I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

venerdì 30 gennaio 2009

Perchè non mi ricandido

E’ venuto il momento di rendere pubblica la decisione che da tempo ho maturato di non ricandidarmi alle elezioni europee di giugno.
L’esperienza al Parlamento europeo è straordinaria, intensa, consente di confrontarsi a tutto campo e di avere uno sguardo proiettato sul mondo e ringrazio chi, nel 2004, mi ha proposta e sostenuta, così come ringrazio le tante elettrici ed elettori, soprattutto a Verona e nel Veneto, che mi hanno aiutata e votata.
Penso di essere riuscita a realizzare risultati. Per essere relatori di dossier significativi occorre dimostrare impegno, costante presenza e competenza. E’ anche l’eccesso di rotazione che penalizza la capacità di incidere a livello europeo e noi siamo un Paese in cui si tende troppo spesso a considerare il seggio al Parlamento europeo un’occasione cui rinunciare a fronte di qualsivoglia altro incarico locale o nazionale. E’ una contraddizione, quindi, non ricandidarsi e interrompere il filo delle relazioni attivate. Ne sono consapevole, ma credo di avere sufficienti e validi motivi.
Da quando ho iniziato a occuparmi di conciliazione tra vita professionale e vita personale e familiare, la mia vita è stata assorbita quasi completamente dal lavoro.
L’impegno al Parlamento europeo significa partire per Strasburgo o Bruxelles ogni lunedì (e finora non sono mai mancata), rientrare il giovedì e dedicare il venerdì e il sabato mattina alle iniziative, come ho cercato di documentare nel primo e nel secondo bilancio di mandato e di trasparenza (il terzo arriverà a conclusione). E’ un impegno a tempo pieno, che assorbe tempo, molto tempo. Troppo poco il tempo che resta per le persone care.
E poiché il personale è sempre intrecciato con il politico – ho sempre condiviso questa idea, cara soprattutto alle donne – non sarei in grado di spiegare oggi, dopo più di dieci anni passati intensamente (come consigliera di parità, come consigliera giuridica, …), perché dedicare altri cinque anni a un impegno di rappresentanza politica.
Se posso sperare e pensare di avere guadagnato almeno un po’ di stima e di fiducia al Parlamento europeo e nel gruppo socialista, l’attività svolta è rimasta quasi sempre lì recintata. Un lavoro di grande autonomia svolto in solitudine. Esattamente il contrario di quanto dovrebbe accadere, vista la responsabilità, che non è individuale, ma collettiva.
Di collettivo, in quanto ho fatto in questi ultimi anni, c’è troppo poco. Essere a Strasburgo o a Bruxelles impedisce di partecipare alle riunioni e di essere a contatto con l’attività del proprio partito. La stampa, controllata da chi governa, a tutti i livelli, non lascia spazio, agevolata dalla scusa che quanto si sta facendo a livello europeo si colloca su un piano troppo distante dall’interesse dei cittadini, contribuendo a rafforzare la deleteria idea di lontananza, che impedisce di vedere quanto la maggior parte dei temi siano decisi proprio a livello europeo. Occuparsi di lavoro e di economia, crisi finanziaria e recessione comprese, sembra purtroppo appartenere a questo stereotipo.
L’aggravante poi consiste nell’occuparsi di immigrati e di discriminazioni e di non seguire il pensiero unico dominante. Ed è evidente quanto abbia sentito la difficoltà di tenere fede a percorsi di ricerca e di impegno ed essere rappresentante di un’area del Paese che li vive in senso opposto.
La solitudine e la distanza da chi rappresento crescono così in misura esponenziale, non facendomi sentir parte di una rete, di un progetto collettivo.
Ho sempre lavorato per le donne e contro le discriminazioni. Ho partecipato con entusiasmo alla costruzione del nuovo partito, orgogliosa di essere stata chiamata e elaborare il primo Manifesto dei valori e il codice etico – che mi auguro ci si decida ad applicare – e di aver contribuito a rendere il Partito democratico un partito di donne e di uomini, con rappresentanza paritaria. Proprio perché ho contribuito in modo determinante a questa che si è tradotta in una falsa vittoria, mi assumo in gran parte la colpa. Le donne sono presenti per la metà negli organismi a composizione moltiplicabile e quasi del tutto assenti dalle cariche e incarichi monocratici, cioè dove si decide. Ho contribuito a creare un risultato che si è tradotto in una sconfitta per le donne, rese invisibili e quasi prive di voce collettiva.
Sono convinta che viviamo in una fase di transizione e mi auguro che si riprenda un percorso in cui ci si faccia carico dei problemi quotidiani delle persone con progetti che parlino al cuore e alla ragione, in cui si senta la forza delle idee. Per quello che posso, cercherò di contribuire, ma in altra veste.
Essere rappresentante di se stessi lascia una enorme libertà e produce soddisfazione. Ma i risultati ottenuti restano autoreferenziali, nella cerchia amicale, non sono oggetto di confronto né di verifica. La dinamica rischia allora di passare dalla separazione tra amici – nemici. Per chi crede nella rete, nelle alleanze, nella condivisione è una situazione inaccettabile. Non fa trovare senso al mio ruolo di rappresentante. Tutto resta ‘a titolo personale’. So che essere tecnico che cerca soluzioni normative significa svolgere ruolo politico. Ma questa condizione è più chiara come docente universitaria.
Riconosco di godere di privilegi: ho un lavoro che amo, che mi consente di tornare a fare ricerca e a confrontarmi con i giovani nell’età feconda degli studi universitari; vivo in un ambiente ricco di affetti e di serenità, impermeabile a esigenze superflue; non ho mai fatto parte dei cosiddetti salotti buoni, per carattere e per condizioni di vita.
Non sto rinunciando a impegnarmi. Anzi. Lo farò ancora, per quanto e come potrò per una società più giusta, più democratica, aperta e solidale.


