I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

martedì 30 marzo 2010

Considerazioni generali sul voto (di Federico Benini)

Dopo parecchie settimane di dura campagna elettorale è finita. E il risultato è al di sotto delle aspettative. Aver perso Lazio e Piemonte, seppur di poco è un dato che lascia riflettere. Il centrodestra tiene e il PD non sfonda. Accanto al crollo del PDL con percentuali imbarazzanti rispetto allo scorso anno (veneto -5%, puglia -13%, piemonte -7%, marche -12%, basilicata -14%) si assiste alla crescita della lega che ogni anno mostra performance sempre più importanti. Non è un caso se tutti i sabato, da gennaio a dicembre la lega è sempre al banchetto dello stadio! E' un partito fortemente radicato nel territorio. E qui veniamo a noi, al PD e al Veneto, una delle poche regioni dove il PD non è migliorato rispetto allo scorso anno. 20,3% l'anno scorso e stessa percentuale quest'anno. A Verona città siamo passati dal 22,5 al 22,2 di quest'anno. Non voglio parlare dei motivi di questo deludente risultato, di cui avremo modo di riflettere al prossimo incontro di circolo, ma preferirei fare il punto della situazione per quanto riguarda l'attività nella nostra circoscrizione. Si è appena detto che la Lega sfonda, perchè è radicata nel territorio. Ebbene, credo che questo debba essere il nostro obiettivo e l'attività del circolo svolta negli ultimi mesi mi sembra sia andata in questa direzione ponendo al centro ogni singolo quartiere: Saval, con la raccolta firme per il centro anziani, Borgo Nuovo con le case dell'Ater, quartiere Catena per i problemi di parcheggio e per le conseguenze sull'ospedale (dal 2 al 16 aprile manifesti in tutta la città), San Massimo per il centro anziani Don Caporali, Basson per il tracciato del traforo, Chievo per la raccolta firme per la sistemazione del parco di villa Pullè e per bloccare la permuta del parcheggio di via Puglie (risultato ottenuto). All'appello mancano Stadio e Borgo Milano che saranno interessati con la nostra futura discussione sul parco della Spianà. Siamo riusciti ad essere sempre presenti al mercato allo stadio, dove a settembre si svolgerà la nostra festa. E' una strategia di lungo periodo, ma per essere ancora più incisiva occorre una maggior partecipazione di tutti all'attività del circolo, solo così riusciremo davvero ad essere competitivi alle prossime comunali.
Federico Benini.

sabato 27 marzo 2010

Aggiornamenti attività in consiglio comunale (di Carla Padovani)

Nel consiglio del 18 marzo è stata esaminata una delibera per una consulenza da dare ad un esperto sui pannelli fotovoltaici, in tale occasione è stato accolto dall'amministrazione un mio ordine del giorno, sottoscritto dai colleghi consiglieri del PD, che recitava:" Considerato che l'uso delle energie alternative è destinato ad uno sviluppo in continua crescita ed evoluzione, considerato l'interesse dell'amministrazione per l'incremento di questo settore, il consiglio Comunale invita l'amministrazione ad attivarsi per formare un gruppo di lavoro sull'uso delle energie rinnovabili, composto da personale comunale da specializzare con adeguati corsi di formazione ed aggiornamento, in modo da valorizzare le risorse disponibili all'interno del Comune".In altre parole invece di spendere soldi per consulenze esterne sarebbe opportuno investire risorse per formare personale interno del comune.


Il consiglio del 25 marzo riguardava la filotranvia. Ho presentato un ordine del giorno, sottoscritto dai consiglieri del PD, che è stato accolto come raccomandazione dall'assessore Corsi, di valutare l'opportunità in un futuro di prolungare la filotranvia , se possibile lungo Corso Milano, fino all'altezza di Croce Bianca. Sarebbe molto importante che venisse prolungata , per ora si ferma allo Stadio, in quanto, come ho detto in consiglio comunale, la 3^ circoscrizione è molto popolosa. Altri emendamenti da noi presentati che riguardavano l'uso del metano per il tratto di filovia che prevede l'uso di motore termico, come pure l'utilizzo di corsie preferenziali o dedicate, sono stati respinti.

venerdì 26 marzo 2010

Il mega spot di Tosi allo Stadio

Stadio, scatta il maxi blitz contro lo spaccio (da L'Arena)


