Nel Consiglio della terza del 20/04/09 sono state presentate e votate le proposte di modifica di alcuni punti.
Come gruppo PD ne abbiamo presentate tre (art. 8/8, 8/10 25/6) , tutte regolarmente respinte.
Votazione finale dell'intero documento:
Votanti 22 ( assenti due, uno purtroppo Aiello del PD )
Contrari 2 ( Carollo e De Biasi PD )
Astenuti 2 ( Danese PD e D'Incerto Gruppo Misto )
Favorevoli 18 ( 16 maggioranza più Tisato Per Verona Civica e incomprensibilmente Turri L'ulivo per Verona)
Ciao Sergio Carollo
I nostri banchetti nei mercati
Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00
giovedì 23 aprile 2009
martedì 21 aprile 2009
AIUTO: contro il traforo serve anche il tuo aiuto, urgentemente
20 aprile alle ore 15.42
Come avrete saputo dai giornali, venerdì notte in pochi hanno deciso le
sorti di tanti.
Tosi ha convocato nel suo ufficio i capi dell'opposizione (Brancher e
Giorgetti) con i quali sembra aver trovato l'accordo per il Traforo ...
e chissà cos'altro.
Le modalità ricordano più i carbonari che i canoni della democrazia in
quanto tutti coloro che stavano chiedendo, in giunta, tempo e
precauzioni sono stati bypassati dai vertici.
Quindi nessun confronto coi cittadini, nessuna discussione in consiglio
comunale, zittita anche la giunta ... a qualcuno verrà da chiedersi
perché stiamo pagando tante persone quando ne bastano una manciata.
Il minimo che possiamo fare è indignarsi, ma farlo sottovoce e tra di
noi serve a poco.
Mandate una email al sindaco, ai capigruppo e ai consiglieri nella quale
esprimente il vostro stato d'animo e la vostra delusione per come si
stanno andando le cose.
Moltissimi cittadini si sentono traditi e ingannati da false promesse
elettorali. Manifestiamolo.
VENERDI PROSSIMO LA GIUNTA NON POTRA CHE PRENDERE ATTO DELLE DECISIONI
PRESE VENERDI NOTTE.
Passate parola, bastano 5 minuti ..., scrivete e telefonate.
sindaco@comune.verona.it
ass.benetti@giunta.comune.verona.it
stefano_bertacco@giunta.comune.verona.it
enrico_corsi@giunta.comune.verona.it
vittorio_didio@giunta.comune.verona.it
ass.urbanistica@giunta.comune.verona.it
alessandro_montagna@giunta.comune.verona.it
marco_padovani@giunta.comune.verona.it
pierluigi_paloschi@giunta.comune.verona.it
erminia_perbellini@giunta.comune.verona.it
daniele_polato@giunta.comune.verona.it
federico_sboarina@giunta.comune.verona.it
enrico_toffali@giunta.comune.verona.it
ass.tosato@giunta.comune.verona.it
lucia_cametti@consiglio.comune.verona.it
elio.insacco@consiglio.comune.verona.it
antonio_lella@consiglio.comune.verona.it
ciro_maschio@consiglio.comune.verona.it
elena_traverso@consiglio.comune.verona.it
graziano_perini@consiglio.comune.verona.it
stefano_casali@consiglio.comune.verona.it
marco_comencini@consiglio.comune.verona.it
stefano_ederle@consiglio.comune.verona.it
matteo_gasparato@consiglio.comune.verona.it
marco_gruberio@consiglio.comune.verona.it
salvatore_papadia@consiglio.comune.verona.it
mario_rossi@consiglio.comune.verona.it
bruno_tacchella@consiglio.comune.verona.it
francesco_girondini@consiglio.comune.verona.it
luca_coletto@consiglio.comune.verona.it
enzo_flego@consiglio.comune.verona.it
lorenzo_fontana@consiglio.comune.verona.it
luigi_pisa@consiglio.comune.verona.it
andrea_sardelli@consiglio.comune.verona.it
andrea_miglioranzi@jumpy.it, andrea_miglioranzi@consiglio.comune.verona.it
gianluca_fantoni@consiglio.comune.verona.it
renata_franchini@consiglio.comune.verona.it
monica_lavarini@consiglio.comune.verona.it
antonia_pavesi@consiglio.comune.verona.it
francesco_spangaro@consiglio.comune.verona.it
barbara_tosi@consiglio.comune.verona.it
alberto_zelger@consiglio.comune.verona.it
giampaolo_beschin@consiglio.comune.verona.it
stefano_valdegamberi@consiglio.comune.verona.it
Come avrete saputo dai giornali, venerdì notte in pochi hanno deciso le
sorti di tanti.
Tosi ha convocato nel suo ufficio i capi dell'opposizione (Brancher e
Giorgetti) con i quali sembra aver trovato l'accordo per il Traforo ...
e chissà cos'altro.
Le modalità ricordano più i carbonari che i canoni della democrazia in
quanto tutti coloro che stavano chiedendo, in giunta, tempo e
precauzioni sono stati bypassati dai vertici.
Quindi nessun confronto coi cittadini, nessuna discussione in consiglio
comunale, zittita anche la giunta ... a qualcuno verrà da chiedersi
perché stiamo pagando tante persone quando ne bastano una manciata.
Il minimo che possiamo fare è indignarsi, ma farlo sottovoce e tra di
noi serve a poco.
Mandate una email al sindaco, ai capigruppo e ai consiglieri nella quale
esprimente il vostro stato d'animo e la vostra delusione per come si
stanno andando le cose.
Moltissimi cittadini si sentono traditi e ingannati da false promesse
elettorali. Manifestiamolo.
VENERDI PROSSIMO LA GIUNTA NON POTRA CHE PRENDERE ATTO DELLE DECISIONI
PRESE VENERDI NOTTE.
