, come "Salva l'Italia",
che raccoglierà tutte le idee e proposte per migliorare il nostro Paese.
Ma sono solo i primi temi, ogni settimana ce ne saranno altri.

Vi invitiamo ad accedere subito alla versione Beta, per costruire YouDem
insieme.
Inviate i vostri contributi, le vostre idee e registratevi su
http://www.youdem.tv.
YouDem sarà visibile a tutti dal 14 ottobre 2008 su www.youdem.tv, via
satellite sulla piattaforma SKY canale 813 e su tutti i cellulari di terza
generazione.

Grazie e arrivederci su YouDem!

Un nuovo treno

Care e cari,

da tempo compio in Consiglio Regionale diverse azioni per promuovere una mobilità più sostenibile, che risponda all’esigenza di ridurre traffico e inquinamento. Una di quelle che, come centrosinistra, abbiamo sempre sostenuto con maggiore intensità, riguarda la costruzione di un sistema di trasporto efficiente su rotaia in Provincia di Verona e in Veneto. Ma di cosa si tratta?
Un treno veloce e confortevole, che parte a orari cadenzati con intervalli brevi (15 – 20 minuti di media), coprendo una fascia oraria ragionevolmente ampia, a vantaggio di chi lavora, studia, ma anche per chi deve recarsi nel capoluogo per affari, commissioni, acquisti... I parcheggi adiacenti le stazioni sono sufficientemente ampi, le stazioni sono sicure e munite di sottopassi, i passaggi a livello sono tutti o quasi eliminati per la costruzione di sotto o sovrappassi: questa è la metropolitana di superficie o SFMR, che, se realizzata, ridurrebbe fortemente il traffico veicolare di Verona città, l’inquinamento, i costi per i cittadini ma anche per la comunità nel suo insieme. Se poi ci fosse una tramvia o comunque un adeguato servizio di trasporto pubblico che dalle stazioni di Porta Nuova o Porta Vescovo trasportasse gli utenti in tempi rapidi nelle varie parti della città, magari utilizzando un biglietto o abbonamento unico, il vantaggio per tutti sarebbe ancora maggiore. Le linee inizialmente dovrebbero essere quattro: Mantova – aereoporto Catullo – Verona; Legnago – Isola della Scala – Verona, Verona – Domegliara – Dolcè, Verona – San Bonifacio – Vicenza. Non è nulla di straordinario, tutte le linee assieme costerebbero quanto una superstrada a 4 corsie nemmeno tanto lunga, la gente capirebbe subito l’utilità e la convenienza economica. Anche per iniziativa del PD e grazie agli emendamenti fatti approvare in occasione delle Leggi Finanziarie Regionali degli ultimi anni, nel dicembre 2006 la Regione Veneto e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) stipulano un accordo con il quale RFI deve predisporre studi approfonditi e i conseguenti progetti definitivi delle linee SFMR entro 18 mesi, quindi entro giugno 2008 (l’allegato alla delibera è in allegato alla mail). Ho aspettato luglio, poi ho incominciato a chiedere rassicurazioni, risposte, chiarimenti: niente.

Allora ho preso l’iniziativa: non solo un’interrogazione, ma conferenze stampa, schema di mozione inviato ai consiglieri del PD dei comuni interessati dai tracciati e altre azioni che assieme possiamo decidere; di seguito riporto una sintesi della rassegna stampa dei miei interventi, rimandando al mio sito per la visione completa.

Purtroppo, sono convinto che i progetti saranno pronti sì e no a fine legislatura regionale e conseguente rinvio “sine die” del loro finanziamento; sono convinto altresì che la volontà politica della maggioranza di centrodestra sia di non farla perché i soldi sono stati dirottati in altre aree venete, anche per colpa degli attuali amministratori di Provincia e comune di Verona, che se ne sono disinteressati. Come Partito Democratico dobbiamo farci carico di questa azione, affinché tutte le tratte previste siano realizzate in tempi brevi, a beneficio dei cittadini della Provincia e del territorio tutto.

domenica 5 ottobre 2008

Calamandrei e la scuola

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

mercoledì 1 ottobre 2008

A proposito di tram…….

Sul giornale locale si celebra la novità del filobus voluto dalla attuale giunta che , nominalmente all’unanimità , in realtà con molti dolori , ha varato , in sostituzione della già progettata e finanziata tramvia . A detta di esperti del settore , non politicizzati , questo filobus non serve allo scopo che si prefigge perché :
-non abbatte l’inquinamento in quanto per buona parte del percorso dovrà utilizzare la trazione diesel e di conseguenza produrrà gas di scarico .
-non ha la capacità di trasporto del tram che , essendo modulare ( basta aggiungere una o più carrozze nelle ore di punta ) può variare il numero di passeggeri trasportabili a seconda degli orari mantenendo sempre la cadenza oraria prevista. Pertanto nel caso del filobus o si aumenta la frequenza negli orari di punta o si aumenta il numero di mezzi , con conseguente aumento dell’inquinamento.
-non è integrabile in un sistema provinciale ferro-tramviario , come invece avviene in altri paesi , dove lo stesso tram , continuando a viaggiare su rotaia , si trasforma da mezzo metropolitano a treno con il semplice azionamento di un commutatore , senza trasbordi difficoltosi .

Si dice che questo filobus costa meno della tramvia , ma se non serve agli scopi prefissi , costa sempre esageratamente troppo !

Allora molto meglio mettere in servizio autobus da 18 metri a metano : non inquinano , costano ancora meno e non abbisognano di alcuna opera accessoria ; la capacità di trasporto è uguale a quella del filobus.

In città vicine si sono avvicendate giunte di centrosinistra e di centrodestra , ma la realizzazione di opere utili per la comunità non ha avuto interruzioni . A Bergamo tra alcuni giorni si inaugura la prima tratta della tramvia , che poi andrà ad integrarsi con un sistema ferro-tramviario provinciale .
A Verona si rinuncia ad un finanziamento già stanziato di 250 miliardi di vecchie lire , si cancella un progetto definito nel corso di due amministrazioni e si gettano alle ortiche i soldi che questa progettazione ha comportato . Questo solo per assecondare un assessore che non vuole dar corso ad opere che altri hanno concepito , perché gli altri non sono capaci di avere buone idee , mentre lui sì!

Lorenzo Dalai – consigliere d’amministrazione di AMT Verona Spa