I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

mercoledì 25 febbraio 2009

E la Lega per paura di sparire ci fa pagare 400 mln di euro

La voce.info

“Quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell'8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria. Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali…) raggruppate nell'election-day del 6 e 7 giugno”.



Election day sì, referendum no Roma, 25 FEB - Lo scrive il CORRIERE. “Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila. Obiettivo, neppure tanto segreto: stufare gli elettori e far saltare il quorum. Così da conservare la legge attuale, definita dal suo stesso ideatore ‘una porcata’.
Peccato. Peccato perché la scelta del governo di rompere finalmente con l'andazzo che per decenni aveva sparpagliato le elezioni su una infinità di date diverse era stata apprezzata, sull'uno e l'altro fronte degli schieramenti, da tutti coloro che hanno chiari due punti.
Il primo: lo Stato, specialmente in questi tempi di vacche magre, deve risparmiare più soldi possibile.
Il secondo: lo stillicidio di continue scadenze elettorali ha troppo spesso frenato (a volte fino alla paralisi) chi stava al governo impedendogli di muoversi senza l'ossessione di essere punito al primo esame, volta per volta cavalcato dai vincitori di turno. Erano anni che da più parti si invocava l'election day. E anni che, a seconda delle convenienze del momento, si mettevano di traverso questo o quel partito.
Finché Roberto Maroni, qualche tempo fa, aveva spiegato: ‘Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta: si voterà insieme per le Europee, per oltre 4000 Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le Amministrative sia per le Europee’. Alleluja.
Ma il referendum? Ottocentoventimila persone, 320 mila più del necessario, avevano firmato ai banchetti in piazza di Mario Segni e Giovanni Guzzetta per cambiare il ‘porcellum’, la legge elettorale che perfino il leghista Roberto Calderoli, suo promotore, aveva definito ‘una porcata’.
E intorno alle tre idee di base (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera, premio di maggioranza alla lista più votata al Senato e divieto delle candidature multiple, che consentivano ai leader eletti in più collegi di optare per l'uno o per l'altro scegliendo di fatto chi fare subentrare e chi no) si erano schierati in tanti. Di destra e di sinistra”. “Da Arturo Parisi a Gianfranco Fini, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Di Pietro. Va da sé che Mario Segni, già scottato l'anno scorso dal rinvio della consultazione deciso per la caduta del governo Prodi, l'infarto della XV legislatura e le elezioni anticipate, vive la scelta del Viminale con rabbia e sconcerto: ‘L'election-day il 7 giugno col Referendum sarebbe stato un'ottima cosa, ma l'election day col Referendum una settimana dopo, stretto tra la prima tornata elettorale e il secondo turno delle Amministrative la domenica seguente, è una vera presa per i fondelli’. Che alla Lega non piaccia il Referendum si sa: se passassero i ‘sì’ ai quesiti studiati da Guzzetta il Carroccio rischierebbe di esser preso in mezzo. Calderoli, un mese fa, era stato chiarissimo: ‘Perché dovremmo accettare un sistema che forza tutti ad entrare in due soli listoni?
Berlusconi ha già difficoltà a fare il Pdl, figuriamoci se ci obbliga a entrare in un unico cartello elettorale’. Quindi, patti chiari amicizia lunga: ‘Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo’.
L'obiezione formale è nota: un referendum mischiato in mezzo ad elezioni europee, comunali e provinciali rischia di ‘confondere’ gli elettori. Risposta dei referendari: ma non è forse la destra ad additare ogni giorno a modello gli Stati Uniti d'America? Bene: in trentasei degli States, in contemporanea con le ultime presidenziali che hanno visto il trionfo di Barack Obama, gli americani hanno votato su 153 referendum. Dal matrimonio gay (in California) all'assimilazione dell'aborto all'omicidio (Colorado), dall'abrogazione del diritto all'interruzione anticipata della gravidanza (South Dakota) all'uso medico della marijuana (Michigan) fino, nello stato di Washington, al suicidio assistito.
Lo stesso Roberto Maroni del resto, quando stava all'opposizione, la pensava in maniera diversa. Basti tornare all'aprile del 2001, otto anni fa, quando l'allora premier Giuliano Amato rifiutò di abbinare le elezioni in arrivo il 13 maggio, che avrebbero visto il trionfo del Cavaliere e della sua coalizione, con il referendum sulla famosa devolution lombarda indetto da Roberto Formigoni e caro alla Lega.
‘Una vendetta meschina ‘, sibilò Ignazio La Russa. ‘Si voterà anche a costo di sistemare dei seggi in piazza’, tuonò il futuro ministro dell'Interno, ‘se si inventasse un rinvio illegittimo per decreto, la Regione Lombardia è pronta ad installare altri seggi e altri scrutatori per i referendum regionali, vicini a quelli delle elezioni’.
Altri tempi, altri interessi. Formalmente legittimi, per carità. Purché sia chiaro: collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette (‘quanto fin qui impegnato per la social card’) più altri 200 di oneri indiretti. Totale: 400 milioni. Ottanta in più di quei 322 dati nel 2008 dall'Italia, il più tirchio dei Paesi occidentali, in aiuti al Terzo Mondo”.