Passate parola, bastano 5 minuti ..., scrivete e telefonate.
sindaco@comune.verona.it
ass.benetti@giunta.comune.verona.it
stefano_bertacco@giunta.comune.verona.it
enrico_corsi@giunta.comune.verona.it
vittorio_didio@giunta.comune.verona.it
ass.urbanistica@giunta.comune.verona.it
alessandro_montagna@giunta.comune.verona.it
marco_padovani@giunta.comune.verona.it
pierluigi_paloschi@giunta.comune.verona.it
erminia_perbellini@giunta.comune.verona.it
daniele_polato@giunta.comune.verona.it
federico_sboarina@giunta.comune.verona.it
enrico_toffali@giunta.comune.verona.it
ass.tosato@giunta.comune.verona.it
lucia_cametti@consiglio.comune.verona.it
elio.insacco@consiglio.comune.verona.it
antonio_lella@consiglio.comune.verona.it
ciro_maschio@consiglio.comune.verona.it
elena_traverso@consiglio.comune.verona.it
graziano_perini@consiglio.comune.verona.it
stefano_casali@consiglio.comune.verona.it
marco_comencini@consiglio.comune.verona.it
stefano_ederle@consiglio.comune.verona.it
matteo_gasparato@consiglio.comune.verona.it
marco_gruberio@consiglio.comune.verona.it
salvatore_papadia@consiglio.comune.verona.it
mario_rossi@consiglio.comune.verona.it
bruno_tacchella@consiglio.comune.verona.it
francesco_girondini@consiglio.comune.verona.it
luca_coletto@consiglio.comune.verona.it
enzo_flego@consiglio.comune.verona.it
lorenzo_fontana@consiglio.comune.verona.it
luigi_pisa@consiglio.comune.verona.it
andrea_sardelli@consiglio.comune.verona.it
andrea_miglioranzi@jumpy.it, andrea_miglioranzi@consiglio.comune.verona.it
gianluca_fantoni@consiglio.comune.verona.it
renata_franchini@consiglio.comune.verona.it
monica_lavarini@consiglio.comune.verona.it
antonia_pavesi@consiglio.comune.verona.it
francesco_spangaro@consiglio.comune.verona.it
barbara_tosi@consiglio.comune.verona.it
alberto_zelger@consiglio.comune.verona.it
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lunedì 20 aprile 2009
PATTO DEMOCRATICO PER I CITTADINI E PER IL TERRITORIO
I candidati del Partito Democratico alle elezioni amministrative del 6 e 7 Giugno 2009 si impegnano a sottoscrivere la seguente carta di intenti che contiene le linee guida che caratterizzeranno l’azione amministrativa di ogni eletta ed eletto.
Le autonomie locali : il cuore diffuso della democrazia
Le elezioni amministrative del 6-7 Giugno 2009 rappresentano un momento decisivo per la vita del nostro Paese.
La Costituzione riconosce Comuni, Province, Regioni come parte fondamentale dell’ordinamento delle Stato e della struttura pubblica italiana.
Oggi, più che mai, c’è un compito ed una funzione essenziale delle autonomie locali. La crisi tocca con sempre più forza la vita delle persone. Ne muta le abitudini, ne aumenta le ansie, le incertezze, le paure, i bisogni. L’uomo è più solo dentro la crisi. Ha quanto mai necessità di vivere dentro una rete solida di diritti e di protezioni. Le autonomie locali, proprio nei momenti di crisi, divengono il primo sostegno a difesa dei cittadini, il primo nodo della rete di garanzie e di tutele che ogni società dovrebbe costruire.
È proprio partendo dalle funzioni vitali degli enti locali che appare incomprensibile il disimpegno finanziario del governo nazionale nei loro confronti. I continui tagli hanno ormai privato le amministrazioni territoriali della possibilità di definire con certezza i propri impegni di spesa. Non si capisce che proprio oggi è necessario il rafforzamento dell’intervento pubblico a favore dei cittadini e che tale intervento non può che partire proprio dal livello più vicino alle persone, dagli enti locali. È inoltre evidente che gli investimenti delle autonomie locali possono rappresentare una leva importante per rimettere in moto la nostra economia.
Una rete solidale di servizi
Con la crisi si affievoliscono le sicurezze, aumenta il bisogno di protezione. Ciò che appariva scontato ed acquisito diviene incerto e precario. È in questo contesto che divengono ancora più importanti quei servizi di protezione e tutela che la nostra società ha l’obbligo costituzionale di garantire.
Dalla sanità all’assistenza, dai servizi per gli anziani a quelli per i disabili e gli svantaggiati, dai servizi per l’infanzia a quelli a sostegno del diritto alla casa: c’è un ruolo centrale che nella società italiana è giocato dal welfare locale. Questo ruolo deve essere rafforzato. I Comuni, le Province, le Regioni hanno tessuto negli anni una rete di protezione che si intreccia, si integra, molte volte supplisce a quella nazionale. Oggi, più che mai, tale rete è preziosa e richiede di essere sapientemente alimentata e irrobustita. Il pezzo più debole della società, a partire dagli anziani e dai non autosufficienti, ha bisogno di nuove tutele. Diviene indispensabile un investimento delle autonomie locali sulle politiche sociali per gli affitti. L’Italia è uno dei paesi europei con meno case in affitto e costi più elevati, spesso inaccessibili ai ceti più bassi.
È oggi ancora più importante difendere e rafforzare il ruolo delle scuole che, soprattutto in alcune aree del Paese, rappresentano presidi di civiltà e garanzia di futuro per le comunità di riferimento.