Verona, 29 gennaio 2009 Donata Gottardi

giovedì 29 gennaio 2009

Ai coordinatori dei circoli

Carissime, carissimi,

la mobilitazione che vedrà impegnato il Partito Democratico in ogni parte del paese, nelle giornate del 14, 15 e 16 febbraio, attorno ai temi della crisi economica e sociale – di cui vi ha già informato il segretario Walter Veltroni – conseguirà il risultato auspicato solo attraverso la piena ed effettiva partecipazione di tutti i nostri Circoli.

Per questo chiediamo a ciascuno di voi un impegno particolare, affinché in quelle giornate ogni Circolo organizzi almeno una iniziativa, in modo da essere presenti in tutti i comuni italiani per illustrare le nostre proposte e denunciare le gravi responsabilità del governo.

Vogliamo darvi, a tal fine, alcune informazioni ed alcuni suggerimenti che possono esservi utili.

Stiamo realizzando un depliant che, nel numero di copie necessario, sarà inviato a tutti i coordinamenti provinciali. Essi, a loro volta, dovranno organizzare la distribuzione ai Circoli.

Ogni Circolo dovrebbe, nelle giornate di sabato 14 e domenica 15, mobilitarsi attraverso l’apertura delle sedi, gazebo, volantinaggi nelle piazze e nei mercati, incontri con i lavoratori e le imprese, iniziative pubbliche (con il coinvolgimento di parlamentari, amministratori locali e dirigenti del PD) e tutto ciò che venga ritenuto utile e necessario, d’intesa con i coordinamenti provinciali. Queste iniziative, tra l’altro, sono una occasione anche per sviluppare il tesseramento.

La giornata di lunedì 16, invece, sarà dedicata ai luoghi di lavoro, in primo luogo attraverso volantinaggi da organizzare davanti ad aziende, uffici, scuole, ecc.

Vi chiediamo, infine, di comunicarci al più presto (ed ovviamente di comunicare anche al vostro coordinamento provinciale) il programma delle iniziative previste, in modo da darci la possibilità di pubblicizzarle adeguatamente.

Certi del vostro impegno, vi auguriamo buon lavoro.