lunedì 23 febbraio 2009

Intervista a Pietro Ichino sul progetto Flexsecurity


Le sue proposte di riforma da quella della Pubblica Amministrazione al progetto sulla Flexsecurity sconvolgono lo status quo e prospettano dei cambiamenti eccezionali. Ritengo che mantenere degli equilibri esistenti che non generano più valore per i cittadini e le imprese perché appartengono al passato è inaccettabile. Occorre un continuo adattamento del sistema all’evoluzione della società e del pianeta. Purtroppo alle sue proposte seguono consensi convinti e dissensi legati alla paura di generare degli effetti non prevedibili e non gestibili con gli strumenti del passato e ad una visione ideologica della società che non tiene conto dei cambiamenti intervenuti nel pianeta e rappresentati da Alvin Toffler in La terza Ondata e da Alain Touraine in La globalizzazione e la fine del sociale. Ho apprezzato i dissensi costruttivi che mirano a migliorare le sue proposte ed avviare il cambiamento in aree intoccabili.
Nel sito del senatore Pietro Ichino è presente la bozza di lavoro sulla Flexsecurity predisposta in funzione del dibattito in corso da ottobre in seno alla Consulta del lavoro e del welfare del PD, che avrebbe dovuto concludersi con la Conferenza programmatica dell’aprile prossimo, se gli ultimi eventi politici non avessero temporaneamente interrotto l’itinerario previsto.
Alla Camera, sulla riforma della Pubblica Amministrazione il PD ha votato contro, a differenza del Senato, dove nel dicembre scorso il voto era stato di astensione. Secondo lei quali sono i motivi di questa posizione del PD?
Il testo del disegno di legge approvato dal Senato (con l’astensione del PD) alla Camera ha subito modifiche molto marginali: non credo che il voto finale diverso espresso dal Gruppo del PD alla Camera sia imputabile a quelle modifiche. Credo, invece, che su quella scelta abbiano influito in parte il deterioramento del contesto politico generale, in parte il prevalere nel Gruppo dei Deputati della sfiducia circa la possibilità di controllo del Parlamento sui contenuti dei decreti delegati che il Governo elaborerà.
Ora che cosa farà il Gruppo dei Senatori del PD, quando il disegno di legge tornerà in aula al Senato?
Proprio questa settimana il disegno di legge è tornato alla Prima Commissione del Senato. In questa sede abbiamo sottolineato in modo molto deciso la necessità che il Governo renda possibile un controllo stretto da parte del Parlamento sulla elaborazione dei decreti delegati e abbiamo preannunciato la presentazione di ordini del giorno moto puntuali in Aula, martedì prossimo. Il mantenimento del nostro voto di astensione, o il passaggio a un voto contrario, dipenderà dalle risposte che il Governo darà in Aula su questi ordini del giorno, dalle garanzie concrete che otterremo circa l’elaborazione dei decreti.
Il suo progetto sulla Flexsecurity viene presentato da qualcuno come uno scambio tra maggiori ammortizzatori sociali in ambito micro e maggiore libertà di licenziamento. Condivide il giudizio?
Mi sembra un modo molto riduttivo di presentare il progetto. Oggi, un lavoratore che viene licenziato per motivi economici od organizzativi e che impugna il provvedimento a norma dell’articolo 18, se perde la causa rimane con un pugno di mosche in mano: non ha una lira di indennizzo e gode di un sostegno molto modesto, quando non del tutto nullo nel mercato del lavoro. Il nuovo sistema di protezione delineato nel progetto gli garantisce in ogni caso, senza la necessità di passare per giudici e avvocati e senza l’alea del giudizio, un forte sostegno del reddito fino alla durata massima di quattro anni e servizi efficienti di riqualificazione e ricerca intensiva della nuova occupazione. Come si fa a dire che il vecchio regime è “migliore” del nuovo? La verità è che il nuovo regime giova sia ai lavoratori, sia alle imprese. E giova loro anche per un altro motivo.
Quale?
Che nell’economia moderna i tempi di un procedimento giudiziale sono enormemente più lunghi rispetto a quelli che sarebbe necessario rispettare nell’aggiustamento industriale agli shock tecnologici o di mercato. E quei tempi sarebbero tempi troppo lunghi anche se si dimezzassero rispetto ai tempi attuali del processo del lavoro in Italia. Da noi, poi, i giudici tendono ad ammettere il licenziamento soltanto se l’impresa è in crisi; ma l’aggiustamento industriale dovrebbe poter avvenire molto prima, in modo da prevenire la crisi. Questo vecchio regime di protezione dei lavoratori contro il licenziamento per motivi economici od organizzativi ha, così, l’effetto di indebolire il nostro tessuto industriale.
Alcuni nel progetto per la transizione alla Flexsecurity avvertono il rischio concreto dell’aumento complessivo della precarietà anziché della sua riduzione e della diminuzione del potere contrattuale dei sindacati con la conseguente diminuzione delle retribuzioni. Sono vere queste preoccupazioni?
Per sostenere questo occorrerebbe considerare “precari” tutti i lavoratori a tempo indeterminato britannici, danesi, svedesi, olandesi, e tanti altri, solo perché nei loro Paesi non si applica un meccanismo del tipo dell’articolo 18 del nostro Statuto dei Lavoratori, bensì soltanto una indennità di licenziamento e un sistema di sicurezza nel mercato del lavoro. Ma questa è una sciocchezza: in realtà quei lavoratori, complessivamente, godono di un protezione della continuità del lavoro e del reddito molto migliore rispetto agli italiani.
Viene affermato che il fatto che non esista potere contrattuale dei sindacati per i lavoratori precari non deve essere in alcun caso motivo per ridurlo agli altri. Condivide l’affermazione?
Condivido. Ma il mio progetto non riduce affatto il potere contrattuale dei lavoratori protetti.
Il piano anti-crisi del PD comprende le sue proposte di cambiamento del mercato del lavoro e del progetto Flexsecurity?
Il piano anti-crisi presentato la settimana scorsa dai vertici del PD riguardava le misure volte a contrastare immediatamente la recessione economica sostenendo i redditi più bassi e aumentando la domanda di beni e servizi, incentivando i consumi più sostenibili dal punto di vista ecologico. Non avrebbe avuto alcun senso inserire tra quelle misure il progetto per la transizione a un regime di flexsecurity, che nella sua prima fase riguarderà presumibilmente soltanto un numero limitato di lavoratori.
In seno alla Consulta del Lavoro e del Welfare la sua proposta ha incontrato difficoltà? Viene contestato il fatto che lei nel suo blog ha scritto che la maggior parte delle persone che sono intervenute alla riunione della Consulta erano o a lui favorevoli o non contrarie. Cosa risponde a queste persone?
Nel mio sito ho riportato l’elenco degli interventi favorevoli o comunque aperti al progetto e di quelli contrari. Non ho avuto alcuna smentita. Quello stesso rendiconto mostra, certo, che su questo progetto ci sono posizioni contrastanti in seno alla Consulta del Lavoro del PD. Ma è anche vero che dallo scorso dicembre si sono registrati gli interventi favorevoli di numerosi membri del Governo-ombra (Veltroni, Morando, Letta, Chiamparino), tutti riportati nel Portale della Flexsecurity del mio sito, mentre non se ne è registrato neppure uno solo contrario.
Per aderire al progetto Flexsecurity occorre inviare una e-mail a manuelacampanella@yahoo.com indicando cognome e nome, data e luogo di nascita, indirizzo e città, specificando la sottoscrizione del progetto
Antonino Leone
Portale della Flexsecurity http://www.pietroichino.it/?p=1079

domenica 22 febbraio 2009

Ripartire dal territorio

Ieri si è svolto il primo incontro tra i coordinatori delle otto circoscrizioni dei giovani democratici della città.
E’ stata dettata la linea politica di generazione democratica che nei prossimi mesi verrà attuata nel comune e sarà il nucleo di un progetto forte e concreto.
Tre sono i punti che i giovani della città vogliono promuovere: ambiente, cultura, sociale. Questi tre cardini costituiscono il seme di ciò che i giovani pensano di Verona: una città più verde e pulita, una città che promuove le bellezze storiche e artistiche che le sono unicamente state donate, ma contemporaneamente una città attenta ai più deboli e a coloro che necessitano di essere aiutati.
Questo trinomio è per i giovani democratici Verona e da qui partirà il nostro progetto.
Entrando nel merito, sono stati individuati dei problemi che i giovani democratici hanno intenzione di occuparsi in tempi molto rapidi.
• Caserma Passalacqua: i giovani democratici dicono no al progetto approvato dall’amministrazione comunale. Vengono triplicati gli alloggi e lo spazio che doveva essere destinato al “campus universitario” viene inesorabilmente a mancare.

• Nuovo Corso Milano: i giovani democratici si rifiutano di sostenere il nuovo progetto approvato, che trasforma una strada di quartiere in “un’autostrada”. Noi siamo convinti che il problema di corso Milano non si risolva incrementando il traffico e il congestionamento nella via più inquinata d’Italia, ma attuando un progetto di smaltimento di traffico verso le vie parallele quali via S. Marco, la tangenziale e Borgo Nuovo e investendo in corso Milano come una strada a due corsie con relativi alberi e piste ciclabili.

• Scritte sui muri: il comune ha approvato un provvedimento che prevede di sanzionare chi imbratta e scrive sui muri della città. Ebbene noi abbiamo già scattato delle foto che porteremo al sindaco e dimostrano chi in realtà ama fare questa tipologia di arte muraria (ma se pensate solo a una scritta politica in prossimità dei cavalcavia, chi vi viene in mente?)

• Progetto cineforum: i giovani della città stanno portando avanti un’iniziativa culturale che abbia come obiettivo di sensibilizzare i ragazzi al mondo del cinema. Inoltre si propone di analizzare il bilancio comunale, che attualmente prevede un taglio dell’oltre il 60% sul festival del cinema “schermi d’amore”. Verona, se si continua di questo passo, rischia la deriva culturale, con danni inimmaginabili sul turismo e quindi sulla nostra economia. La cultura è un investimento non un fardello.

• Si propongono delle feste/incontri in data 1 maggio e 2 giugno come momenti in cui i giovani democratici possano, in un’atmosfera di festa, riflettere sul tema del lavoro e sui valori costituzionali, invitando ospiti e associazioni che da sempre si sono occupate di volontariato sul tessuto cittadino.

Federico Benini.