Il blitz in zona Stadio ieri è stato plateale: elicottero dei carabinieri, decine e decine di agenti di polizia locale e militari. Auto con i lampeggianti accesi in strada, radioline che gracchiavano da una parte all’altra. Unità cinofile che entravano ed uscivano da un posto all’altro. Qualcuno potrebbe ipotizzare che questo blitz sia stato anche anche strumentale se si considera che tra due giorni si vota, e che il sindaco Flavio Tosi, ieri ha fatto una comparsata qui.
Ma questo blitz ha origine lontana: è da gennaio che carabinieri e polizia locale stanno seguendo indagini, stanno facendo appostamenti nella zona per arrivare a smascherare alcuni spacciatori di droga che con la complicità di alcuni gestori di locali, vendevano stupefacente indisturbati.
Le telefonate dei residenti, le segnalazioni erano arrivate a decine sia ai carabinieri che alla polizia locale. E che l’esasperazione fosse ormai alle stelle l’hanno dimostrato gli applausi di alcune mamme arrivate in via Albere con i bambini per mano: «Bravi! Braviiiii! portateli via tutti», hanno urlato agli uomini in divisa, per ringraziarli di questo blitz cominciato attorno alle 16 con il sorvolo dell’elicottero che dall’altro doveva segnalare a chi stava a terra eventuali fughe.

Chi per tutti questi mesi ha indagato, è rimasto appostato sui balconi e dietro le finestre di alcuni residenti che hanno dato ampia disponibilità e hanno saputo mantenere la bocca chiusa, ha aspettato che venissero emessi i provvedimenti. E i provvedimenti sono arrivati in questi giorni.
Mallopponi di immagini registrate di foto scattate e anche di verbali di arresto, perchè da gennaio a oggi, in quest’area di città sono stati arrestati per spaccio e per immigrazione clandestina una quindicina di persone, sono state depositate dal giudice che ha coordinato le indagini. Ieri pomeriggio le forze dell’ordine hanno chiuso per sette giorni (intanto) quattro tra bar e punti scommesse.
Si tratta del bar Le Torri e del punto Snai di via Albere 27 e 27/d, del bar Champagne di via Sansovino 3/b e del bar Admiral di via Longhena 4/b. I gestori non avrebbero denunciato gli spacciatori che vendevano nei loro locali. Non è stato semplice arrivare agli arresti degli spacciatori perchè, come hanno sottolineato il maggiore dei carabinieri Filippo Melchiorre e il comandante della polizia locale Luigi Altamura che hanno seguito le operazioni, si sono trovati davanti persone molto sgamate, le stesse che avevano già avuto modo di «conoscere» per la loro attività alle ex Cartiere. Si tratta di persone che sono abituate a muoversi, che cambiavano auto per non farsi individuare, alcuni di loro erano già stati in carcere più volte. Il questore Vincenzo Stingone, che ha messo i provvedimenti, nel rivolgere vivo apprezzamento alla stragrande maggioranza dei titolari degli esercizi pubblici per la corretta gestione delle attività, rinnova l'invito agli esercenti: «Perchè prestino maggiore attenzione e segnalino alle forze dell'ordine quelle situazioni di pregiudizio, onde evitare situazioni di pericolosità sociale che possono portare ad eventuali provvedimenti sanzionatori». Stamattina ci sarà una conferenza stampa congiunta per illustrare nel dettaglio i metodi di indagine.
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Che dire? Ottimismo perfetto! Ancora una volta, pur apprezzando il lavoro della polizia locale, notiamo come i veronesi vengano presi in giro da elicotteri e effetti fantascientifici a due giorni dalle elezioni.

mercoledì 24 marzo 2010

Possiamo vincere!


L'appello al voto e l'attualità politica sono stati i principali argomenti trattati dalla trasmissione “8 e mezzo” su La7, dove Pier Luigi Bersani e il ministro Sacconi, ad una settimana dal voto, si sono “affrontati” evidenziando notevoli differenze nel modo di concepire il bene dell'Italia. La trasmissione, condotta da Lilli Gruber, è stata introdotta da un primo commento sulle dichiarazioni del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco che esprimeva la posizione della Chiesa sull'aborto. Un appello molto forte con cui Bagnasco ribadiva l'intransigenza clericale anti-abortista nel seggio elettorale.

Una provocazione nei confronti dei due candidati del centrosinistra, Mercedes Bresso in Piemonte e Emma Bonino nel Lazio? "Non penso che dai vescovi sia arrivato un appello elettorale, ma i vescovi hanno ribadito le loro posizioni che vanno rispettate, anche se non sono condivise" ha risposto Bersani puntualizzando come non intravedesse nessuna lettura in chiave elettoralistica nelle parole del cardinale Bagnasco. Quindi nessuna scelta contro le due candidate ma la conferma di una posizione tradizionale e ben radicata nella cultura cattolica.