Resp. Area Organizzazione Resp. Organizzativo Resp.Circoli
Giuseppe Fioroni Fabrizio Vigni Marida Bolognesi

domenica 25 gennaio 2009

Il lavoro del circolo

Sabato mattina un gruppo del nostro circolo ha volantinato lungo corso Milano , dall'inizio alla fine , distribuendo il giornalino dove c'è la scheda che riguarda il rifacimento del corso e il volantino sulla violenza .
Sono persone che meritano molto di più di quanto stanno ricevendo.....

Commento di Paola Lorenzetti

L'ultima riunione mi è sembrata molto più utile delle precedenti.
Impostare delle attività comuni, decidere quali problemi affrontare è molto
meglio che discutere di finalità elevate e di massimi sistemi, facciamo sempre
la fine del gatto che si morde la coda e non approda a conclusioni certe. Per
il momento è meglio che ci concentriamo sulle cose da fare, sugli atteggiamenti
da tenere, per non disperdere le nostre forze in vista degli appuntamenti che
ci aspettano.
Sono pienamente d'accordo con tante delle idee che Mauro ci
ha fatto pervenire giorni fa: è fondamentale ritrovare una nuova fiducia
reciproca, da parte di tutti, non si può progredire col fucile puntato verso i
propri compagni. Essere divisi fra noi porta solo danno. Perciò, se qualcuno si
candida è chiaro che lo fa perchè se la sente, perchè il nostro partito nelle
sue premesse ha lasciato questa libertà. Ognuno di noi può candidarsi, se si
crede che l'investitura popolare sia importante, chi glielo vieta? Ci
penseranno le primarie a decidere poi chi vince, abbiamo tanto sbandierato la
nostra democrazia interna!
Ugualmente, se qualcuno espone le proprie idee
e per disgrazia coincidono con quelle di un altro, si può sempre pensare che ci
sono opinioni condivise e che siamo tutti abbastanza adulti da esprimerle,
senza per forza essere dei lecca....
Sul sito del PD di Genova ho visto
che tutti i Circoli del territorio si sono regolati nello stesso modo per
decidere chi doveva partecipare ai vari organismi: graduatoria interna in base
alle votazioni, eletti i primi con rispetto dell'alternanza di genere. Mi pare
un modo chiaro e semplice, più che condivisibile anche da noi in futuro.

Infine, credo che dobbiamo prendere una posizione chiara e COSTANTE su alcuni
problemi sociali che sono stati trascurati da noi e mantenerla sempre:
l'immigrazione, gli anziani, la violenza sulle donne..... Utilizzare questi
argomenti solo in prossimità delle elezioni dà l'idea che per noi siano solo
strumentali, mentre dovrebbero far parte del nostro DNA.
Un saluto, Paola

sabato 24 gennaio 2009

CONTRO LA CRISI: QUALE WELFARE?

CONTRO LA CRISI: QUALE WELFARE?



Venerdì 6 febbraio 2009

CENTRO CONGRESSI VERONAFIERE – SALA SALIERI

VIALE DEL LAVORO 8 - VERONA





Le politiche sociali




Ore 10.00: Saluti di Giandomenico Allegri – Segretario Provinciale PD Verona



Ore 10.10: Relazioni



Sistema sociosanitario veneto: evitare il declino

Diego Bottacin – Consigliere regionale



Politiche sociali: precedenza ai diritti

Margherita Miotto – Deputato PD





Ore 11.00: Interventi



Andrea Luzi – Presidente ACLI del Veneto

Emilio Viafora – Segretario Regionale CGIL del Veneto

Simone Brunello – Segretario Generale Federsolidarietà Confcooperative Veneto

Gerardo Colamarco – Segretario Regionale UIL del Veneto

Sandro Simionato – Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Venezia





Le politiche per il lavoro




Ore 14.30: Presentazione della ricerca “L’Italia dei lavori”



Daniele Marini Università di Padova - Fondazione Nord Est



Ore 15.00: Relazioni



Le proposte per un nuovo welfare

Donata Gottardi – Europarlamentare PD

Tiziano Treu – Senatore PD

Franca Donaggio - Senatrice PD







Crisi occupazionale: quali risposte



Ore 16.00: Tavola rotonda



Franca Porto – Segretario regionale CISL del Veneto

Don Renzo Beghin – Responsabile Triveneto Pastorale del lavoro

Andrea Causin – Consigliere regionale

Claudio Miotto – Presidente Confartigianato del Veneto

Francesco Borga – Direttore Generale Confindustria del Veneto

Davide Zoggia – Presidente della Provincia di Venezia



Coordina:

Arcangelo Boldrin – Responsabile Dipartimento Economia e Lavoro PD Veneto







Conclusioni


PAOLO GIARETTA

Segretario regionale PD Veneto

ENRICO LETTA

Ministro Welfare Governo Ombra PD

venerdì 23 gennaio 2009

Il corso Milano che verrà

PER INGRANDIRE, CLICCA SULL'IMMAGINE.