La crisi economica e la competizione internazionale, il crescere dei flussi migratori ed il conseguente risveglio dei conflitti identitari, sono alcuni dei motivi che fanno crescere la domanda di sicurezza e di protezione. Dobbiamo compiere, proprio a partire dal nostro impegno nel governo delle autonomie locali, uno sforzo per affermare un approccio integrato alle politiche di sicurezza come punto di raccordo tra un intervento preventivo ed uno repressivo, coniugando i temi dell’ordine pubblico con le problematiche sociali. Il contrasto al degrado, alla marginalità, al disagio è uno strumento irrinunciabile sul terreno della prevenzione delle cause che più spesso portano a comportamenti devianti ed a fenomeni di criminalità diffusa nelle città e nei territori. È in quest’ottica, liberando il campo dalle pulsioni demagogiche e populiste che hanno troppo spesso caratterizzato l’azione del governo, che va letto e interpretato anche il complesso rapporto tra sicurezza ed immigrazione. È proprio a livello territoriale che si sono diffuse e vanno rafforzate molte buone pratiche di integrazione che rappresentano punti di avanzamento nella costruzione di una società che sia al tempo stesso più aperta e più sicura.
Governare il territorio
La qualità della vita degli italiani dipende dal contesto territoriale entro il quale la vita stessa si sviluppa e l’Italia nel suo complesso può, attraverso un corretto governo del territorio, valorizzare tante delle potenzialità di cui dispone. La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle scelte che interessano il territorio e la sua sicurezza, è un elemento decisivo per la modernizzazione del Paese. In questo senso sono fondamentali le politiche per la prevenzione dei rischi, a partire da quello sismico ed idrogeologico. Su questo campo la funzione delle autonomie locali è essenziale. Le infrastrutture e la qualità dei sistemi urbani, la riconversione ecologica ed il risparmio delle energie non rinnovabili, a cominciare dal suolo, dall’aria e dall’acqua rappresentano terreni su cui esprimere una propria visione del futuro del Paese. La tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico deve simboleggiare la capacità di una grande forza politica riformista di declinare il concetto di progresso. Questo consiste nella sfida continua di coniugare il miglioramento delle condizioni materiali della vita delle persone con la capacità di non pregiudicare in via definitiva le limitate risorse disponibili. Creare condizioni positive di sviluppo sostenibile oggi, senza pregiudicare la prosperità del domani.
La stessa mobilità, che è tratto assolutamente caratterizzante dell’uomo moderno, deve necessariamente ispirarsi a questi principi dentro un nuovo patto possibile tra il presente ed il futuro.
Amare la conoscenza: il miglior investimento per il territorio
Le città sono il luogo di massima concentrazione delle risorse immateriali. Le conoscenze, le competenze, i saperi sono elementi fondamentali che si concentrano proprio dove le persone si incontrano e si confrontano. Oggi la competizione globale non avviene tanto tra aziende diverse, ma sempre più tra veri e propri sistemi territoriali che si raffrontano sul terreno dell’innovazione e del rafforzamento del loro capitale sociale. In questo ambito, un ruolo essenziale giocano evidentemente le autonomie locali. La società della conoscenza, da tempo nei principi ispiratori della scelte strategiche dell’Unione Europea, si costruisce compiutamente solo a partire dall’impegno dei territori di investire con sempre maggiore forza nella qualità delle risorse immateriali. Il cittadino è per eccellenza l’uomo che sa, che conosce, che è pronto all’apertura ed al confronto. In questo senso gli enti locali devono necessariamente porsi in sintonia con la sfida globale di innalzare il livello di investimenti in cultura e conoscenza.
Rispettare i cittadini: efficienza, trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione
In una fase di pesante difficoltà di relazioni tra la politica e i cittadini appare come irrinunciabile un impegno serio e rigoroso da parte delle autonomie locali per migliorare la qualità della pubblica amministrazione, dando nuova centralità alla trasparenza e all’efficienza amministrativa. È necessario superare il clima di sfiducia che coinvolge il rapporto tra elettori e istituzioni, attivando percorsi di partecipazione attiva dei cittadini alle scelte di governo delle autonomie locali. In queste risiede ancora, mediamente, un livello di credibilità superiore rispetto agli altri livelli istituzionali, eppure bisogna mettere in campo ogni sforzo per innalzare la qualità e l’efficienza dei processi decisionali e delle risposte che le amministrazioni pubbliche territoriali danno ai problemi dei cittadini. Le nuove tecnologie informatiche, assieme a strumenti concreti quale l’anagrafe degli eletti, possono, in questo senso, rappresentare uno strumento importante per ricostruire una relazione positiva tra politica e società.
Il PD considera una priorità irrinunciabile promuovere e diffondere la legalità, sia per impedire la corruzione e le infiltrazioni nelle pubbliche amministrazioni, sia negli ambiti di prevenzione e repressione della criminalità organizzata.
Una nuova Italia che nasce dal territorio
Il Partito Democratico crede fortemente nella funzione insostituibile che le autonomie locali di tutti i livelli esercitano. In questo senso va fatto ogni sforzo per dare sostegno e vigore, politico e finanziario, al ruolo che esse rivestono nell’ordinamento nazionale e nei contesti territoriali.
Il Partito Democratico ritiene essenziale investire sugli enti locali come leva essenziale per consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica in tempi più brevi e con minori danni per i cittadini.
Una nuova Italia si può costruire a partire dalle autonomie locali. Le funzioni sempre più rilevanti che, anche alla luce del lungo processo di riforma federale dello Stato, Comuni, Province e Regioni esercitano all’interno del nostro ordinamento, ci mettono nelle condizioni di costruire e rafforzare una credibile alternativa al centrodestra proprio a partire dalle politiche messe in atto dagli enti locali in cui governiamo.
Le autonomie locali : il cuore diffuso della democrazia
Le elezioni amministrative del 6-7 Giugno 2009 rappresentano un momento decisivo per la vita del nostro Paese.
La Costituzione riconosce Comuni, Province, Regioni come parte fondamentale dell’ordinamento delle Stato e della struttura pubblica italiana.
Oggi, più che mai, c’è un compito ed una funzione essenziale delle autonomie locali. La crisi tocca con sempre più forza la vita delle persone. Ne muta le abitudini, ne aumenta le ansie, le incertezze, le paure, i bisogni. L’uomo è più solo dentro la crisi. Ha quanto mai necessità di vivere dentro una rete solida di diritti e di protezioni. Le autonomie locali, proprio nei momenti di crisi, divengono il primo sostegno a difesa dei cittadini, il primo nodo della rete di garanzie e di tutele che ogni società dovrebbe costruire.