"Hanno sottolineato un grande tema sociale aperto, hanno ribadito posizioni sul tema antropologico, sul quale siamo pensosi anche noi, e ribadito una posizione tradizionale della Chiesa sull'aborto”. “I vescovi – ha chiarito Bersani - hanno sottolineato grandi temi sociali, oltre alla posizione tradizionale sull'aborto. Il punto in discussione è semmai la Ru486, la pillola del giorno dopo. Io penso che la 194 abbia fatto diminuire del 40% gli aborti ed è una legge che ispira tecniche meno intrusive. Prima della 194 c'era una enormità di sofferenze e di aborti e poi va detto che il Parlamento non fa il dottore”.

Elezioni, nuovo referendum pro e contro Berlusconi. Queste prossime elezioni regionali sono state impostate dal premier come l'ennesimo referendum pro o contro Berlusconi. Il paradosso è che non si giudica l'operato del governo e della maggioranza ma semplicemente la persona Berlusconi. Una triste ricorrenza che avviene sempre in concomitanza del turno elettorale. “Vedo Berlusconi piuttosto nervoso", ha dichiarato il segretario del Pd. "Ne ha ragione, perché l'aria che tira è buona per noi”.

Non è possibile seguire tutte le esternazioni del premier e il suo modo prepotente di attaccare le istituzioni e i giudici. Il compito del Pd è sì, quello di opporsi a questo modo di fare politica ma offrire una vera alternativa. “Stiamo assistendo alla solita campagna elettorale: Berlusconi sì o no, il male o il bene, i giudici... E' chiaro che Berlusconi non riesce a dire qualcosa di significativo sul futuro e questo tocca a noi. Per questo io un po' rispondo a Berlusconi un po' gli lascio dire. Non possiamo sempre correre intorno a lui e ai suoi problemi perché l'Italia ha ben altri problemi” ha ribadito Bersani.

Lega e Idv “ruba voti” di Pdl e Pd? Bersani è convinto che ci sia un'evidente inversione di tendenza. Negli ultimi anni Berlusconi, oltre alle tante promesse non ha prodotto “niente di meglio per questo Paese”. E in questo gioco delle parti, il ruolo da protagonista è sempre spettato alla Lega. “La Lega regge Berlusconi tutta la settimana per poi fare la parte del federalismo il fine settimana. Un federalismo delle chiacchiere” e poco più.

“Penso che in Piemonte vince il centrosinistra. La Lega in buona salute ma a danno loro e non nostro” ha pronosticato Bersani per le prossime elezioni regionali. “Non si possono fare
due parti in commedia. Penso al giuramento dei governatori sabato alla festa del Pdl e al fatto che la Lega era nata come partito della moralizzazione. Come sono finiti!”. Quello che è certo è che la Lega ”non prende un voto dallo schieramento del centrosinistra. Questa storia che la Lega è un partito popolare e noi siamo il partito dei salotti non sta in piedi. Noi siamo un partito popolare e chi non se ne è accorto se ne accorgerà”.

Una situazione diversa da quella legata alla coalizione del centrosinistra e all'alleanza Pd-Idv. “E' in corso un'inversione di tendenza rispetto alle politiche e anche alle europee, e le forze di opposizione ne possono usufruire. Questa volta noi non vogliamo mandare a casa il governo ma inviare una letterina piuttosto brusca per dire che le cose non vanno. A quel punto, ci mettiamo a lavorare di buona lena per costruire l'alternativa a questo governo”.

Informazione e talk-show. Un'ultima battuta è stata dedicata all'anomalia italiana di censura delle principali trasmissioni televisive di informazione politica, una decisione sui generis, bocciata anche dal Tar. Per Bersani le motivazioni sull'iniquità della legge sulla par condicio non servono a spiegare l'atteggiamento presuntuoso del governo e la sua voglia di chiusura.”Penso che questo stop ai talk-show sia servito anche a far prevalere questa settimana una comunicazione deformata. Noi combattiamo contro questi oscuramenti ma non ci facciamo intimidire né preoccupare più di tanto, perché gli italiani capiscono e poi non so quanti vantaggi provengano a Berlusconi dal chiudere la bocca a Santoro e a Floris”.