Riunione circolo Enzo Biagi tenutasi il 20/02/09

La serata è iniziata parlando dei relativi problemi locali iniziando da corso Milano (progetto).
Di focalizzare il problema non tanto sulle quantità, larghezza delle corsie o piste ciclabili, ma piutosto il peso che porta corso Milano
dal punto di vista "Traffico". L'idea sarebbe di poter deviare una gran parte di traffico verso le strade addiacenti al corso, tipo via Pitagora, via s.Marco, ecc..
Il problema di corso Milano non è soltanto un problema locale, ma di tutti; per chi viene da Bussolengo, Lugagnano, Sona, ecc..
Il cons. Sergio Carollo a fatto presente che è stato inoltrata una richiesta per un consiglio straordinario sui lavori, ma non è mai andato in porto.
Per quanto riguarda la costruzione dello stadio. Dilemma spostamento nella zona Spianà addibita a costruzione edilizia popolare.
Con l'intervento del Cons. Carla Padovani, ha fatto capire che tutto sommato il comune di Verona non sia immune alla crisi economica. Così
con la malgestione dei soldi spesi per interventi inutili nelle circoscrizioni di Verona, le casse del comune iniziano a svuotarsi a ritmi elevati.
Conclusione l'amministrazione sta facendo un passo indietro per la realizzazione del nuovo stadio.

Prenotazioni banchetti per i mesi di aprile, maggio e giugno. Tutti i sabati compreso sabato santo.

Raccolta firme contro la chiusure della casa di riposo S.Massimo, bisogna continuare a raccogliere firme, siamo nella giusta direzione che sta portando i
suoi frutti.

Borgo nuovo via Chinotto, continui lavori AGSM con aperture e chiusura cantieri, con conseguenze di disaggio per i residenti della zona. Non fanno in
tempo a rattoppare le buche che sono pronti a rifarle.

Asili: privatizzazione strutturale da parte del Comune. Bisogna creare slogan contro questa decisione, già in discussione in consiglio comunale.

Elezioni provinciali. Dopo incontro, situazione drammatica, l'UDC come sappiamo al livello nazionale non è in alleanza con la destra ma a livello locale
l'alleanza è ben solida. per quanto riguarda le alleanze a destra per trovare un candidato c'è confusione, ci siamo abituati ormai, ma come sempre
all'ultimo minuto trovano l'accordo.

Per quanto riguarda i colleggi, il colleggio 1 ha i suoi candidati, un uomo e una donna. Per il colleggio 2, ci sarebbe un candidato maschio, il cons. Carollo e la disponibilità di Paola Lorenzetti, vice coordinatrice del circolo. La preparazione nel campo è raccomandata.
E' stato chiesto da (non ricordo come si chiama, il signore con la barba bianca che ha aperto una polemica con Ramella) di far conoscere i vari candidati
agli elettori con curriculum. Magari sul blog. E' stata avanzata l'ipotesi a livello di presidenza di provincia di chiedere formalmente per iscritto l'impegno per la
durata della carica da consigliere provinciale.

Nazionale. Qui c'è ne per tutti. Si è iniziato a parlare delle falle del partito Democratico (Mauro Peroni). Di essere partiti con tanto entusiasmo, con il cuore,
però di avere partorito con il rischio di aborto. Precarietà interne, senza coordinamento interno e senza purtroppo concretizzare niente. Il sogno di Veltroni è
fallito con tutti gli elettori delle primarie.
Partito mai nato, incapacità di Veltroni, bastoni fra le ruote da parte del suo entourage.
tante idee messe a frutto ma mai maturate anche avendo avuto l'accordo di tutte le componenti del partito, vedasi i DICO.
Lorena Benedetti avanzava l'ipotesi di Franceschini che tutti stimiamo, di traghettare il PD verso il congresso ad Ottobre eventualmente e dargli fiducia
senza dover affrontare nuovamente le primarie. Si spera che in questo partito non nasca un eventuale, detto in gergo "zattera". Di trovare un accordo
studiato in modo tale che questo non avvenga. Se ciò avvenisse, faremo il gioco della destra.

Intervento Antonio Ramella, suggerisce di impartire a livello nazionale documenti di politica, cosi si eviterebbe di ritornare indietro e ripetere le stesse
cose facendo altro. Decisioni più serie senza dietreggiare ma andare avanti nelle proposte.
adottare strategie più forti ed incisive.


Ecco ti ho illustrato bene o male i concetti più importanti della serata. Sicuramente ho saltato qualcosa o qualche nome.
Spero che la tua mente straordinaria abbia ricordato qualcosa, non c'è dubbio sicuramente.
Non volermene se ho scritto delle c...e

Commissione edilizia

In Commissione Edilizia Privata del 19.2.2009 all'ordine del giorno c'era la
richiesta di riconfigurazione di una stazione radiobase a Croce Bianca in
Stradella Lobbia n.16 Vodafone Omnitel NV, I Consiglieri di FI Antolini Lorenzo,
Giardini Stefano, Lista Tosi Consolati Alessandro,Cocozza Salvatore Carocci
Alberto,Lega Nord Gelmini Stefano,Dal Negro Alessandro,e i cmmissari di AN
Lavarini Marco, De Marzi Matteo hanno dato l'assenso.I Commissari Labbate
Michele Lista Civica, D'incerto Spina Vito astenuti,iCommissari PD De Biasi
Giovanni,Lazzarelli Luigi, e il Commissario Turri Gianfranco L'Ulivo Per
Verona Hanno votato contro, motivando che nelle immediate vicinanze vi è un
Scuola d Infanzia,e un Asilo Nido il Quadrifoglio. I Commissari Residori
Giovanni,Ceresini Alberto, Testi Alessandra erano Assenti.

Buon lavoro Dario

Dario Franceschini, con 1047 voti su 1248, è stato eletto nuovo segretario del PD.

Il Circolo Enzo Biagi saluta Franceschini e gli augura tutto il bene possibile per il bene del Partito Democratico.

Nel contempo ringrazia di cuore Walter Veltroni per il lavoro fatto e per l'onestà politica ed intellettuale dimostrata, caricandosi sulle sue spalle tutti gli errori, anche non suoi.

Per conoscere Dario Franceschini: http://www.dariofranceschini.it/

venerdì 20 febbraio 2009

Viaggio a BUCHENWALD

Associazione Nazionale Istituto veronese per la storia della Resistenza Gruppo Amici
Ex Deportati e dell’Età contemporanea




Borgo Venezia

BUCHENWALD
14 - 17 Maggio 2009


*** PROGRAMMA ***


14 maggio giovedì
Partenza alle ore 05,45 a VERONA – Borgo Venezia, piazzale chiesa S. Marco, (Via G. dalla Corte - Giardini San Marco
con possibilità di parcheggio autovetture. Partenza in autopullman per Brennero, Monaco, Norimberga, con sosta lungo
il percorso per il pranzo libero. Arrivo a BAMBERG per la visita di questa preziosa città d'arte della Franconia: Gruner
Platz, Klein Venedig, la "piccola Venezia", un complesso di antiche case di pescatori aggrovigliate sugli isolotti formati dai
due rami del Regnitz, l'Alte Rathaus, Judenstrasse e, nella città alta, la bellissima cattedrale gotica particolarmente celebre
per le magnifiche sculture e tombe, la vecchia residenza imperiale e vescovile del secolo XVI e quella "nuova" di sontuoso
stile barocco. A fine visita, sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.
15 maggio venerdì
Prima colazione. Partenza in direzione nord per WEIMAR. In ogni angolo della città si respira ancora quell’atmosfera di
grande cultura dovuta al lungo periodo d’oro che Weimar conobbe con il Granducato, soprattutto nel campo della letteratura
e della musica, tra il Settecento e la fine della Prima Guerra Mondiale. Poeti come Goethe e Schiller, compositori come Bach
e Liszt, i filosofi Nietzsche e Herder, il pittore Cranach, ecc., vi si trattennero a lungo. Nel 1919 fu fondato il famoso istituto
per le arti applicate, Bauhaus, e per un breve periodo la città fu capitale della Repubblica di Weimar, caduta nel 1933 con
l’avvento del nazionalsocialismo. Restano molti monumenti, edifici e musei, piazze e strade che attestano tuttora la notevole
storia della città. Pranzo in albergo e visita della città con tempo a disposizione. Cena e pernottamento.

16 maggio sabato
Prima colazione. Visita del campo di concentramento e museo di Buchenwald, a pochi chilometri da Weimar.
Si sono conservati diversi edifici, in uno dei quali è allestito il museo. Dopo la visita pranzo libero.
Nel pomeriggio partenza in direzione di ROTHENBURG per la sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.