È proprio partendo dalle funzioni vitali degli enti locali che appare incomprensibile il disimpegno finanziario del governo nazionale nei loro confronti. I continui tagli hanno ormai privato le amministrazioni territoriali della possibilità di definire con certezza i propri impegni di spesa. Non si capisce che proprio oggi è necessario il rafforzamento dell’intervento pubblico a favore dei cittadini e che tale intervento non può che partire proprio dal livello più vicino alle persone, dagli enti locali. È inoltre evidente che gli investimenti delle autonomie locali possono rappresentare una leva importante per rimettere in moto la nostra economia.
Una rete solidale di servizi
Con la crisi si affievoliscono le sicurezze, aumenta il bisogno di protezione. Ciò che appariva scontato ed acquisito diviene incerto e precario. È in questo contesto che divengono ancora più importanti quei servizi di protezione e tutela che la nostra società ha l’obbligo costituzionale di garantire.
Dalla sanità all’assistenza, dai servizi per gli anziani a quelli per i disabili e gli svantaggiati, dai servizi per l’infanzia a quelli a sostegno del diritto alla casa: c’è un ruolo centrale che nella società italiana è giocato dal welfare locale. Questo ruolo deve essere rafforzato. I Comuni, le Province, le Regioni hanno tessuto negli anni una rete di protezione che si intreccia, si integra, molte volte supplisce a quella nazionale. Oggi, più che mai, tale rete è preziosa e richiede di essere sapientemente alimentata e irrobustita. Il pezzo più debole della società, a partire dagli anziani e dai non autosufficienti, ha bisogno di nuove tutele. Diviene indispensabile un investimento delle autonomie locali sulle politiche sociali per gli affitti. L’Italia è uno dei paesi europei con meno case in affitto e costi più elevati, spesso inaccessibili ai ceti più bassi.
È oggi ancora più importante difendere e rafforzare il ruolo delle scuole che, soprattutto in alcune aree del Paese, rappresentano presidi di civiltà e garanzia di futuro per le comunità di riferimento.
La crisi economica e la competizione internazionale, il crescere dei flussi migratori ed il conseguente risveglio dei conflitti identitari, sono alcuni dei motivi che fanno crescere la domanda di sicurezza e di protezione. Dobbiamo compiere, proprio a partire dal nostro impegno nel governo delle autonomie locali, uno sforzo per affermare un approccio integrato alle politiche di sicurezza come punto di raccordo tra un intervento preventivo ed uno repressivo, coniugando i temi dell’ordine pubblico con le problematiche sociali. Il contrasto al degrado, alla marginalità, al disagio è uno strumento irrinunciabile sul terreno della prevenzione delle cause che più spesso portano a comportamenti devianti ed a fenomeni di criminalità diffusa nelle città e nei territori. È in quest’ottica, liberando il campo dalle pulsioni demagogiche e populiste che hanno troppo spesso caratterizzato l’azione del governo, che va letto e interpretato anche il complesso rapporto tra sicurezza ed immigrazione. È proprio a livello territoriale che si sono diffuse e vanno rafforzate molte buone pratiche di integrazione che rappresentano punti di avanzamento nella costruzione di una società che sia al tempo stesso più aperta e più sicura.
Governare il territorio
La qualità della vita degli italiani dipende dal contesto territoriale entro il quale la vita stessa si sviluppa e l’Italia nel suo complesso può, attraverso un corretto governo del territorio, valorizzare tante delle potenzialità di cui dispone. La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle scelte che interessano il territorio e la sua sicurezza, è un elemento decisivo per la modernizzazione del Paese. In questo senso sono fondamentali le politiche per la prevenzione dei rischi, a partire da quello sismico ed idrogeologico. Su questo campo la funzione delle autonomie locali è essenziale. Le infrastrutture e la qualità dei sistemi urbani, la riconversione ecologica ed il risparmio delle energie non rinnovabili, a cominciare dal suolo, dall’aria e dall’acqua rappresentano terreni su cui esprimere una propria visione del futuro del Paese. La tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico deve simboleggiare la capacità di una grande forza politica riformista di declinare il concetto di progresso. Questo consiste nella sfida continua di coniugare il miglioramento delle condizioni materiali della vita delle persone con la capacità di non pregiudicare in via definitiva le limitate risorse disponibili. Creare condizioni positive di sviluppo sostenibile oggi, senza pregiudicare la prosperità del domani.
La stessa mobilità, che è tratto assolutamente caratterizzante dell’uomo moderno, deve necessariamente ispirarsi a questi principi dentro un nuovo patto possibile tra il presente ed il futuro.
Amare la conoscenza: il miglior investimento per il territorio
Le città sono il luogo di massima concentrazione delle risorse immateriali. Le conoscenze, le competenze, i saperi sono elementi fondamentali che si concentrano proprio dove le persone si incontrano e si confrontano. Oggi la competizione globale non avviene tanto tra aziende diverse, ma sempre più tra veri e propri sistemi territoriali che si raffrontano sul terreno dell’innovazione e del rafforzamento del loro capitale sociale. In questo ambito, un ruolo essenziale giocano evidentemente le autonomie locali. La società della conoscenza, da tempo nei principi ispiratori della scelte strategiche dell’Unione Europea, si costruisce compiutamente solo a partire dall’impegno dei territori di investire con sempre maggiore forza nella qualità delle risorse immateriali. Il cittadino è per eccellenza l’uomo che sa, che conosce, che è pronto all’apertura ed al confronto. In questo senso gli enti locali devono necessariamente porsi in sintonia con la sfida globale di innalzare il livello di investimenti in cultura e conoscenza.