sabato 13 marzo 2010

Berlusconi e le leggi ad personam


Dichiarazioni di Pietro Ichino, Federico Testa e Franco Bonfante
Ieri il Senato ha approvato il ddl sul legittimo impedimento avvalendosi di due voti di fiducia. Il provvedimento diventerà legge dopo la firma del Presidente della Repubblica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Con tale normativa gli impegni istituzionali del Presidente del Consiglio e dei Ministri si trasformano in legittimo impedimento.
Per Berlusconi rappresenta una nuova condizione per non essere processato e, quindi, a differenza di tutti i normali cittadini la legge lo sottrae ad affrontare di fronte ai giudici i suoi problemi di carattere personale che hanno rilevanza per la giustizia.
Con questa norma si allunga l’elenco dei provvedimenti legislativi ad personam approvate dal 2001 dal centro destra che favoriscono le attività economiche e le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi.
“L’espressione “legge ad personam”, dichiara il senatore Pietro Ichino, è una contraddizione: la legge, per sua natura, pone una norma di carattere generale. A ben vedere quando si emana una legge per risolvere un caso singolo, si abusa del potere legislativo, si compie un atto incostituzionale. Se poi il caso singolo risolto vede coinvolto il legislatore stesso, allora si ricade nell’interesse privato in atti d’ufficio”.
“Il Governo Berlusconi e la maggioranza di centro-destra, conclude Pietro Ichino, agiscono invece sistematicamente sulla base della convinzione che la legge possa essere utilizzata per risolvere anche i casi singoli. Questa è una concezione della legge profondamente sbagliata, incostituzionale”.
Il Parlamento dall’inizio dell’anno è tutto impegnato a trattare gli argomenti che più interessano Berlusconi e rimandare i problemi urgenti del paese. Oltre al problema dell’eventuale incostituzionalità dei temi imposti al Parlamento vi è l’urgenza di affrontare i problemi economici e del lavoro del paese.
“La situazione economica del Paese e le difficoltà sempre più ardue che si trovano ad affrontare le imprese, dichiara Federico Testa parlamentare del PD, specie di piccola dimensione, ed i lavoratori, imporrebbero al Governo di dare priorità a questi temi, invece di concentrare le sue energie sulle problematiche giudiziarie personali del premier”. “Manca infatti una strategia, conclude Federico Testa, in tema di politica industriale, che affronti le drammatiche contingenze ma abbia anche la capacità di guardare alle prospettive più di lungo periodo in tema di sopravvivenza del tessuto industriale nel nostro Paese, a fronte di rilevanti rischi di nuova delocalizzazione”.
Franco Bonfante, candidato del PD al consiglio regionale del Veneto, dichiara che” in un momento di grande emergenza per il lavoro e per la creazione di ricchezza in Italia il Governo Berlusconi si occupa esclusivamente di provvedimenti ad personam, bloccando il Parlamento sul processo breve, legittimo impedimento e decreto salva-liste. L’invito dell’Ocse a ridurre la tassazione ed il cuneo fiscale sui redditi da lavoro e a non ricorrere ai condoni, posizione sostenuta dal Partito Democratico con priorità al problema del lavoro, non è stato mai accolto”.
Per lo scarso interesse del Governo e di Berlusconi rispetto ai problemi del paese gli elettori democratici di destra e di sinistra dovrebbero assumere un comportamento responsabile per difendere i valori della costituzione e portare al centro del dibattito i problemi sociali ed economici del paese attraverso un voto a favore del Partito Democratico. I cittadini devono reagire a queste provocazioni del Governo che esprime un impegno pieno verso le difficoltà di Berlusconi ed un disinteresse verso i problemi di sopravvivenza dei ceti più deboli e delle piccole e micro imprese.
Si indicano di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 (elenco pubblicato da Repubblica il 23 novembre del 2009) ad oggi dai governi di centrodestra, compresa la Lega, che hanno prodotto benefici per Berlusconi e le sue società.
"1 Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l'utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo "Sme-Ariosto 1" (corruzione in atti giudiziari).
2 Legge n. 383/2001 (cosiddetta "Tremonti bis"). Abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell'Ulivo l'aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).
3 Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato" nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2".
4 Legge 248/2002 (cosiddetta "legge Cirami sul legittimo sospetto"). Introduce il "legittimo sospetto" sull'imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo ("In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell'imputato, rimette il processo ad altro giudice"). La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.
5 Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto "decreto salva-calcio"). Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.
6 Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset.
7 Legge n.140/2003 (cosiddetto "Lodo Schifani"). E' il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi. Introduce il divieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.
8 Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto "Decreto-salva Rete 4"). Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
9 Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell'incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo "Mhp". La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.
10 Legge 112/2004 (cosiddetta "Legge Gasparri"). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: "Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti".
11 Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.
12 Legge n. 251/2005 (cosiddetta "ex Cirielli"). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset".
13 Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
14 Legge 46/2006 (cosiddetta "legge Pecorella"). Introduce l'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
15 Legge n.124/2008 (cosiddetto "lodo Alfano"). Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani". Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell'avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta, sentenza n. 262 del 2009, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
16 Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l'IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset.
17 Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.
18 Disegno di legge sul "processo breve". Per l'imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset".
Oltre ai provvedimenti sopra elencati bisogna aggiungere:
- 19 Lo scudo fiscale (Repubblica del 23/11/2009); - 20 Il decreto salva-liste; - 21 Le legge sul legittimo impedimento.
Si può continuare a gestire lo Stato in questo modo per interessi personali? Si possono votare le forze politiche di centro destra, Pdl e Lega, che hanno approvato tali provvedimenti che privilegiano Berlusconi? Credo di no e per tale motivo è necessario cambiare e votare Partito Democratico alle prossime elezioni regionali. Berlusconi deve capire con il voto degli elettori che non può gestire lo Stato come se fosse casa sua. In questa vicenda che dura dal 2001 la Lega ha grosse responsabilità in quanto in periferia sostiene alcune cose che affascinano gli elettori ed a Roma approva disposizioni contrapposte agli interessi del paese e delle regioni del Nord.