17 maggio domenica
Prima colazione.Mattinata dedicata alla visita guidata di Rothenburg, una delle più antiche e belle città sulla celebre,
scenografica “strada romantica”. Situata sul fiume Tauber, con una splendida cinta di mura, la città è caratterizzata da
viuzze strette, dimore con pignoni a punta, fontane ed edifici che evocano ancora un autentico aspetto medioevale.
Pranzo libero. Partenza per il rientro a Verona con arrivo previsto alle ore 22,00.
___________________________________________________________________________
Quota di partecipazione € 390,00 a persona in camera doppia e € 470,00 in camera singola.

La quota comprende:
Pullman gran turismo, servizio di mezza pensione + un pranzo a Weimar, sistemazione in albergo cat 3 stelle in camere
doppie con servizi privati, Visite guidate a Bamberg, Weimar, Buchenwald,Rothenburg con guide locali parlanti italiano,
abbonamento assicurativo medico/bagaglio.
La quota non comprende:
le bevande, ingressi a monumenti e musei, mance, e tutto quanto non specificato nel programma.

ISCRIZIONI:
Fino a completamento dei posti disponibili entro il 15 marzo 2009 con versamento di € 100,00 quale acconto di
conferma prenotazione. Telefono 045 521441 e 045 8006427 - Saldo entro il 24 aprile 2009 -
Documenti: carta d’identità e tessera sanitaria.

§§§§§§§§§§

Il lager di Buchenwald venne costruito con il legname della vicina foresta di Ettesberg, prediletta da Goethe, nel luglio 1937. Quando i deportati entravano nel campo dovevano passare un cancello in ferro in cui era forgiata la frase “A Ciascuno il Suo”. In questo campo venne, più che in altri, sperimentato ed applicato lo sterminio per lavoro. Circa 136 furono i sottocampi. La presenza tra i prigionieri di numerosi dirigenti politici favorì il costituirsi di un Comitato Clandestino. Quando gli alleati giunsero a Buchenwald, il 13 aprile 1945, il campo era già stato liberato dagli stessi deportati e il Comitato Internazionale ne gestiva la vita democraticamente. Una stima ragionevole fa pensare ad oltre 150.000 decessi, 70.00 solo tra i prigionieri russi.







NOTE

 Condizioni Generali di viaggio
Per quanto riguarda le condizioni di viaggio per i gruppi precostituiti, il contratto è sottoscritto dal Capogruppo a nome e per conto di tutti i partecipanti. L’iscrizione al viaggio perfezionata dal versamento dell’acconto vale come implicita accettazione di tutti gli accordi stipulati tra il Capogruppo e l’Agenzia Organizzatrice.

 Polizza Assicurativa contro Annullamento Viaggio
All’atto dell’iscrizione è possibile stipulare una polizza assicurativa facoltativa per coprire le eventuali penali in caso di annullamento del viaggio. Se interessati, l’Agenzia Organizzatrice è a completa disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie.

• Assistenza sanitaria all’estero
L’assistenza sanitaria nei paesi membri dell’Unione Europea è reciproca, tuttavia ogni Stato membro ha limiti ed eccezioni proprie. Pertanto è opportuno rivolgersi al proprio distretto ASL e farsi rilasciare il modello E111 che assicura l’assistenza sanitaria (anche in caso di ricovero) presso gli Stati aderenti. Tale modello va ad integrare la polizza assicurativa base inclusa nella quota di partecipazione. Per coloro che fossero già in possesso della nuova tessera sanitaria internazionale (quella tipo bancomat) non è necessario richiedere il mod. E111.

 Comunicazione obbligatoria ai sensi art. 16 L. 269/98 :
“La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione ed alla pornografia minorili, anche se
gli stessi sono commessi all’estero.”

martedì 17 febbraio 2009

Primarie

Ai Coordinatori e alle Coordinatrici di Circolo

e.p.c. ai componenti l’Assemblea Provinciale





Carissimi/e,



rispetto al regolamento delle primarie approvato e già inviato, si fa presente che l’Assemblea ha deciso che gli iscritti che potranno partecipare alle eventuali primarie interne del 15 marzo e che, ad ogni modo, hanno la titolarità della sottoscrizione delle candidature, sono solo coloro che risultino regolarmente iscritti al PD entro e non oltre il 20 febbraio p.v. Non oltre tale data le tessere dovranno essere consegnate alla sede provinciale, che provvederà alla relativa certificazione.



Cordiali saluti





PD Verona

lunedì 16 febbraio 2009

Incontro 20 febbraio

Cari amici ,
ringraziando tutti coloro che si sono prodigati nell'ultimo fine settimana per il buon fine delle varie iniziative che abbiamo allestito , vi comunico che ci ritroviamo venerdì p.v. alle 20.45 in via Gela 9 per discutere i seguenti punti :
- iniziative concluse : breve bilancio
- iniziative in essere : assemblea pubblica del 27 febbraio su corso Milano e viabilità
nuovo stadio - posizione del circolo sul problema
- elezioni provinciali : modalità di definizione delle candidature alla luce dei deliberati degli organi provinciali
Si raccomanda la presenza di tutti gli eletti nel Coordinamento del Circolo
arrivederci
Lorenzo Dalai

sabato 14 febbraio 2009

Documento traforo approvato!

Sottoscrizione a sostegno della Flexsecurity


Nel sito di Gidp-Hrda, associazione dei direttori del personale, e del senatore Pietro Ichino è apparsa la notizia di due lettere aperte a sostegno del progetto della Flexsecurity del senatore Pietro Ichino del Partito Democratico.
Dopo il convegno organizzato da Gidp del 6 febbraio, numerosi direttori del personale, anche a nome delle rispettive aziende - grandi medie e piccole -, invitano i ministri del lavoro del governo in carica e del governo-ombra a una iniziativa bi-partisan sul progetto per la transizione al regime di flexsecurity.
Si riporta il testo della lettera che verrà consegnata al Ministro per il Lavoro e il Welfare Maurizio Sacconi, e al Ministro-ombra Enrico Letta.
“Noi qui sottoscritti, professionisti della gestione delle risorse umane del GIDP-HR, operanti in aziende, che danno lavoro a molte decine di migliaia di dipendenti, avendo esaminato e discusso approfonditamente il disegno di legge predisposto dal prof. Pietro Ichino “per la transizione a un regime di flexsecurity”, concordiamo con quanto ha dichiarato in proposito nei giorni scorsi la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia:
è un progetto di riforma necessario – probabilmente il solo realisticamente efficace, nel contesto italiano attuale – per consentire al tempo stesso:
il superamento della divisione fra protetti e precari che contraddistingue oggi il nostro tessuto produttivo e che condanna gran parte delle nuove generazioni a una drammatica esclusione da standard elevati di sicurezza e qualità del lavoro;
una flessibilizzazione delle strutture produttive (indispensabile al nostro Paese per porsi meglio in grado di attirare il meglio dell’imprenditoria mondiale) non costruita su quella divisione, ma coniugata con un alto livello di protezione di tutti i lavoratori new entrants;
l’attribuzione, finalmente, di un significato concreto e incisivo al valore della meritocrazia, della quale è di moda oggi riempirsi la bocca, senza però che finora nel nostro Paese si sia fatto nulla di apprezzabile per promuoverla effettivamente (col risultato che i giovani migliori sempre più tendono a migrare verso altri Paesi, più capaci di valorizzarne il talento).
Non ignoriamo le forti resistenze culturali e politiche presenti sia in seno alla maggioranza, sia in seno all’opposizione, contro questa riforma. Ma siamo anche convinti che quelle resistenze non potranno che sgretolarsi di fronte alla disponibilità espressa dalla Presidente di Confindustria, e direttamente da un numero rilevante di aziende, per negoziare un new deal capace di offrire alle nuove generazioni prospettive drasticamente migliori rispetto a quelle offerte dal mercato del lavoro italiano oggi, senza peraltro alterare in alcun modo i diritti dei lavoratori già in attività.
Per questo Vi chiediamo di impegnarVi al più presto in un’iniziativa bi-partisan per la promozione di questa riforma, attraverso un rapido e intenso processo di negoziazione tra le parti sociali per la messa a punto dei dettagli del progetto e la susseguente attivazione di un altrettanto iter parlamentare del disegno di legge.
Restiamo fiduciosamente in attesa di una Vostra risposta, possibilmente congiunta.” Sottoscrizione della Lettera http://www.pietroichino.it/?p=1716
Un gruppo di giovani sta raccogliendo le adesioni ad una lettera aperta di contenuto analogo, indirizzata agli stessi destinatari, con la quale i firmatari intendono sottolineare la preferenza di chi si affaccia oggi sul mercato del lavoro per un sistema ispirato ai principi della flexsecurity rispetto al sistema vigente attualmente nel nostro Paese: sistema caratterizzato da un regime di vero e proprio apartheid fra protetti e precari, che a due giovani su tre offre la prospettiva di rimanere per molti anni, se non per tutta la vita lavorativa, nella categoria dei precari.
“Noi qui sottoscritti, si afferma nella lettera dei giovani, che stiamo per entrare nel mercato del lavoro, o vi siamo entrati trovando soltanto un lavoro precario, o comunque vediamo che questa è la sola prospettiva aperta per la maggioranza dei nostri coetanei, avendo esaminato e discusso approfonditamente il disegno di legge predisposto dal prof. Pietro Ichino “per la transizione a un regime di flexsecurity”, concordiamo con quanto hanno dichiarato in proposito nei giorni scorsi da numerosi esponenti del mondo politico, sindacale ed imprenditoriale: è un progetto di riforma necessario – probabilmente il solo realisticamente efficace, nel contesto italiano attuale…..”
Lettera dei giovani http://www.pietroichino.it/?p=1716
Coloro che intendono sottoscrivere la lettera devono far pervenire la propria adesione - con indicazione dell’indirizzo e della data di nascita - alla dott.ssa Claudia Lesmo (candyclod@hotmail.com), oppure alla dott.ssa Manuela Campanella (manuelacampanella@yahoo.com), oppure alla dott.ssa Widad Tamimi (widad.tamimi@pietroichino.it).
Si invitano i giovani, i precari, i direttori del personale e le imprese che condividono la proposta a sottoscrivere la lettera per realizzare la riforma del lavoro e il progetto della Flexsecurity.
Portale della Flexsecurity http://www.pietroichino.it/?p=1079