Il PD e corso Milano

OGGETTO: Considerazioni sui lavori di sistemazione di Corso Milano e proposte per la realizzazione di viabilità alternativa


Prima di entrare nel merito dell’intervento in oggetto è opportuno chiedersi che risultato si vuole ottenere da questi lavori e cioè: Corso Milano deve essere una strada veloce, oppure a carattere urbano (come i residenti e le attività produttive site su questa strada chiedono).
Nel progetto già illustrato in Circoscrizione essa è una strada di scorrimento veloce mentre noi vorremmo che fosse una strada di quartiere e una via da presentare come biglietto da visita per chi entra in città da ovest, allora potremmo definire l’intervento “Riqualificazione di Corso Milano”.
A nostro avviso questa ultima deve essere la scelta da percorrere e di seguito elencheremo brevemente gli interventi per alleggerire il traffico e quindi, di fatto, superare la necessità di avere due corsie per senso di marcia, lasciando spazio regolari a piantumazioni, a parcheggi per cittadini e negozianti, a marciapiedi più ampi e ad una pista ciclabile sull’intero percorso Croce Bianca – Via Galliano.
In considerazione di quanto sopra illustrato si propone la seguente viabilità alternativa, che comprende due aree generali, ognuna articolata in più interventi realizzabili anche singolarmente, che porterebbero alla creazione di una rete urbana complementare a nord e a sud di Corso Milano, da realizzare possibilmente prima dei lavori di riqualificazione, per alleggerire così gli inevitabili ingorghi durante la realizzazione delle opere.
La terza area generale di intervento (in attesa della Mediana) è relativa al collegamento Nord Sud tra via Turbina e S. Massimo, con il solo allargamento e sistemazione delle strade esistenti

Proposte di integrazione al progetto di Corso Milano
- Realizzazione della rotonda della Croce Bianca prima dei lavori di riqualificazione di Corso Milano
- Realizzazione della rotonda sull’incrocio con Via Galliano prima dei lavori di riqualificazione di Corso Milano
- Realizzazione della rotonda, ora mancante, sull’incrocio Via Manzoni, Via Galvani

Viabilità a Nord di Corso Milano
- 1 collegamento via Pitagora – Via Fava – Croce Bianca
- 2 collegamento Via Archimede – Via Galvani
- 3 collegamento Via Galvani Via Da Mosto
- 4 collegamento Corso Milano Via Sicilia Via Archimede
- 5 sistemazione Via Archimede Via Pitagora
- 6 collegamento (già previsto ) Corso Milano Via Palermo

Viabilità a Sud di Corso Milano
- 7 collegamento Corso Milano Via Don Minzoni
- 8 Sistemazione Via Don Minzoni Via Curiel
- 9 sistemazione Via Gramsci
- 10 collegamento (già finanziato) Via San Marco - rotonda Tangenziale

Viabilità esterna
- 11 sistemazione Via Bacilieri tra Via Lugagnano e SR 11
- 12 sistemazione Via Bacilieri tra SR 11 e Via Gardesane
- 13 sistemazione Via De Pinedo tra Via Gardesane e Via Turbina
Si allegano n° 3 planimetrie degli interventi