Antonino Leone

mercoledì 10 marzo 2010

Giudicare al primo sguardo (di Claudia Guarnati)


Integrare o espatriare? Questo è il dilemma. Nessuno ha ragione e nessuno ha torto. Non sappiamo cosa farcene di tutti questi clandestini e, anche ragionandoci per mesi, non siamo ancora giunti a una conclusione. Nell’articolo di C. Tylor in “La politica del riconoscimento”, si trovano però alcune parole-chiave interessanti: “imposizioni di certe culture su altre”, “presunzione di superiorità”, “passato coloniale”, “marginalizzare i segmenti della popolazione provenienti da altre culture”: poche parole, tante verità. Noi Europei (quelli antichi, ancora chiusi al Baltico) ci crediamo i migliori, insieme all’America, tra antiche colonizzazioni, guerre mondiali e G8: quando abbiamo deciso di essere troppo maturi, o simili, per lottare fra di noi, siamo andati alla ricerca di un altro nemico con cui giocare a “chi si arrende per primo”. Abbiamo trovato un degno avversario in Medio-Oriente, anzi, due: Iran e Iraq. Senza parlare del conflitto tra Palestinesi e Israeliani, dove, noi potenze economiche e super avanzate socialmente e politicamente, ci divertiamo a mettere lo zampino, rischiando attacchi terroristici non leggeri da parte di quei burloni che si divertivano anche giocando da soli (giusto per pubblicizzare, un film d’animazione spiega egregiamente com’era la situazione: Persepolis). Non sarebbe corretto ignorarli, perché, anche volendo, la globalizzazione ce lo impedisce, potendoli spiare minuto per minuto; ma non è fantastico neanche inviare in quei paesi carne da macello sotto forma di soldati. Abbiamo passato secoli a discriminarci tra Inglesi e Francesi, Italiani e Tedeschi: ancora oggi sopravvivono i luoghi comuni. Che l’Asia stia passando il suo Medio Evo? L’unica certezza è che il dialogo è più raro dei kamikaze e non si può continuare così. Magari, invece di ragionare come ultracentennali combattenti di crociate e difensori dell’identità nazionale, potremmo cercare di osservare il loro ragionamento e aiutarli a risolvere la situazione alla loro maniera, ma impegnandoci per evitare inutili spargimenti di sangue.
Tutti gli immigrati di un Paese chiedono aiuto, fra le righe, a rendere la loro patria un posto migliore: basti ricordare che l’Italia è stata abbandonata da chiunque potesse nel periodo del “Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar”. Ora siamo noi la terra di splendore che gli emigranti sognano, eppure ci lamentiamo, vedendo solo i lati negativi: abituati alla bella vita di questi anni tecnologici, non ci rendiamo conto che i clandestini sanno cosa vuol dire soffrire la fame nel 2010 e immaginano la nostra patria contenta e felice, tra pizza e premier spiritosi, scegliendola come (pen)isola di salvezza. Ma la tesi più accreditata e plausibile è la più vicina alla realtà: siamo uno fra i Paesi più vicini agli Stati litigiosi e ingarbugliati; non godiamo di ottime frontiere, così come di un buon sistema giudiziario: si vocifera che i Romeni stupratori e denunciati, non si presentano davanti alla corte perché “Fra due settimane libero di nuovo sarò!” e si dà il via all’odio, poiché un elemento rappresenta l’intera stirpe: infatti noi italiani siamo tutti mafiosi.
Il rispetto è una cosa importante che ci manca, e questo episodio ne è la prova. Francesco Merlo, nel Corriere della Sera del 20 novembre 2001, sosteneva che “I nostri simboli religiosi non sono più armati e, per molti di noi, non parlano più di religione”. Forse dovremmo imparare da quegli alieni che fanno cinque preghiere al giorno cosa significa essere devoti e credere. L’articolo continua: ”Siamo pronti ad ospitare le diversità delle fedi, ma senza rinunciare alla nostra identità.” Forse nove anni fa eravamo più portati a tutto ciò: oggi cerchiamo solo “il meno peggio”. I genitori spaventati da figli che rischiano di non crescere xenofobi, vivendo fin dalle elementari in classi multiculturali; gli adolescenti che si picchiano fra italianissimi metallari e truzzi, figuriamoci gli “amanti del Fascio” cosa combinano ai “colorati” (altro che lavare a 40°!); gli adulti predicano bene e sono i primi a non ascoltarsi. Gli anziani? Semplice, loro se ne stanno comodi sulle loro poltrone a guardarci e ridono delle nostre vanità, perché, quando loro avevano i nostri anni sulle spalle, si era in guerra e “la gente si manciava la terra per riempire la pancia, si manciava le unghie”, come ricorda la nonna a Marianna Ucrìa nel libro sulla sua vita. Noi famiglie d’oggi abbiamo telefonini, televisioni e computer personali, però ci lamentiamo di chi scappa nella nostra città per cercare un futuro migliore per il proprio figlio. Cosa ci può rubare questo poveretto, africano o asiatico che sia? Un vergognoso lavoro opprimente e una confezione di biscotti sullo scaffale del supermercato. Ciònonostante noi proseguiamo ugualmente nel linciaggio.
Così passiamo da un estremismo all’altro: da quel manifesto politico che reca l’immagine di un indiano d’America con la scritta “Ora loro vivono nelle riserve”, a un gruppo musicale spagnolo, sconosciuto ai più ma famoso tra i giovani, che recita come slogan “Rompiamo l’utopia/smettiamo di sognare/arriva la mescolanza, convivere in collettività!/Griderò che brucino le bandiere/per la fraternità/che cada il patriottismo e l’ostilità razziale/cultura popolare”. Non ho mai capito perché l’Italia si debba sempre dividere categoricamente tra favorevoli e contrari, per litigare e non trovare mai una soluzione in tempo e duratura. Sono però convinta non sia completamente colpa del Parlamento.