Rispettare i cittadini: efficienza, trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione
In una fase di pesante difficoltà di relazioni tra la politica e i cittadini appare come irrinunciabile un impegno serio e rigoroso da parte delle autonomie locali per migliorare la qualità della pubblica amministrazione, dando nuova centralità alla trasparenza e all’efficienza amministrativa. È necessario superare il clima di sfiducia che coinvolge il rapporto tra elettori e istituzioni, attivando percorsi di partecipazione attiva dei cittadini alle scelte di governo delle autonomie locali. In queste risiede ancora, mediamente, un livello di credibilità superiore rispetto agli altri livelli istituzionali, eppure bisogna mettere in campo ogni sforzo per innalzare la qualità e l’efficienza dei processi decisionali e delle risposte che le amministrazioni pubbliche territoriali danno ai problemi dei cittadini. Le nuove tecnologie informatiche, assieme a strumenti concreti quale l’anagrafe degli eletti, possono, in questo senso, rappresentare uno strumento importante per ricostruire una relazione positiva tra politica e società.
Il PD considera una priorità irrinunciabile promuovere e diffondere la legalità, sia per impedire la corruzione e le infiltrazioni nelle pubbliche amministrazioni, sia negli ambiti di prevenzione e repressione della criminalità organizzata.
Una nuova Italia che nasce dal territorio
Il Partito Democratico crede fortemente nella funzione insostituibile che le autonomie locali di tutti i livelli esercitano. In questo senso va fatto ogni sforzo per dare sostegno e vigore, politico e finanziario, al ruolo che esse rivestono nell’ordinamento nazionale e nei contesti territoriali.
Il Partito Democratico ritiene essenziale investire sugli enti locali come leva essenziale per consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica in tempi più brevi e con minori danni per i cittadini.
Una nuova Italia si può costruire a partire dalle autonomie locali. Le funzioni sempre più rilevanti che, anche alla luce del lungo processo di riforma federale dello Stato, Comuni, Province e Regioni esercitano all’interno del nostro ordinamento, ci mettono nelle condizioni di costruire e rafforzare una credibile alternativa al centrodestra proprio a partire dalle politiche messe in atto dagli enti locali in cui governiamo.
martedì 14 aprile 2009
Volontari Abruzzo (di Giorgio Di Filippo)
Insieme al Consigliere della 4^ Circoscrizione Claudio Nicoli mi sono messo in contatto con Allegri per prospettargli la nostra disponibilità a collaborare per le iniziative che come PD veronese si intenderebbe intraprendere per aiutare le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma.
Come qualcuno di voi sa, io nel 97 ho prestato il mio aiuto per 60 giorni a Foligno durante il sisma che aveva colpito l'Umbria.
Oggi abbiamo dato la nostra disponibilità sia in questa prima fase, sia nella seconda imminente (controllo staticità edifici) sia la terza che consiste nella realizzazione dei campi che dovranno ospitare i moduli prefabbricati - post tende- tramite il Pd nazionale, che vede come coordinatrice Federica Mogherini, e tramite il tecnico Flavaino Gioli di Foligno l'ass.re della prtoezione civile Umbra dott.re Riommi che si trova a Paganica, il quale sta portando la sua esperienza proprio riguardante la fase che riguarda i moduli abitativi.
Gli aiuti sono immensi e forse anche i più impensabili.
Sembra strano ma nel 97' uno degli aiuti che può sembrare insignificante, è stato quello di dotare i moduli prefabbricati di scarpiere... altri sono stati delle giacche a vento (questa volta si sta andando verso la stagione clemente e quindi si avrà il tempo per i lprossimo inverno).. .su altri campi si è donato del materiale per le scuole materne ed elementari... Annifo Capodacqua hanno visto la donazione di paramenti per le celebrazioni religiose (via assicuro anche questo è importante)... Poi sono arrivati i aiuti più importanti: consegna di casette in legno (i moduli prefabbricati sono in alluminio per cuii in estate si muore dal caldo) ma qui si va su impegni non indifferenti per i costi ma alcune comunità erano riuscite a raccogliere i 20/30 mila euro.... chi aveva lanciato l'iniziativa adotta in estate un ragazzo per invitare alcuni bambini a passare le ferie.... chi ha organizzato nei paesi dei campi scuola estivi... chi aveva donato dei proiettori per le serate...... chi ha organizzato concerti sia qui da noi per raccogliere fondi sia dopo sul posto delle zone terremotate..... altri hanno raccolto dei fondi dandoli direttamente ad una comunità parrocchiale, o a qualche circolo in modo da gestire direttamente gli aiuti.......
Insomma, si può fare tanto, e niente è scontato.
Dopo 12 anni sono ancora legato all'Umbria, e come me anche tutti quelli che hanno condiviso quei momenti, e tornando in quei luoghi anche se oggi ricostruiti si vedono ancora tra la gente gli stessi occhi.
Il terremoto non si può più scordare, rimane dentro come una scossa interminabile.
Saranno campi che vista la situazione dei danni, vedranno la collettività viverci (inutile fare previsioni per ... i voti.....) per almeno 4/5 anni se tutto va bene.
Come circolo si potrebbe, come ho già lanciato su facebook, contattare una struttura del Pd della provincia aquilana in modo da avere un collegamento diretto.
Per adesso vi saluto, vi farò sapere l'evolversi della situazione.
Ciao a tutti.
Come qualcuno di voi sa, io nel 97 ho prestato il mio aiuto per 60 giorni a Foligno durante il sisma che aveva colpito l'Umbria.
Oggi abbiamo dato la nostra disponibilità sia in questa prima fase, sia nella seconda imminente (controllo staticità edifici) sia la terza che consiste nella realizzazione dei campi che dovranno ospitare i moduli prefabbricati - post tende- tramite il Pd nazionale, che vede come coordinatrice Federica Mogherini, e tramite il tecnico Flavaino Gioli di Foligno l'ass.re della prtoezione civile Umbra dott.re Riommi che si trova a Paganica, il quale sta portando la sua esperienza proprio riguardante la fase che riguarda i moduli abitativi.
Gli aiuti sono immensi e forse anche i più impensabili.