I Consiglieri del gruppo

Carollo Sergio
Danese Daria
De Biasi Giovanni
Turri Gianfranco

Il Commissario
Luigi Lazzarelli

giovedì 15 gennaio 2009

Considerazioni sul PD

Caro Lorenzo,
non credo che le mie considerazioni possano confortarti,
perchè alquanto amare: nascono da una disillusione, da una
constatazione che di nuovo vi è davvero poco nel PD.
Addirittura, credo
che si sia data una veste nuova a quel che c’era prima per fare ancora
peggio; come quelle signore di età ormai avanzata con le labbra a
canotto, gran trucco, seno nuovo su un corpo troppo magro e stanco,
lifting vari, vestito all’ultima moda, non importa se poco consono e di
cattivo gusto, attente a piacere a quelli più giovani per sentirsi
giovani, che non accettano l’età e i suoi punti di forza.
Un po’ così
vedo il partito.
La parola non è la cosa. Il partito non fa gli
uomini.
Ho osservato molto, in questo breve tempo trascorso dalla
nascita di un partito che doveva essere nuovo, stando all’interno della
politica (in realtà un partitismo diffuso, della politica ho un’idea
molto nobile, che non trova riscontro nella realtà, se non in ciò che
ognuno di noi fa quotidianamente nell’essere ciò che è, ciò in cui
crede) e quel che ho visto, ho percepito, ho riscontrato, non mi
piace.
Non c’è bisogno di andare a guardare a Napoli, o addirittura a
quella “questione morale” che fu per lungo tempo motivo di battaglia
tra PCI e DC negli anni di Berlinguer, con l’MSI addirittura d’accordo
con la sinistra, e che ha portato a Tangentopoli.
Basta guardare a
noi.

Se, ancora, esiste chi si muove per avere un ruolo (e magari non
ha neppure un mestiere);
se, è donna chi appoggia un leader dandosi da
fare, allora è la sua amante,
se, è uomo chi appogia un leader, allora
spera in un posto di lavoro, in un guadagno,
se è provinciale,
meschino, losco il pensiero che unisce le persone,
se la malafede che
uno ha, vuole vederla negli altri per darsi una giustificazione,
se,
chi propone è di una corrente, allora quelli dell’altra lo boicottano,

se, l’esigenza di un leader è solo per rappresentanza e per numeri, non
per identità vera e per capacità peculiari,
se, chi è giovane di età,
ha un pensiero imbrigliato in schemi più vecchi degli anziani, che
dalla loro almeno hanno l’esperienza,
se, non esiste il concetto di
bene comune,
se, bisogna fare “contro” qualcosa o qualcuno,
se, non ci
sono principi attivi condivisi,
se, non c’è il rispetto reale della
persona
se, la superficialità del fare e del dire prevale,
se, tutto
questo fa comodo a pochi
allora tutto questo toglie forza, toglie
entusiasmo, toglie passione; tutto questo non mi appartiene.
Tutto
questo non ci fa andare da nessuna parte.

Le persone capaci e serie ci
sono, e lavorano per tutti gli altri: una macchina che sforza al
massimo, per restare ferma. Vogliamo volare alto, siamo trascinati
sottoterra: dobbiamo uscire allo scoperto e scuotere anime e corpi. No
“belle addormentate”, ma tigri, con la forza della ragione e del
sentimento che ci spinge, con il senso del bene comune che è la vera
politica. Non c’è bisogno di scomodare il cattolicesimo, o la morale,
basta una buona etica.
Non volermene.

Daniela

domenica 11 gennaio 2009

QUANTA ALTRA VIOLENZA DEVE ASPETTARE VERONA ?