lunedì 8 marzo 2010

Decreto salva liste (di Antonino Leone)

Tanta arroganza e scarso senso delle Istituzioni da parte di Berlusconi e della maggioranza
Il decreto salva-liste rappresenta una pagina nera per la storia repubblicana in quanto non si era mai verificato che un Governo approvasse un decreto in materia elettorale che privilegia la propria maggioranza.
Con Berlusconi, il quale non ha limiti alla propria arroganza e senso delle istituzioni, abbiamo assistito ad un proliferarsi di provvedimenti ad personam finalizzati a salvaguardare la propria persona dai processi che lo attendono ed a garantire la propria parte politica.
Il decreto salva-liste è l’ultima testimonianza grave che modifica le regole nel corso delle elezioni regionali.
I punti deboli del decreto sono tanti e tra questi si indicano:
- Il Governo non ha poteri in materia elettorale;
- Il decreto non è solo interpretativo ma anche innovativo nelle parti in cui deroga alle regole circa la presentazione delle liste;
- Il decreto è parziale in quanto si interessa esclusivamente delle elezioni in Lazio ed in Lombardia dove le liste del PDL hanno incontrato problemi di regolarità dovuti esclusivamente ai presentatori delle liste e non alle regole; Il decreto è politico poiché affronta e risolve solo i problemi di una parte politica (Pdl);
- Il decreto mette a dura prova l’equilibrio delle istituzioni ed approfitta del senso di responsabilità delle istituzioni chiamate a concorrere con poteri specifici, i quali non entrano nel merito del provvedimento, all’emanazione del decreto.
I motivi di dissenso sono spiegati in modo chiaro da Pietro Ichino, il quale dichiara:
“Plauso per un atto di saggezza compiuto in solitudine da un grande Presidente (ma non è affatto solo: ha dalla sua il 90% degli italiani): un atto - si osservi bene - che non significa approvazione del contenuto del decreto.
Sollievo per due rischi evitati: quello di una gravissima crisi istituzionale e quello della perdita di senso delle elezioni nelle due regioni più importanti.
Riprovazione per l’arroganza del Pdl, che considera questo decreto come un proprio diritto, non riconosce i propri errori e non ne chiede scusa al Paese”.
Per approfondire l’argomento si indicano le seguenti interviste:
- Intervista a Valerio Onida;
- Intervista a Gustavo Zagrebelsky;
Inoltre si ritiene interessante la valutazione di Giuseppe De Santis, fondatore del gruppo su Facebook “Rispetto delle regole e trionfo della verità”.
I partiti dell’opposizione ed il popolo viola hanno organizzato in tutta Italia delle manifestazioni di contestazione al decreto salva-liste e per il giorno 13 marzo è prevista una grande manifestazione a Roma.
A Verona il PD ha organizzato un incontro per oggi a piazza dei Signori alle ore 17,30 per manifestare contro il decreto.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi per quanto dobbiamo continuare ad assumere posizioni di responsabilità di fronte all’arroganza di Berlusconi e della sua maggioranza?
Da questa situazione di difficoltà stabile si può uscire democraticamente solo se gli elettori democratici di destra e di sinistra prenderanno coscienza e nelle prossime elezioni regionali voteranno responsabilmente per il centro-sinistra. Un voto per la Democrazia. Non vi sono altre alternative per riaffermare i valori fondanti della Costituzione.
Si fa presente che il decreto salva-liste ha fatto dimenticare alla stampa di continuare a trattare altri problemi gravi: - Gli avvenimenti mafiosi in Calabria; Gli scandali collegati alla gestione della Protezione civile; I processi a Berlusconi. In questo modo si fa il gioco di Berlusconi.