Antonino Leone

venerdì 13 febbraio 2009

Nuovo Stadio ? Sì , ma ...

Torna alla ribalta l'idea di spostare lo stadio , per dare alle squadre
di calcio veronesi un impianto più moderno ed efficiente .
L'idea era già stata ventilata durante la passata amministrazione ,
auspici sponsor molto interessati all'idea di poter avere a disposizione
l'area del vecchio stadio edificabile per uso abitativo e commerciale .
Sicuramente spostare lo stadio sgraverebbe un quartiere che da troppi
anni deve vivere i fine settimana in stato d'assedio , che di questa
scomoda presenza farebbe subito a meno . Certo spostarlo di cinquecento
metri non produrrebbe nessun beneficio , perché l'idea balzana di
collocare la nuova struttura alla Spianà , oltre che cementificare uno
spazio verde che addirittura nel cosiddetto "piano Rudi" doveva
diventare un grande parco pubblico , lascerebbe irrisolti tutti gli
attuali problemi : viabilità di accesso , sicurezza , ecc.
Molto meglio collocarlo ben al di fuori del tessuto urbano , con la
possibilità quindi di ampi parcheggi , filtri per l'arrivo delle
tifoserie , collegamenti con la viabilità autostradale ; aree come la
Marangona o Ca'Bertacchina insomma .
Sicuramente l'operazione non deve gravare sui contribuenti veronesi ,
visto che si tratterebbe di costruire ex novo solo per gli interessi dei
club calcistici , senza alcun beneficio reale per il resto della comunità .
Inoltre l'area del vecchio stadio una volta recuperata , deve essere
destinata ad opere di pubblica utilità e a verde , visto che il
quartiere attualmente scarseggia di giardini e la popolazione , in larga
parte ormai anziana , abbisogna di strutture territoriali di supporto .
Perciò spostiamo sì lo stadio per liberare e riqualificare il quartiere
, ma diciamo un fermo no all'idea di trasformare la sua cubatura in una
nuova colata di cemento . Soprattutto diciamo no alla cementificazione
della Spianà , dove vogliamo la realizzazione , finalmente , del parco
promesso ormai da più di trent'anni !

giovedì 12 febbraio 2009

CHE SUCCEDE AL CENTRO PER ANZIANI DI SAN MASSIMO?

La Giunta Tosi, assieme alle aziende guidate dal centrodestra, ha intenzione di chiudere il Centro per Anziani “Don Caporali” di Via Spagnolo.
Gli anziano ospiti dovrebbero essere trasferiti a “Casa Lòro”, presso Villa Monga.
Attualmente, pur non essendo la struttura fra le più moderne, al Centro “Don Caporali” gli anziani hanno la possibilità di ricevere con molta frequenza le visite dei propri parenti, che vivono nelle vicinanze. Inoltre mantengono contatti col territorio, che contribuiscono ad alleviare la loro condizione: ogni giovedì c'è la Messa celebrata dal sacerdote della Parrocchia, a Carnevale l'incontro con le maschere del proprio quartiere, le visite degli alunni della vicina scuola primaria e di molti volontari e conoscenti.

I CITTADINI DI SAN MASSIMO DICONO NO ALLA CHIUSURA

Una volta trasferiti nella nuova residenza presso Villa Monga tutti i contatti col territorio di origine verrebbero a cessare, con effetti senz'altro negativi sul morale degli anziani.

IL PARTITO DEMOCRATICO PROPONE

 di rimodernare la struttura rendendola idonea ai nuovi standard per non autosufficienti;
 di affiancare a ciò un servizio per anziani convalescenti;
 di creare uno spazio apposito per offrire agli anziani del quartiere un presidio infermieristico sul territori che fornisca una prima assistenza di base (prelievi del sangue, misurazione della pressione arteriosa...)

Ora basta davvero!

La Giunta Tosi ha messo a bilancio 120 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stadio .

Si prevede la S-vendita del Bentegodi, al cui posto sorgeranno palazzi con uffici e negozi ( un vero e proprio Centro Commerciale ) .
Il nuovo stadio sorgerebbe alla Spianà !
Addio parco, ancora più traffico e lo stadio, con tutti i problemi connessi, ancora lì vicino a limitare il quartiere.

A chi giova questa operazione ?

Sicuramente ai proprietari dei terreni siti alla Spianà, che anzichè di aree verdi si troverebbero in possesso di aree edificabili; sicuramente agli immobiliaristi interessati all’acquisto dell’Hellas Verona; sicuramente ai costruttori che tra demolizioni e ricostruzioni trarrebbero un enorme guadagno !

Ma l’interesse dei cittadini veronesi ed in particolare di quelli che abitano in questa zona qual è ?

Il pudore e l’amore di un padre (di Walter Veltroni)