Sembra strano ma nel 97' uno degli aiuti che può sembrare insignificante, è stato quello di dotare i moduli prefabbricati di scarpiere... altri sono stati delle giacche a vento (questa volta si sta andando verso la stagione clemente e quindi si avrà il tempo per i lprossimo inverno).. .su altri campi si è donato del materiale per le scuole materne ed elementari... Annifo Capodacqua hanno visto la donazione di paramenti per le celebrazioni religiose (via assicuro anche questo è importante)... Poi sono arrivati i aiuti più importanti: consegna di casette in legno (i moduli prefabbricati sono in alluminio per cuii in estate si muore dal caldo) ma qui si va su impegni non indifferenti per i costi ma alcune comunità erano riuscite a raccogliere i 20/30 mila euro.... chi aveva lanciato l'iniziativa adotta in estate un ragazzo per invitare alcuni bambini a passare le ferie.... chi ha organizzato nei paesi dei campi scuola estivi... chi aveva donato dei proiettori per le serate...... chi ha organizzato concerti sia qui da noi per raccogliere fondi sia dopo sul posto delle zone terremotate..... altri hanno raccolto dei fondi dandoli direttamente ad una comunità parrocchiale, o a qualche circolo in modo da gestire direttamente gli aiuti.......
Insomma, si può fare tanto, e niente è scontato.
Dopo 12 anni sono ancora legato all'Umbria, e come me anche tutti quelli che hanno condiviso quei momenti, e tornando in quei luoghi anche se oggi ricostruiti si vedono ancora tra la gente gli stessi occhi.
Il terremoto non si può più scordare, rimane dentro come una scossa interminabile.
Saranno campi che vista la situazione dei danni, vedranno la collettività viverci (inutile fare previsioni per ... i voti.....) per almeno 4/5 anni se tutto va bene.
Come circolo si potrebbe, come ho già lanciato su facebook, contattare una struttura del Pd della provincia aquilana in modo da avere un collegamento diretto.
Per adesso vi saluto, vi farò sapere l'evolversi della situazione.
Ciao a tutti.
sabato 11 aprile 2009
Dalla parte della Provincia (Paola Lorenzetti)
Si sente un po' dappertutto l'idea che per calare la spesa pubblica sia necessario abolire le Province, inutili e spendaccione, ed accontentarsi delle Regioni e dei Comuni come organi di governo del territorio italiano. Da una parte il ragionamento è senz'altro valido nel caso di alcune Province molto piccole, anche di recente costituzione. Qui lo sperpero è evidente. D'altra parte però ci sono zone in cui è necessario mediare fra la vastità della Regione e i singoli Comuni, che si presentano con una tale quantità di caratteristiche diverse fra loro che rendono necessario un supporto intermedio per intervenire con efficacia nelle singole situazioni. Fra queste c'è anche la nostra, che con la sua varietà geografica, economica, lavorativa, culturale, richiede un approccio più articolato di altre. In una Nazione la grandezza e l'efficacia della democrazia si misurano anche dalla capacità di coinvolgere il maggior numero di persone possibili nelle decisioni; viceversa, più il potere è accentrato nelle mani di pochi, più si tende ad eliminare i gradi intermedi di decisione, fino ad arrivare al rapporto diretto capo – popolo.
Teniamoci strette le nostre Province, perciò, ed impegnamoci a ridurne il costo aumentandone nel contempo l'efficienza: se quattro sono le competenze loro assegnate, quattro saranno gli assessori. A cosa serve un assessore alla cultura veneta? Qualcuno proporrà anche un assessore al lesso con la pearà?
E' impensabile sprecare in questo modo i soldi della gente quando c'è chi fatica ad arrivare a fine mese.
In questa fase di grande crisi, in cui si assiste al declino di un'economia globale, viene spontaneo pensare che gli opportuni correttivi si possano trovare in un ambito più ristretto, che può rivolgere la sua attenzione al particolare, alla tipicità di una zona. In quest'ottica la Provincia assume un'importanza marcata, perchè nel suo ambito si possono studiare le soluzioni più favorevoli.
La Provincia quindi non più come ente inutile ma come un nuovo motore per rimettere il gioco l'economia, con caratteristiche più “antropiche”, legate alle peculiarità locali, più attenta ai bisogni degli abitanti.
In quest'ottica, appare subito evidente l'importanza dell'ambiente e la necessità di convogliare su di esso l'attenzione e le cure che ha ricevuto poco in passato.
Molto si può e si deve fare in questo campo: estendere a tutti i Comuni la raccolta differenziata dei rifiuti, innanzitutto, ma soprattutto mirare al traguardo di calare la quantità dei rifiuti prodotti dalla popolazione, promuovendo il consumo dell'acqua di rubinetto, l'apertura di latterie, l'utilizzo di meno imballaggi, il recupero ed il riciclo dei beni di consumo (fra l'altro, invece di discutere se raddoppiare o no Cà del Bue, si potrebbe mandarla direttamente in pensione, evitando di inquinare l'aria); promuovere la cultura dell'acqua come bene di tutti, che non va sprecata e non va privatizzata; sensibilizzare la popolazione alle tematiche ambientali con vaste campagne informative, anche nelle scuole; offrire corsi di formazione artigianale che indirizzino la gente verso occupazioni forse dimenticate ma sempre utili: sartoria, maglieria, falegnameria, riparazione di biciclette ed altri oggetti, favorendo così il riutilizzo dei beni, che adesso in pochi giorni diventano vecchi e se si rompono non riusciamo a recuperare.
Pensiamo anche a quanto il nostro territorio sia deturpato dalle cave : la Provincia potrebbe garantire uno sfruttamento del territorio meno esagerato, ed esigere il ripristino delle zone deturpate. Cosa pensate che importi al Governatore del Veneto della Cava Bertacchina o della Speziala?
Le competenze della Provincia non sono accessorie, non può assolverle un ente lontano dal territorio come la Regione. In questo momento storico.economico più che mai è necessario dare all'ambito locale maggiore importanza, e così pure all'ambiente.