Antonino Leone

sabato 6 marzo 2010

LA NUOVA PORCATA

FINI: “Così com’è il PDL non mi piace”

BOSSI: “Dilettanti allo sbaraglio”

ROTONDI: “Sono stufo di questa banda di incapaci”

MARONI: “Un decreto legge è impossibile”

………………………………………… ….TO BE CONTINUED………

ma per fortuna PAPI SILVIO C’E’!!!!!!!!!!!!!

Ecco pronto l’ennesimo condono, questa volta addirittura sulle elezioni in corso!!!
TUTTI GLI ALTRI, anche i più piccoli partiti, hanno presentato le liste in modo regolare e in tempo.

LORO NO. Di nuovo, il governo dei privilegi, dei condoni e degli “amici degli amici”!

POSSIAMO AFFIDARGLI IL GOVERNO DELLE REGIONI???
NOI DICIAMO DI NO!!!
MANDIAMOLI A CASA. GLI FARA’ BENE. E SOPRATTUTTO FARA’ BENE AL PAESE!

venerdì 5 marzo 2010

Quartiere Stadio: così non va (comunicato stampa)


I residenti del quartiere Stadio hanno il diritto di essere furiosi con questa amministrazione comunale per il degrado del loro quartiere. Vittima, assieme a Borgo Milano, Borgo Nuovo e Saval di molteplici episodi di teppismo, dalle scuole G. Uberti di Piazza Marinai d’Italia a via Albere.
E’ ora di dire basta!
Sono stati tagliati i fondi alla polizia locale che non riesce più a garantire una sufficiente sicurezza per tutti i cittadini. Dal 2008 al 2009 le spese per la sicurezza sono state ridotte di un milione di euro.
Ricordiamo che il PD della terza circoscrizione ancora un anno si è fortemente lamentato per il degrado allo stadio e ha fatto una campagna di raccolta firme nel quartiere affinchè fossero installati dei bagni chimici in prossimità del Bentegodi per evitare che durante le partite (e non solo) la gente orinasse ovunque. Ma anche qui la parola dei cittadini è stata inascoltata.
Che dire… meno polizia e più sporcizia. E’ questa la politica di questa amministrazione.

Federico Benini

giovedì 4 marzo 2010

Elezioni Regionali e caos liste (di Lorenzo Dalai)

Cari Amici ben ritrovati !

E' un bombardamento di aggiornamenti. Quasi tutti i telegiornali e
radiogiornali iniziano con un servizio sul caos delle firme di
sottoscrizione delle liste.
La confusione nel centrodestra è massima e questo delle firme è solo la
punta dell' iceberg che sotto il pelo dell'acqua è gigantesco.
Ne abbiamo riprova tutti i giorni anche a livello locale: il presidente
della Provincia Miozzi si deve ripetutamente scusare di alcune sue
dichiarazioni, altrimenti la Lega mette in crisi la Giunta; l'Assessore
Regionale Giorgetti rilascia dichiarazioni in aperto contrasto con le
posizioni della Giunta Tosi; anche la apparentemente granitica
maggioranza che sostiene Tosi a Palazzo Barbieri scricchiola
vistosamente per l'affare Benetti, e avanti ancora....Puri giochi di
potere per arrivare ad accontetare la propria fazione a discapito di
altre; una guerra di bande all'interno della coalizione di destra.
Noi, invece, abbiamo la fortuna di avere un ottimo candidato Presidente
di Regione, conosciuto ed apprezzato, sostenuto da una coalizione ampia
e compatta, dove non ci sono sbavature. Un candidato sicuramente capace
di attrarre consensi anche da aree non propriamente "nostre", portando
quello che si definisce "Valore aggiunto". Dall'altra parte una specie
di gigolò imbrillantinato che, da ministro, approva il nucleare, da
candidato Presidente dice: no, nel Veneto non si possono costruire
centrali nucleari! Mah!