Dopo l’ennesimo atto di violenza commesso nel cuore della città, quanto dobbiamo aspettare per iniziare ad interrogarci ? e a pensare che le risposte che sono state date fino ad ora dall’amministrazione Tosi sono semplicistiche e, nei fatti, errate ?
Nessuno nega che chi sbaglia, debba pagare, se possibile rapidamente e duramente: ma il ripetersi della violenza chiede anche risposte diverse. Si pensava che allontanando i rom, mettendo sotto pressione alcuni gruppi di extracomunitari la questione sicurezza d’incanto si risolvesse.
Basta scorrere le pagine che i giornali locali hanno dedicato ai terribili atti di violenza compiuti nel 2008, per capire che la realtà è ben diversa.
Attribuire a qualche gruppo di persone l’esclusiva della delinquenza e del male può servire per vincere le elezioni, ma non per risolvere i problemi. Non sono solo i “foresti” a mettere in difficoltà le nostre sicurezze.
Che fare allora ? Prima di tutto evitare di legittimare quei gruppi che della violenza e dell’aggressione al diverso fanno la loro ragion d’essere. Aspettiamo ancora che il nostro sindaco e i suoi assessori riconoscano di avere sbagliato a sfilare con alcuni di loro nel dicembre del 2007.
Vanno isolate culturalmente e politicamente quelle frange del tifo gialloblù che continuano a fare tanto male alla nostra città: l’impressione è invece che li si protegga continuamente quasi dovendo rispettare un patto d’onore. E questo è grave.
Poi dobbiamo lavorare sui fondamenti valoriali di questa città, investendo sulla famiglia, sulle agenzie educative e sulla cultura : esattamente il contrario di quello che a livello nazionale e livello locale il centrodestra sta facendo coi vari tagli sulla scuola e sulla cultura.
Si deve cambiare direzione decisamente: in ogni caso, i fatti sono più forti di ogni propaganda, la cronaca, in questo caso purtroppo, convince di più di ogni comparsata televisiva.


EMANUELE AMAINI
Coordinatore del PD di Verona

Disagio giovanile

Ciao,
ho riflettuto molto sulla riunione di ieri sera, e sul disagio che
a volte manifestiamo fra noi per vari motivi, come la questione morale, le
candidature, altri... Credo che molto sia dovuto anche al fatto che ci sembra
a volte di avanzare alla cieca, vorremmo sapere con certezza che cosa fare,
cosa dire, una dirigenza forte che ci dia indicazioni forti. In questo momento
però non è così, e a volte sembra che tutto si stia sfasciando. Giunti a questo
punto a qualcuno viene voglia di abbandonare tutto. Però possiamo anche cercare
di andare alla riscossa. Decidiamo che più in basso di così non si può andare e
sforziamoci di ripartire! Riprendiamoci quei temi sociali cari alla sinistra,
che adesso sono trascurati, e sforziamoci di svilupparli. E' il momento giusto
questo, perchè la società in Italia sta andando a rotoli, ed è il compito della
nostra parte politica. Organizziamoci noi, non c'è bisogno che ce lo dicano da
Roma; formiamo dei gruppi che si occupino di cose diverse e le diffondano nel
territorio: per il disagio, che è fondamentale, per l'ambiente (pensiamo al
problema dei rifiuti, della privatizzazione dell'acqua...), per gli anziani.
Penso che una presenza costante fra la gente, anche solo di volantini, sia
fondamentale. La gente deve sentire che noi ci battiamo per i suoi problemi,
che ci stanno veramente a cuore.

Ripartiamo, abbiamo la volontà e la
forza di farlo!

Un saluto affettuoso a tutti, Paola!

venerdì 9 gennaio 2009

Violenza a Verona

La violenza è sempre sintomo della cultura di una collettività: in questi ultimi anni chi e cosa si è seminato nella nostra Verona? Enzo Biagi ha detto che per parlare o scrivere bene bisogna pensare bene. Cosa si può sperare da una società che parla di chiudere la porta alle differenze, agli uomini? E quindi quali possono essere i veri pensieri di chi parla in questo modo? Questi sono i frutti di chi parla che la nostra identità deve essere salvaguardata dallo straniero, non capendo che la nostra cultura è universale: è l'accoglienza dell'altro. Forse gli slogan di salvare le nostre radici dovrebbero fare memoria di questo. Memoria è ri-passare dalle parti del proprio cuore. Verona ha dimenticato questo: il cuore dell'uomo non può non accogliere lo straniero, perchè per primo dovrebbe troppe volte non accogliere noi stessi quando siamo STRANIERI rispetto alle verità che "parliamo" perchè non sono quelle che "pensiamo".
Dopo tutto, e si è dimenticato, Verona è sempre stata un pò così: chi di noi si ricorda gli anni 70/80 di Verona della birreria Forst di Via Mazzini?
Forse un'occhio non ha voluto fare quello che troppe volte questa città ha fatto in questi anni: chiudere gli occhi. Francesca, sapendo che questo non conviene, nonostante tutto, ha voluto aprire gli occhi, ha visto e sentito quello che noi veronesi ci sforziamo di nascondere. Ma noi siamo più attenti alla "sicurezza". Alla sicurezza che non è più quella di essere sicuri di poter studiare, di essere curati, sicurezza di avere un lavoro dignitoso, sicuri di essere accettati perchè semplicemente uomini o donne, magari diversi ma pur sempre esseri che hanno in sè una sola richiesta: accoglimi. Verona non può più essere tollerante, deve fare un passo in più. Deve accogliere, deve stringere fra le sue mura questa verità. E solo questo piccolo gesto che potrà sconfiggere questo clima, ma troppe volte questo gesto è un gesto che sono le donne che sanno manifestralo per prima, e noi uomini come in sala parto, rimaniamo lì a guardare questo piccolo gesto, che è il vero gesto delle nostre radici. Grazie Francesca, con la sicurezza che il tuo occhio saprà sempre guardare gli altri: per accoglierli.
Cordialmente saluto, Giorgio Di Filippo