Teniamoci strette le nostre Province, perciò, ed impegnamoci a ridurne il costo aumentandone nel contempo l'efficienza: se quattro sono le competenze loro assegnate, quattro saranno gli assessori. A cosa serve un assessore alla cultura veneta? Qualcuno proporrà anche un assessore al lesso con la pearà?
E' impensabile sprecare in questo modo i soldi della gente quando c'è chi fatica ad arrivare a fine mese.
In questa fase di grande crisi, in cui si assiste al declino di un'economia globale, viene spontaneo pensare che gli opportuni correttivi si possano trovare in un ambito più ristretto, che può rivolgere la sua attenzione al particolare, alla tipicità di una zona. In quest'ottica la Provincia assume un'importanza marcata, perchè nel suo ambito si possono studiare le soluzioni più favorevoli.
La Provincia quindi non più come ente inutile ma come un nuovo motore per rimettere il gioco l'economia, con caratteristiche più “antropiche”, legate alle peculiarità locali, più attenta ai bisogni degli abitanti.
In quest'ottica, appare subito evidente l'importanza dell'ambiente e la necessità di convogliare su di esso l'attenzione e le cure che ha ricevuto poco in passato.
Molto si può e si deve fare in questo campo: estendere a tutti i Comuni la raccolta differenziata dei rifiuti, innanzitutto, ma soprattutto mirare al traguardo di calare la quantità dei rifiuti prodotti dalla popolazione, promuovendo il consumo dell'acqua di rubinetto, l'apertura di latterie, l'utilizzo di meno imballaggi, il recupero ed il riciclo dei beni di consumo (fra l'altro, invece di discutere se raddoppiare o no Cà del Bue, si potrebbe mandarla direttamente in pensione, evitando di inquinare l'aria); promuovere la cultura dell'acqua come bene di tutti, che non va sprecata e non va privatizzata; sensibilizzare la popolazione alle tematiche ambientali con vaste campagne informative, anche nelle scuole; offrire corsi di formazione artigianale che indirizzino la gente verso occupazioni forse dimenticate ma sempre utili: sartoria, maglieria, falegnameria, riparazione di biciclette ed altri oggetti, favorendo così il riutilizzo dei beni, che adesso in pochi giorni diventano vecchi e se si rompono non riusciamo a recuperare.
Pensiamo anche a quanto il nostro territorio sia deturpato dalle cave : la Provincia potrebbe garantire uno sfruttamento del territorio meno esagerato, ed esigere il ripristino delle zone deturpate. Cosa pensate che importi al Governatore del Veneto della Cava Bertacchina o della Speziala?
Le competenze della Provincia non sono accessorie, non può assolverle un ente lontano dal territorio come la Regione. In questo momento storico.economico più che mai è necessario dare all'ambito locale maggiore importanza, e così pure all'ambiente.
Commissioni e consigli
Invio le date del Consiglio e delle prossime Commissioni di aprile.
Colgo l'occasione per fare a Voi e alle vostre famiglie un augurio di una serena Pasqua.
Sergio Carollo
20/04 Consiglio 1^ parte ore 20.45
37/04 Consiglio 2^ parte ore 20.45
14/04 Commissione Decentramennto ore 20.45
Al primo punto, molto importante " Modifica del Regolamento dei consigli di Circoscrizione"
15/04 Commissione Servizi Sociali ore 20.45
16/04 Commissione Edilizia ore 20.45
21/04 Commissione Urbanistica ore 20.45
Colgo l'occasione per fare a Voi e alle vostre famiglie un augurio di una serena Pasqua.
Sergio Carollo
20/04 Consiglio 1^ parte ore 20.45
37/04 Consiglio 2^ parte ore 20.45
14/04 Commissione Decentramennto ore 20.45
Al primo punto, molto importante " Modifica del Regolamento dei consigli di Circoscrizione"
15/04 Commissione Servizi Sociali ore 20.45
16/04 Commissione Edilizia ore 20.45
21/04 Commissione Urbanistica ore 20.45
martedì 7 aprile 2009
TERREMOTO IN ABRUZZO: L’ITALIA SOLIDALE
Di fronte alla tragedia che ha colpito l’Abruzzo in queste ore, il Partito Democratico di Verona e Generazione Democratica esprimono la propria solidarietà e lanciano una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite. «Alle 7 di questa mattina (6 aprile) eravamo appena rientrati dalla straordinaria esperienza della scuola di formazione politica di Amalfi sull’ambiente, dove abbiamo passato 4 giorni con i Giovani Democratici di tutta Italia. La notizia del terremoto ci ha scossi profondamente – dichiarano i Giovani Democratici - il nostro cuore e il nostro pensiero sono subito corsi ai giovani abruzzesi che abbiamo conosciuto, a quell’esperienza di Italia unita per la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano, che ci fa sembrare ancor più paradossale e tragica la fatalità di quanto accaduto». In queste ore migliaia di persone vedono la loro vita sconvolta. Il Partito Democratico e i Giovani Democratici esprimono vicinanza e solidarietà agli aquilani lanciando un aiuto concreto di solidarietà.
La raccolta fondi verrà effettuata presso i banchetti del Partito Democratico e si può donare fin da subito sul c/c numero 7338 intestato a: PARTITO DEMOCRATICO della PROVINCIA di VERONA, IBAN: IT46 N051 8811 7340 0000 0007 338, BANCA POPOLARE DI VERONA Causale “RACCOLTA FONDI TERREMOTO ABRUZZO”.
Giandomenico Allegri Coordinatore Partito Democratico Verona
Elisa Cavazza Coordinatrice Generazione Democratica Verona
La raccolta fondi verrà effettuata presso i banchetti del Partito Democratico e si può donare fin da subito sul c/c numero 7338 intestato a: PARTITO DEMOCRATICO della PROVINCIA di VERONA, IBAN: IT46 N051 8811 7340 0000 0007 338, BANCA POPOLARE DI VERONA Causale “RACCOLTA FONDI TERREMOTO ABRUZZO”.