Sulla questione firme è presto detto tutto, si tratta sempre di coerenza
e di onestà. Personalmente ho convalidato le firme di sottoscrizione di
una lista, sono stato con loro dall'inizio di gennaio (un mese ben
freddo) tutti i sabati e loro hanno preparato per tempo tutta la
documentazione, così potranno competere regolarmente. Allora questi,
compreso il sottoscritto, sono stupidi a far le cose per benino?
Dobbiamo trovare la modalità per far partecipare alla competizione
elettorale anche gli incapaci ( e disonesti) o solo chi rispetta le
regole? E se fosse stata esclusa qualcuna di queste "liste minori"
qualcuno si sarebbe indignato?
Comunque sono problemi di Giustizia, noi dobbiamo invece, forti della
nostra rettitudine, cercare il più ampio consenso possibile, soprattutto
tra gli astensionisti, i disillusi, i nostri amici di un tempo che forse
adesso hanno capito qual è la reale sostanza della destra.

Allora è il momento di chiamare chi non sentiamo da tempo, parlare con i
colleghi di lavoro, gli amici, i conoscenti, i vicini di casa,
dicendogli che è ora!
Diciamogli pure che in questa tornata elettorale possiamo scrivere il
nome di chi vogliamo come nostro rappresentante in Regione. Scrivere la
preferenza....ce ne eravamo quasi dimenticati.
Cerchiamo di non disperderci troppo, puntiamo su chi può attrarre
consensi anche in quegli strati di elettorato che citavo più sopra, ma
cercando in ogni caso di portare un voto in più al Partito Democratico!
Sono convinto che se TUTTI ci impegneremo al massimo potremo il 30 marzo
festeggiare un evento, fino a pochi giorni or sono, insperabile!

Lorenzo Dalai

Il quartiere fa quadrato sul centro Don Caporali (da L'Arena)


C'è l'impegno comune di aprire un confronto per trovare una soluzione per lo stabile che per 20 anni ha ospitato il Centro per anziani «Don Caporali» a San Massimo. È stato chiuso da qualche mese perché non idoneo agli standard della legge regionale. Si sono trovati d'accordo l'assessore alle politiche sociali del Comune Stefano Bertacco, il direttore dei servizi sociali dell'Ulss 20 Angelo de Cristan e il presidente dell'istituto Assistenza Anziani Ottavio Contolini lunedì scorso nell'assemblea pubblica organizzata dal Circolo Enzo Biagi del Partito democratico. Sono intervenuti anche il Consigliere comunale Carla Padovani e il capogruppo della III circoscrizione Sergio Carollo.
In un clima definito da tutti sereno, i relatori, moderati da Mauro Peroni, sono intervenuti per spiegare le ragioni della chiusura del Centro e valutare le possibili soluzioni in considerazione del legame affettivo che si era stabilito tra il quartiere e il Centro anziani. Le proposte emerse sono due: una casa Famiglia per ricoveri temporanei di anziani non autosufficienti o un Centro Diurno sempre per anziani.
«Il problema non è semplice», ha spiegato l'assessore Bertacco. «Lo stabile ha bisogno di essere ristrutturato e in questo momento né l'Agec, che è il proprietario, né il Comune hanno la disponibilità economica per farlo. Tra poco tempo aprirà in via Anselmi la nuova struttura della Città di Verona con 20 posti per il Centro diurno a disposizione del quartiere. Credo che l'ex centro anziani potrebbe essere trasformato in una casa famiglia come quella di via Taormina che richiede standard più leggeri rispetto a una casa di riposo».
San Massimo in un prossimo futuro potrà contare su 180 posti per anziani così suddivisi: la nuova Città di Verona che avrà a disposizione 120 posti letto per anziani non autosufficienti in cui saranno trasferiti ospiti di altre strutture, 20 posti per il Centro Diurno e 60 posti per ora ipotetici nell'ex seminario.
«In questo momento a Verona non ci sono più posti letto per anziani non autosufficienti», ha detto Contolini. «Si stima un deficit di circa 600 posti. Spesso mi trovo impossibilitato a dare risposte a familiari con situazioni gravi ma la speranza di trovare una soluzione non deve mancare».
«Credo che la struttura di San Massimo», conclude de Cristan, «potrebbe essere trasformata in una casa famiglia, considerato oggi un sevizio poco frequente sul territorio».