Sono giorni che penso che questa vicenda lascerà un segno profondo nella coscienza civile del Paese. Non so dire, ora, se essa avrà prodotto, attraverso la “cognizione del dolore”, l’effetto di far fermare l’opinione pubblica, di farle sospendere, per un’ora o per un giorno, la bulimica corsa verso il niente che spesso riempie la solitudine di senso del nostro tempo. Il corpo di una ragazza, di quella ragazza sorridente, viva, allegra. Diciassette anni fa. Quel corpo che noi ricordiamo così. Noi, che l’abbiamo vista solo così. Il corpo di quella ragazza che il dolore e l’assenza di relazione vitale, che un tempo trascorso senza la gioia di sentire il rumore dei propri passi e di quelli degli altri, della propria voce e di quella degli altri, avrà reso irriconoscibile.
Il pudore e l’amore di un padre ha salvaguardato la riservatezza della mutazione di quel corpo. Anche al rischio che si potesse pensare, nel fuoco della orrenda campagna politico-mediatica, che Eluana fosse quel sorriso, quella vita neanche cominciata, quel progetto che diciotto anni portano in sé. E invece Eluana era quel corpo martoriato, un corpo muto, incapace di testimoniare il proprio dolore perché nascosto, coperto, tutelato dall’amore di un padre. Cosa sarebbe successo se una sola immagine di Eluana oggi fosse arrivata nelle tv o sui giornali? Quale effetto emotivo, uguale e contrario alle foto solari di un giorno di vacanza, si sarebbe determinato nell’opinione pubblica? Perché l’Eluana che se ne è andata è quella che il padre non ha voluto mostrare, sfidando ogni cinismo, ogni calcolo di opportunità, ogni convenienza. Essere padre, in una società che ha imparato a discutere ruolo e autorità di una figura determinante nella vita di ciascuno. Mi è capitato di scrivere molte volte, parole di romanzi, su questo tema. E ogni volta mi arrivavano valanghe di lettere. Una signora, un giorno, mi avvicinò e mi chiese qualcosa che mi scosse. Lo chiedeva a me, come fossi un esperto. A me, che non ho neanche una fotografia con mio padre. Mi chiedeva cosa doveva fare con il suo papà che stava morendo. Perché in tutta la loro vita non si erano mai, neanche una volta, abbracciati. E lei temeva che se lo avesse fatto lui avrebbe capito che la sua vita stava finendo. E’ la storia di Eluana allo specchio, questa. E’ la storia di Eluana che da quella sera che una lastra di ghiaccio la tradì è stata accompagnata dalle parole, dalle carezze, dalle lacrime di un padre e di una madre che si è consumata nel dolore. Per questo, lo dico con raccapriccio ma senza polemica (non qui, non ora), mi ha indignato come poche cose nella mia vita, ascoltare un uomo politico, un uomo di governo dire che la battaglia di quel padre sembrava avere come obiettivo “togliere di mezzo una scomodità”. Come si può mai parlare di una creatura come di una “scomodità”? Come si può ignorare che quei due esseri umani hanno curato e accudito quella ragazza silenziosa per seimiladuecentotrentatrè giorni? E’ la storia di una famiglia italiana, quella degli Englaro. Ed è la storia di migliaia di famiglie che vivono la stessa angoscia. Qualcuna si aggrappa ad ogni speranza, per amore. Qualcuna pensa che il dolore che quel corpo vive debba finire, per amore. Che diritto abbiamo noi di polemizzare, urlare, inveire di fronte a questa abissale tragedia di amore? Noi, che abbiamo responsabilità, facciamo le leggi. Leggi giuste, meditate, umane. Leggi coscienti dei limiti invalicabili per uno stato liberale. Ad esse i cittadini si atterranno. Il resto è inconoscibile. E’ ciò che scorre nella mente e nel cuore di chi ama una persona che non può rispondere. Di chi da padre, o madre, vede il proprio figlio spegnersi nel silenzio, quando la natura vorrebbe il contrario. Questo e solo questo mi viene da dire, su Eluana Englaro, ragazza italiana. Che di amore e di dolore è stata circondata per seimiladuecentotrentatré giorni tristi e notti infinite.
Walter Veltroni

Nidi e scuole materne? Io ci sono

Si richiede presenza del partito per iniziativa delle insegnanti e
operatrici
di nidi e scuole materne comunali davanti a Palazzo Barbieri ore 17, dove in

Cons. Comunale si tratterà il passaggio all'AGEC.
Sarebbe bene che qualcuno del
PD fosse presente.

lunedì 9 febbraio 2009

Commissioni e consigli

Questa settimana e la prossima sono caratterizzate da una serie molto
fitta di impegni, vi elenco le date delle Commissioni e del Consiglio:
09/02 Urbanistica
10/02 Ufficio di Segreteria
10/02 Lavori Pubblici
11/02 Sevizi Sociali
16/02 Urbanistica
17/02 Decentramento
18/02
Cultura
19/02 Edilizia Privata
23/02 Consiglio.

Per il dettaglio vi
invito a consultare il sito del Comune - Vivere i Quartieri - 3^
Circoscrizione.
Ciao a tutti Sergio Carollo

ELUANA, OGGETTO DI UN PURO GIOCO DI POTERE

Non ho preso finora posizione sul caso Englaro per rispetto alle diverse sensibilità presenti nei dirigenti ed elettori del PD e per rispetto del lavoro portato avanti dal gruppo del Senato, nella ricerca, in gran parte riuscita, di offrire al Paese soluzioni che in una materia così delicata contribuiscano a creare una coscienza condivisa e non ad arruolare in guerre ideologiche o religiose.


Il Paese ha bisogno di una classe politica capace di costruire le ragioni di una pace civile, a maggior ragione in materie che toccano così da vicino le coscienze individuali. C’è bisogno, in queste materie, di leggi che vengano sentite tali da tutti gli italiani, non di manifesti ideologici.

Le ultime scelte del Governo vanno oltre le scelte di merito. Si sta esercitando attorno al povero corpo di una donna un macabro esercizio senza pietà e senza rispetto della dignità umana. Un corpo, una persona che meriterebbe rispetto diventa l’oggetto di un puro gioco di potere. Come per distrarre l’opinione pubblica dalla difficile situazione del Paese, dai fallimenti dell’azione del governo, come per accreditarsi campioni della morale essendo protagonisti di comportamenti immorali.

Chi crede che nell’azione del Governo sia in gioco la difesa della dignità della vita umana pensi che quello stesso Governo, il giorno prima, ha fatto approvare una norma che impedirà ad una donna che già vive il peso della clandestinità di poter pensare ad una maternità accedendo alle cure sanitarie: non potrà garantire al suo bambino un parto assistito, non potrà curarlo. È questa la difesa della vita?

Le offensive e vergognose parole del presidente del Consiglio devono suscitare disprezzo in ogni donna ed ogni uomo che conservi un barlume di coscienza. “Eluana potrebbe avere un bambino”. Chi, come, quando? Non c’è rispetto per la persona, per la famiglia, per le migliaia di famiglie italiane che accudiscono i propri cari in stato vegetativo senza alcun aiuto da parte dello Stato e che non hanno bisogno di queste bestialità.

Sono grato al Presidente della Repubblica perché ha difeso senza incertezze la nostra Costituzione. Anche questo è un valore importante. La democrazia non è un orpello retorico, ma è lo strumento necessario per la costruzione del bene comune. Il valore così grande della vita non è mai stato garantito nei regimi totalitari.

Faccio un appello a tutti, laici e credenti, perché non si scoraggino nel costruire soluzioni condivise di fronte a questioni tanto più grandi della banalità degli schieramenti politici e dei giochi quotidiani di potere.

Ai miei fratelli nella fede sento da privato cittadino il dovere di ricordare che dobbiamo sentirci segnati dalla croce e non crociati. Perciò segnati dall’amore, dalla pietà e dalla carità e non dalla violenza ideologica.