martedì 6 gennaio 2009

Prodotti agricoli "Km 0"



Poichè i prodotti agricoli cosiddetti a chilometri zero sono sicuramente
da sostenere , per ridurre l'inquinamento e sostenere i nostri contadini
( anche se non tutti votano PD) che contribuiscono alla salvaguardia del
nostro territorio , penso che l'iniziativa degli amici della Cooperativa
Acli di via Lugagnano , in località Salvi , sia sicuramente da
sostenere . Dai produttori alle nostre tavole !
allegate alcune foto
lorenzo

sabato 3 gennaio 2009

Privatizzazione acqua? Il PD non ci sta.

Purtroppo da qualche mese gira in rete il documento proposto da Lello che è però un falso. Almeno nella parte in cui dichiara che il PD avrebbe votato a favore della conversione in legge del decreto legge.

Per chi volesse verificare la votazione http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed048/SINTERO.pdf. E’ il resoconto stenografico della seduta alla camera.

A Verona dopo l’approvazione abbiamo anche organizzato un convegno proprio per discutere dell’argomento. Con la presenza di Federico Testa, del sottosegretario Giorgetti, del vicepresidente di FederUtility e di Stefano Bolla, vicepresidente Assogas.

E’ stata una discussione interessante e credo sia chiaramente emersa la posizione del PD. Oltretutto tutti i relatori, tranne ovviamente l’on Giorgetti, hanno avuto modo di affermare che la legge è una non soluzione e che oltretutto è un dispositivo pasticciato.

Purtroppo la legge è legge. Con i sindaci veronesi del PD abbiamo appena chiesto, nel momento di rinnovo del Cda dell’ATO, che la posizione del nuovo CDA fosse la stessa espressa in precedenza quindi la possibilità di mantenere in mano pubblica il servizio idrico. Proposta che è stata accettata dal centrodestra veronese.

Se ci fosse la necessità rimango a disposizione per tutti i chiarimenti nel merito.

Buon anno a tutti

Giandomenico

venerdì 2 gennaio 2009

Bilancio regionale (di Franco Bonfante)

Nella serata del 30 dicembre 2008, con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra ed il voto contrario dell’opposizione di centrosinistra, sono stati approvati la legge finanziaria e il Bilancio regionale per il 2009. Al voto finale si è arrivati dopo molti giorni (e notti) di dibattito e la presentazione di centinaia di emendamenti. Alla fine la nostra estenuante opposizione è riuscita a riportare qualche risultato utile che poi riepilogherò, mentre altre nostre proposte non sono state accolte (in particolare spiace che la maggioranza sia rimasta sorda in materia economica nei provvedimenti anti-crisi da noi ipotizzati, nella mobilità alternativa a quella su gomma, nel dare maggiore impulso agli investimenti sulle energie rinnovabili). Ecco in sintesi i risultati ottenuti, grazie soprattutto all’azione del PD, ed alcune altre considerazioni:

MAGGIORI RISORSE AL SOCIALE



I sevizi per l’infanzia sono stati integrati con 1,2 milioni di euro, quelli dei CEOD (centri per disabili) con 700 mila euro, il contrasto alle situazioni di povertà estrema con 350.000 euro, i capitoli relativi agli abusi sessuali, alla tossicodipendenza, al sostegno alle famiglie delle vittime sul lavoro, al diritto allo studio universitario, agli ipovedenti, hanno avuto ciascuno incrementi tra 70.000 e 200.000 euro.