Giandomenico Allegri Coordinatore Partito Democratico Verona
Elisa Cavazza Coordinatrice Generazione Democratica Verona
lunedì 6 aprile 2009
Una straordinaria prova di democrazia: grazie Verona
Domenica sono andati a votare 6638 veronesi in tutti i seggi sparsi per la provincia di Verona.
I voti totali ai singoli candidati sono stati:
Moreno Ferrarini: 1448 (22%)
Sergio Ruzzenente: 2200 (33%)
Diego Zardini: 2990 (45%)
Risulta pertanto eletto Diego Zardini come candidato alla presidenza della provincia di Verona.
UN CALOROSO GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO COLLABORATO ALLA RIUSCITA DELL'EVENTO
Qui sotto i risultati per la nostra circoscrizione:
totale votanti: 365
Ferrarini Ruzzenente Zardini
Saval 31; 27; 56
Borgo Nuovo 2; 22; 39
San Massimo 21; 39; 38
Borgo Milano-stadio 12; 26; 50
Totale 66; 114; 183
I voti totali ai singoli candidati sono stati:
Moreno Ferrarini: 1448 (22%)
Sergio Ruzzenente: 2200 (33%)
Diego Zardini: 2990 (45%)
Risulta pertanto eletto Diego Zardini come candidato alla presidenza della provincia di Verona.
UN CALOROSO GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO COLLABORATO ALLA RIUSCITA DELL'EVENTO
Qui sotto i risultati per la nostra circoscrizione:
totale votanti: 365
Ferrarini Ruzzenente Zardini
Saval 31; 27; 56
Borgo Nuovo 2; 22; 39
San Massimo 21; 39; 38
Borgo Milano-stadio 12; 26; 50
Totale 66; 114; 183
sabato 4 aprile 2009
Sicurezza scuole
Proponiamo di distribuire fuori delle scuole di tutte le circoscrizioni
questo volantino che denuncia
i ritardi e le assenze di questa amministrazione sulla sicurezza nelle scuole.
Lunedì avremo a disposizione un tot di copie che ti faremo arrivare attraverso chi viene all’esecutivo.
I GIOVANI DEMOCRATICI SONO DISPONIBILI A VOLANTINARE MERCOLEDì.
Avessi più urgenza puoi fare già tu delle copie (per le primarie o..).
Emanuele
questo volantino che denuncia
i ritardi e le assenze di questa amministrazione sulla sicurezza nelle scuole.
Lunedì avremo a disposizione un tot di copie che ti faremo arrivare attraverso chi viene all’esecutivo.
I GIOVANI DEMOCRATICI SONO DISPONIBILI A VOLANTINARE MERCOLEDì.
Avessi più urgenza puoi fare già tu delle copie (per le primarie o..).
Emanuele
giovedì 2 aprile 2009
Sicurezza cos'è? (di Paola Lorenzetti)
Prima pagina di “L'Arena”, 1 aprile 2009: “Dopo il crollo del controsoffitto che ha causato l'evacuazione prima e la chiusura poi della scuola materna Contrada Polese..., ora verranno passate ai raggi X tutte le scuole che fanno capo al Comune e alle circoscrizioni...... Una decisione partita dal Sindaco di Verona...” Era ora! Gli edifici scolastici sono tutti piuttosto datati, questo lo si sapeva da tempo. Mi chiedo perchè un'amministrazione comunale che ha fondato la sua campagna elettorale sul tema della sicurezza non se ne sia accorta prima! E' ora di urlare che la sicurezza dei nostri figli viene prima di tutto: anche se i controsoffitti sono leggeri, sulla testa di un bambino di tre anni fanno sempre male! Quante scuole corrono lo stesso rischio? Durante la passata amministrazione di centro-sinistra, sindaco Paolo Zanotto, vennero effettuati lavori in ben 65 edifici scolastici, fra materne, primarie e medie, e 6 erano i progetti in fase di avvio: usare i fondi per sistemare le scuole, questo significa cercare la sicurezza per i nostri ragazzi, anche se la notizia non fa scalpore. Quante scuole ha sistemato questa amministrazione? Solo adesso si parte in quarta per rimediare ai problemi? Sempre per parlare di sicurezza, c'è da segnalare alla popolazione cittadina che la Commissione europea sulle problematiche ambientali ha deciso di avviare una procedura di infrazione dei valori limite per le particelle PM10 registrate a Verona: vale a dire che nella nostra città si respira un'aria pessima, estremamente inquinata, nociva alla salute dei cittadini: causa malattie respiratorie anche di estrema gravità. Sempre per fare un confronto con l'amministrazione precedente, c'è da notare che il sindaco Zanotto si era preoccupato di fornire alla popolazione molti mezzi pubblici ecologici, di costruire piste ciclabili, di fermare il traffico per molte domeniche. Adesso che la situazione è più grave, c'è la stessa attenzione al problema? Quante domeniche abbiamo visto il traffico fermo? Quante ciclabili sono state costruite? Bisognerebbe dedicare più attenzione alla salute pubblica da parte delle nostre autorità!
Sicurezza! La parola d'ordine con cui il centro destra ha vinto le elezioni. A Verona da poco tempo a questa parte gli episodi violenti si sono moltiplicati: omicidio Tommasoli, aggressione in un garage al Saval, tentato stupro in pieno giorno al Raggio di Sole, aggressione alle Poste: siamo proprio sicuri di stare meglio? Pensiamoci!
Sicurezza! La parola d'ordine con cui il centro destra ha vinto le elezioni. A Verona da poco tempo a questa parte gli episodi violenti si sono moltiplicati: omicidio Tommasoli, aggressione in un garage al Saval, tentato stupro in pieno giorno al Raggio di Sole, aggressione alle Poste: siamo proprio sicuri di stare meglio? Pensiamoci!
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