Paolo Giaretta


Piazza Dante! Successo strepitoso

Ieri decine di centinaia di veronesi hanno manifestato in piazza Dante in difesa della costituzione. La piazza era gremita di gente, un successo che ha meravigliato gli organizzatori che mai si sarebbero aspettati una partecipazione simile. Un grazie a tutti i coordinatori dei circoli, a Donata Gottardi e ai moderni mezzi di comunicazione (mail, sms e facebook) che hanno contribuito in maniera primaria al successo di ieri.
Qui sotto l'articolo dell'Arena di oggi. La Costituzione non si tocca. Donne, uomini, giovani, anziani: la voce è unanime. Ieri pomeriggio piazza dei Signori è stata invasa da duemila manifestanti che in meno di 24 ore hanno organizzato una protesta di piazza. Tutto è partito da tre donne. Sabato a mezzogiorno si sono sentite al telefono condividendo l'indignazione per le ultime affermazioni del presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi dopo il no di Giorgio Napolitano al decreto Englaro, ha affermato che la responsabilità del giudizio sui decreti deve essere del governo. E se la Costituzione dice diversamente, va riformata.
Maria Geneth, Donata Gottardi, Tiziana Valpiana, un medico, un'europarlamentare, un'ex senatrice, hanno dato il via a una catena di sms e mail che ha portato sotto la statua di Dante migliaia di persone. E i partiti Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra democratica, Partito Democratico e Partito Socialista. E le associazioni di volontariato che si occupano della difesa dei diritti umani.
«Questo governo non si ferma di fronte a nulla e le regole della democrazia sono insultate, derise, calpestate, violentate», scrivono le promotrici della manifestazione nell'invito diffuso via mail. «Siamo cittadine e cittadini angosciati da quello che sta accadendo», aggiunge Maria Geneth. «Testimoniamo assieme contro il populismo, contro l'attacco al Capo dello Stato, contro l'attacco alla Costituzione. Siamo nati e vogliamo vivere in uno Stato laico e di diritto e tale vogliamo lasciarlo ai nostri figli». E per affermare questi principi nessuno slogan politico al microfono ma solo gli articoli della Costituzione.
Più di una volta lo sguardo è andato al palazzo della Prefettura. «Abbiamo scelto questa piazza non a caso», spiega Tiziana Valpiana, «ci rivolgiamo al governo e chiediamo al prefetto che faccia presente a Palazzo Chigi che da Verona nasce una risposta di indignazione alle affermazioni di Berlusconi». Per l'europarlamentare del Pse, Gottardi, «il premier va avanti come un carro armato distruggendo la base del nostro ordinamento». Come altre città d'Italia, anche Verona ha fatto sentire la sua voce raccogliendo l'invito di Napolitano che ha detto di confidare nei cittadini. In prima linea anche il segretario provinciale del Pd Giandomenico Allegri, la presidente dell'assemblea provinciale del Pd Luisa Caregaro, il segretario provinciale di Rifondazione Fiorenzo Fasoli e il consigliere di circoscrizione Giorgio Bertani. Tra loro l'avvocato Guariente Guarienti che, da giurista, ha affermato: «Decisioni come queste legittimano ogni condannato con sentenza definitiva a chiedere al Consiglio dei ministri un decreto che annulli la condanna». Ma, dice Guarienti, dev'essere un detenuto eccellente e in ottimi rapporti con la maggioranza di governo.
Intanto a Udine è arrivata una delegazione di cattolici veronesi dell'associazione Famiglia e Civiltà e di altri raggruppamenti d'area tradizionalista, per partecipare al presidio davanti a Villa La Quiete, dove è stata portata nei giorni scorsi Eluana Englaro. I tradizionalisti chiedono che Elana sia salvata in extremis.

venerdì 6 febbraio 2009

CHE SUCCEDE AL CENTRO PER ANZIANI DI SAN MASSIMO?

La Giunta Tosi, assieme alle aziende guidate dal centrodestra, ha intenzione di chiudere il Centro per Anziani “Don Caporali” di Via Spagnolo.
Gli anziano ospiti dovrebbero essere trasferiti a “Casa Lòro”, presso Villa Monga.
Attualmente, pur non essendo la struttura fra le più moderne, al Centro “Don Caporali” gli anziani hanno la possibilità di ricevere con molta frequenza le visite dei propri parenti, che vivono nelle vicinanze. Inoltre mantengono contatti col territorio, che contribuiscono ad alleviare la loro condizione: ogni giovedì c'è la Messa celebrata dal sacerdote della Parrocchia, a Carnevale l'incontro con le maschere del proprio quartiere, le visite degli alunni della vicina scuola primaria e di molti volontari e conoscenti.

I CITTADINI DI SAN MASSIMO DICONO NO ALLA CHIUSURA

Una volta trasferiti nella nuova residenza presso Villa Monga tutti i contatti col territorio di origine verrebbero a cessare, con effetti senz'altro negativi sul morale degli anziani.

IL PARTITO DEMOCRATICO PROPONE

 di rimodernare la struttura rendendola idonea ai nuovi standard per non autosufficienti;
 di affiancare a ciò un servizio per anziani convalescenti;
 di creare uno spazio apposito per offrire agli anziani del quartiere un presidio infermieristico sul territori che fornisca una prima assistenza di base (prelievi del sangue, misurazione della pressione arteriosa...)

giovedì 5 febbraio 2009

A chi serve un nuovo stadio?

La Giunta Tosi ha messo a bilancio 120 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stadio .

Si prevede la S-vendita del Bentegodi, al cui posto sorgeranno palazzi con uffici e negozi ( un vero e proprio Centro Commerciale ) .
Il nuovo stadio sorgerebbe alla Spianà !

Addio parco, ancora più traffico e lo stadio, con tutti i problemi connessi, ancora lì vicino a limitare il quartiere.

A chi giova questa operazione ?

Sicuramente ai proprietari dei terreni siti alla Spianà, che anzichè di aree verdi si troverebbero in possesso di aree edificabili; sicuramente agli immobiliaristi interessati all’acquisto dell’Hellas Verona; sicuramente ai costruttori che tra demolizioni e ricostruzioni trarrebbero un enorme guadagno !

Ma l’interesse dei cittadini veronesi ed in particolare di quelli che abitano in questa zona qual è ?

mercoledì 4 febbraio 2009

LA CRISI ECONOMICA: LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI VERONA

Sabato 7 febbraio 2009 Sala Rossa della Provincia - Via Santa Maria Antica, 1 – Verona

La crisi economica coinvolge ormai tutti i settori dell’economia. Anche a Verona ci sono i primi segni. Per iniziativa del Partito Democratico di Verona forum Lavoro e Economia e dei suoi Consiglieri Provinciali, è stato messo a punto il documento allegato:

“LA CRISI ECONOMICA: LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI VERONA”

È una proposta di discussione e di confronto che mettiamo a disposizione di tutte le forze amministrative ed economiche di Verona, per meglio conoscere le problematiche, con la speranza di contribuire insieme a diminuire gli effetti della crisi e di superarla con iniziative di sviluppo e di equità sociale.

Per iniziare insieme il confronto abbiamo promosso un INCONTRO che si terrà il giorno Sabato 7 febbraio 2009 dalle ore 09.15 alle 12.00 presso la Sala Rossa della Provincia di Verona, in via Santa Maria Antica, 1.
PROGRAMMA

Ore 09.15 accoglienza
- Inizio lavori, saluto del Segretario Provinciale del PD Giandomenico Allegri
- Presentazione di una sintesi del documento “LA CRISI ECONOMICA: LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI VERONA” a cura di Barry Gallo - Coordinatore Forum Lavoro
- Sintesi delle 5 proposte dei Consiglieri Provinciali del PD sulla Crisi Economica, a cura del Consigliere Vincenzo D’Arienzo
- Presentazione della Società REVELLO S.p.A. e dell’iniziativa 13^ detassata, a cura di Renzo Revello
- Interventi dei rappresentanti delle varie Categorie
- Discussione e confronto
- Conclusioni a cura dell’on. Giampaolo Fogliardi, membro della VI Commissione Finanze del Parlamento.
Ore 12.00 fine dei lavori con aperitivo

Segreteria Organizzativa

Partito Democratico di Verona – tel 045 977022 – e-mail: info@pdverona.it
Sergio Ruzzenente – cell 329 7976054 - sergioruzzenente@libero.it
Giancarlo Paiola – cell 347 8013750 – giancarlo.paiola@libero.it


Traforo Torricelle

Il progetto del ‘Passante nord di Verona’, licenziato in projet financig dal Comune di Verona, non risolve i problemi urbani del traffico del centro storico, né tanto meno risponde all’esigenza di penetrazione in città dalle periferie est (S. Michele e B.go Venezia) ed ovest (Parona), in quanto nei fatti è una articolazione di collegamento stradale a pagamento tra i caselli autostradali di Verona est e Verona nord. Se realizzato diventerà un ulteriore attrattore di traffico con maggiore inquinamento atmosferico ed acustico nei quartieri densamente popolati di S. Michele, B.go Venezia e Parona, interessati dall’opera.
Il traforo avrebbe un costo superiore ai 300 milioni di € completamente a carico dei cittadini, eccessivamente oneroso per le attuali finanze pubbliche.
Unitamente all’effetto delle tangenziali a pagamento (costo di 1 € ogni 10 km) si otterrà il risultato che il traffico di attraversamento delle arterie urbane della città non diminuirà affatto, ma si aggraverà.
Il Traforo delle Torricelle attraversando popolosi quartieri della città, a due chilometri dal centro, destinato ad essere utilizzato dai mezzi pesanti, andrà a peggiorare ulteriormente la già precaria qualità dell’aria.