E’ stato parzialmente accolto l’emendamento del PD, riducendo l’IRAP di un punto per le cooperative sociali (di tipo A) che forniscono servizi alla persona e che non superano i 100.000 euro di fatturato annuo (noi lo avevamo chiesto per tutte); sempre a favore delle cooperative sociali verrà stanziato nel 2009 un importo pari a 1,3 milioni di euro tra spese correnti ed investimenti.

Sono state finanziate due proposte di legge che ho elaborato assieme ad altri consiglieri del PD: la prima riguarda la musica giovanile, impostata sia sotto l’aspetto artistico ed aggregativo, sia sotto l’aspetto della formazione e del lavoro; la seconda riguarda il servizio civile svolto da persone anziane. Il loro finanziamento è il necessario presupposto perché le citate proposte di legge possano essere approvate nel corso del 2009.

Nell’ambito della non autosufficienza è stato approvato un Ordine del Giorno del PD per assicurare un incremento annuo del 3,5% degli assegni di cura e delle impegnative di residenzialità.

Un altro Ordine del Giorno da me predisposto sull’Ospedale Chiarenzi di Zevio è stato approvato all’unanimità.

La Giunta Regionale, per evitare una rottura interna, ha ritirato un articolo della finanziaria che prevedeva un fondo di rotazione di 4 milioni di euro a favore di famiglie con figli minori, poiché la Lega Nord pretendeva che i soldi non potessero essere prestati a famiglie di extracomunitari, anche se in difficoltà. Il dibattito è stato aspro e venato da aspetti strumentali e avrà certamente risonanza sui media.



EDILIZIA SCOLASTICA: UN RISULTATO IMPORTANTE



Gli emendamenti presentati dal PD per la messa a norma degli edifici scolastici hanno permesso di incrementare le risorse al riguardo di ben 25 milioni di euro (15 nel 2009, 10 nel 2010) a favore delle Amministrazioni Provinciali (che hanno competenza sulle scuole superiori), permettendo così, tra l’altro, di liberare risorse a favore dei comuni, che, invece, hanno competenza sugli edifici adibiti a materne e scuole dell’obbligo.

(vedi articolo correlato)



ADEGUAMENTO DELLA RETE VIARIA REGIONALE



In materia di viabilità il Consiglio ha accolto i nostri emendamenti che prevedono un incremento di 140 milioni di euro del piano triennale, di cui 10 milioni per il 2009. Una parte consistente di queste somme è destinata alle opere complementari e di compensazione del Passante di Mestre, ma l’importo rimanente è comunque sostanzioso: il nostro impegno ora, per quanto riguarda la quota della nostra provincia, dovrà concentrarsi affinchè i lavori che ne conseguiranno siano effettivamente utili.

Al riguardo, l’emendamento da me presentato per finanziare la progettazione definitiva della variante alla SS 12 (Ca’didavid – Castel D’Azzano – Buttapietra) e analogo a quello approvato l’anno scorso, è stato ritirato a fronte dell’assicurazione dell’Assessore che vi avrebbe provveduto con i fondi già stanziati in bilancio per la progettazione (nei prossimi mesi vedremo se è vero).

Ho ritenuto utile, invece, mettere ai voti l’emendamento che finanziava il 2° stralcio della circonvallazione di Sanguinetto e Cerea (variante alla strada regionale 10 con collegamento alla SS 434 allo svincolo di Angiari): l’emendamento è stato respinto e le assicurazioni in aula sulla volontà di realizzarlo erano tutt’altro che sincere.

Sempre su proposta del PD è stato approvato un emendamento per finanziare la realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori in prossimità di caselli autostradali e un emendamento per la promozione del bike sharing.

E’ stata inoltre parzialmente accolta la nostra proposta di eliminazione della tassa sui passa carrai delle strade regionali, limitando l’esenzione però alle aperture fino a 6 metri lineari.