La soluzione del problema della mobilità e dell’inquinamento non si ottiene realizzando una sola opera faraonica, che azzera le risorse per qualsiasi altro intervento. Servono opere meno propagandistiche ma più efficaci e realizzabili in tempi brevi, a partire dal potenziando del trasporto pubblico, realizzando parcheggi scambiatori che agevolino l’accesso al capoluogo da est e da ovest, creando una piattaforma per lo scambio di merci di prossimità al centro cittadino.

Proponiamo più realisticamente i seguenti interventi per migliorare la vivibilità e la mobilità di Verona:
1. Realizzazione di parcheggi scambiatori posti all’esterno del centro urbano del capoluogo, anche vicino alle uscite autostradali/tangenziali, con riferimento ai maggiori attrattori di traffico.
2. Potenziamento del trasporto pubblico in città, preferibilmente su ferro, e più in generale dei mezzi ATV, con collegamenti più veloci e frequenti con le periferie, eliminando o riducendo le interruzioni di percorso attraverso la creazione di linee forti ed integrate lungo gli assi principali di attraversamento.
3. Fluidificazione della circonvallazione interna ed eliminazione dei nodi di congestionamento (Via Torbido, Lungadige Galtarossa, Ponte San Francesco, Via Faccio, ……….) con interventi di mitigazione ambientale.
4. Incremento delle aree pedonali, delle corsie preferenziali, della ciclabilità ed allargamento della ZTL.
5. Fluidificazione del traffico sull’attuale SP6 dei Lessini con interventi viabilistici e di protezione ambientale, realizzando lo svincolo con la zona industriale di Marzana, riqualificando l’attuale sede stradale.
6. Realizzazione della tangenziale ovest con ponte sull’Adige come soluzione praticabile per far defluire il traffico da, e verso, Parona e la Valpolicella.
7. Interventi per alleggerire il traffico urbano nelle ore di punta, potenziando il trasporto scolastico collettivo e razionalizzando i percorsi casa/lavoro dei dipendenti delle grandi aziende cittadine.
8. Potenziamento del trasporto pubblico su ferro dai paesi della Provincia a Verona attraverso accordi Regione – Trenitalia su tracciati alleggeriti dalle nuove arterie ferroviarie (da S. Bonifacio, Peschiera, Villafranca, Nogara e Legnago verso il capoluogo)
9. Realizzazione della nuova statale n. 12 da Isola della Scala a Verona Sud.
10. Completamento della statale 434 fino a Basso Acquar, collegamento con viale Piave e circonvallazione nord.

Il Comune di Verona sta percorrendo un progetto che avrà delle inaccettabili ripercussioni ambientali ed economiche per i cittadini di Verona, mentre lascia senza soluzioni tutti i diversi interventi sopra richiamati, fattibili in più breve tempo, di sicura maggior efficacia, con servizi di maggiore qualità, più rispettosi della salute, per una città ed una provincia più vivibili.

You Dem

Care amiche, cari amici,

il Partito democratico coinvolgerà l’Italia in tre giorni di iniziative sulla crisi economica, sulle inadempienze e l’incapacità del Governo, sulle proposte del PD per tornare a crescere.

Il 14, 15 e 16 febbraio in tutta Italia saranno organizzate manifestazioni, sit-in, incontri pubblici per dare ascolto e voce a chi vive le difficoltà economiche in prima persona, e per contribuire e condividere proposte ed atti concreti per uscirne.

Youdem.tv sarà al fianco dei cittadini, dando spazio ai video che raccontano l’Italia.
Con questo obiettivo, Youdem.tv lancia l’iniziativa “I simboli della crisi – luoghi, persone, mestieri e storie che rappresentano la crisi economica italiana”

Per costruire un grande “documentario collettivo”, a cui ciascuno possa contribuire con un filmato (anche di pochi minuti) che racconti quelli che, sul territorio, possono rappresentare i simboli della crisi.

Una fabbrica che chiude, un distretto in declino, un quartiere dormitorio. Ma anche storie e vicende personali e collettive, realtà associative che aiutano le famiglie in difficoltà: tutto ciò che ciascuno percepisce come il simbolo della crisi più vicino e significativo, fisicamente ed emotivamente.

È importante che ogni circolo territoriale del Partito democratico senta propria questa iniziativa, e trovi il modo di parteciparvi. Inviateci i video, girateli come volete: col telefonino, con telecamere amatoriali o professionali. Youdem.tv li pubblicherà in un canale dedicato, e alla fine li raccoglierà in un unico lavoro che racconti l’Italia della crisi e le idee per superarla.

Il termine massimo per l’invio dei video è l’11 febbraio 2009.

Per informazioni sull’iniziativa e sui dettagli tecnici, rivolgetevi alla redazione di Youdem.tv:
tel. 06.67547203 (Donatella La Viola) / 06.67547217 (Cinzia Gallenzi) – info@youdem.tv

A presto, con cordialità


Francesco Verducci Gianluigi De Stefano
Responsabile Comunicazione Online Coordinatore Redazione web Youdem.tv

domenica 1 febbraio 2009

Cari Amici ben ritrovati !

Mercoledì si è svolta nella sala consiliare della circoscrizione l'annunciata riunione alla quale erano stati invitati i componenti le commissioni circoscrizionali (cioè i commissari ) : erano presenti i nostri Consiglieri , buona parte dei Commissari e i Consiglieri cominali Carla Padovani e Roberto Fasoli . Provo a darvi un breve riassunto degli argomenti trattati : - il nostro capogruppo Sergio Carollo ha illustrato la situazione venutasi a creare con il passaggio del consigliere Vito D'Incerto Spina , eletto nella lista di progetto Verona , al Gruppo misto . Cioè un notevole indebolimento della nostra presenza nelle Commissioni poichè cinque persone inserite come rappresentanti di progetto Verona ( persone che già avevano aderite al Partito democratico ) sono state revocate in conseguenza di questo passaggio e surrogate dallo stesso Vito , peraltro già poco presente prima ; vedremo come farà a presenziare a tutte le riunioni di commissione!

- si è poi illustrato il bilancio di previsione 2009 che vede il budget attribuito alla nostra circoscrizione tagliato di oltre il 30% , con evidenti ripercussioni sull'erogazione di servizi alla comunità . abbiamo amaramente constatato che la media dei tagli è stata intorno al 26% , come mai alla circoscrizione più popolosa della città si è tolto più che alle altre sette ?

-abbiamo poi esaminato la proposta di rifacimento di corso milano già illustrata dalla attuale amministrazione , con tutti i rilievi mossi sia in commissione che in consiglio dai nostri rappresentanti , soprattutto con le proposte elaborate grazie al lavoro tecnico del nostro Luigi Lazzarelli ( grazie!) che potete trovare sul blog del circolo , che Federico Benini (grazie anche a lui ) ha appena rinnovato graficamente .
le nostre proposte si raccordano con quelle del Comitato e ne ampliano la prospettiva , in una visione delle problematiche non strettamente ristrette alla viabilità dei nostri quartieri , bensì in un'ottica di mobilità urbana che possa ridurre l'utilizzo delle auto . in parole semplici meno auto , più mezzi alternativi , da cui derivano tutte le altre osservazioni : due corsie e non quattro , viabilità alternativa , mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili , ecc.

in chiusura si è deciso di organizzare un'assemblea pubblica per divulgare il più possibile il lavoro svolto e le nostre proposte , se ne incaricano Andrea Guadagni e Roberto Bertolazzi .

Giovedì 5 febbraio ci ritroviamo in via gela 9 alle 20.30 per discutere i seguenti punti :
-mobilitazione del PD per il 14 - 15 -16 febbraio
- iniziative su corso Milano
-varie
l'invito è rivolto ai componenti eletti nel Direttivo del Circolo e ovviamente la riunione è come sempre aperta a tutti , teserati e simpatizzanti .

arrivederci