I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

domenica 30 maggio 2010

Considerazioni sulla manovra finanziaria (di Antonino Leone e Stefano Scandola)


La manovra economica proposta del Governo prende il via nel momento in cui vengono posti alla nostra attenzione alcuni studi e rapporti:
- Il Sole 24 Ore del 24 maggio calcola una evasione fiscale in Italia di circa 120 miliardi;
- Il rapporto Istat rileva che: - il 15% delle famiglie vive in condizioni di disagio economico; l’aumento della pressione fiscale è salita nel 2009 al 43,2% (la media UE si è attestata nel 2009 al 39,5%) rispetto al 42,9% del 2008; la famiglia svolge una funzione di ammortizzatore sociale rispetto ai giovani che non lavorano e non studiano che ammontano a circa 2 milioni (i nullafacenti nel 1983 erano l’11,8% e nel 2009 sono cresciuti al 28,9%). Rapporto Istat http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100526_01/comunicato.pdf
Occorre tenere presente che l’Italia presenta nel 2009 i seguenti parametri economici:
- Pil – 5,9%;
- Rapporto deficit/Pil pari a 5,3%;
- Rapporto debito/Pil pari a 115,80%;
- La spesa pubblica è aumentata rispetto al 2008 del 3,1% e l’avanzo primario si è azzerato e si è trasformato in un disavanzo primario.
L’ultimo avvenimento è rappresentato dalla relazione di Emma Marcegaglia all’assemblea di Confindustria, la quale giudica positivamente gli interventi della manovra economica improntati al rigore ma nello stesso tempo richiede interventi strutturali sulla spesa pubblica e riforme per avviare lo sviluppo. Pertanto, Confindustria assume una posizione critica nei confronti del Governo e dei contenuti della manovra economica.
In questi due anni di Governo Berlusconi è stata assente una seria e responsabile lotta all’evasione fiscale e contributiva e le norme antievasione introdotte dal Governo Prodi, le quali avevano fatto aumentare il gettito fiscale, sono state abrogate dal Governo Berlusconi.
I condoni e lo scudo fiscale varati dal Governo Berlusconi rappresentano una filosofia sbagliata per combattere l’evasione in quanto favorisce gli evasori ponendoli in una posizione privilegiata rispetto ai contribuenti onesti.
La spesa pubblica in questi ultimi due anni è aumentata ed è fuori controllo. Alcuni interventi effettuati dal Governo, primo fra tutti il salvataggio di Alitalia, hanno aggravato ulteriormente la spesa pubblica e l’indebitamento rispetto al prodotto interno lordo.
La manovra economica è iniqua perché contiene dei tagli lineari ed indiscriminati e colpisce allo stesso modo le persone oneste e gli evasori, gli enti virtuosi e quelli inefficienti. Individuare ed eliminare le spese improduttive, gli sprechi ed i doppioni non conviene perché il Governo intende mantenere i propri consensi elettorali specie nel Sud. Articolo di Luca Ricolfi http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7414&ID_sezione=&sezione=
La eliminazione di tutti gli enti inutili, i quali sono circa mille per un costo di un miliardo di euro, e non soltanto di alcuni avrebbe consentito un risparmio notevole e costante.
Perché il Governo adotta una grande manovra con una pluralità di interventi, i quali in buona parte colpiscono i redditi medio bassi (blocco dei contratti del pubblico impiego, sospensione della riforma Brunetta, tagli per l’università, la scuola e le autonomie locali), quando avrebbe potuto raggiungere l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno finanziario dello Stato con una sana, trasparente e responsabile lotta all’evasione fiscale e contributiva?
Perché in un momento di grave crisi economica e finanziaria, fino adesso sottovalutata da Berlusconi con l’affermazione “la crisi è alle spalle”, la spesa pubblica continua a crescere senza controllo?
Il Governo, non essendosi dotato degli strumenti necessari per contenere la spesa pubblica e per aumentare le entrate dello stato attraverso una efficace lotta all’evasione fiscale, ricorre alla manovra economica di 24 miliardi, la quale non contiene riforme ed interventi strutturali ma provvedimenti per fare cassa, rientrare in alcuni parametri di Maastricht e non subire effetti negativi dai mercati finanziari.
Il sistema Italia è fuori controllo, non funziona con mezzi e capacità proprie, non è flessibile e non è facilmente adattabile con miglioramenti continui alla situazione economica e sociale del paese. Il Governo ricorre ad interventi congiunturali e di facile applicazione che non tengono conto della solidarietà, della equità e delle difficoltà che i ceti più deboli vivono in questo momento di grave crisi economica.
L’unica riforma effettuata dal Governo Berlusconi, la riforma della PA, è stata congelata con il blocco degli stipendi e dei premi incentivanti dei dipendenti pubblici. La cosiddetta legge Brunetta con tutti i suoi aspetti positivi e negativi avrebbe comunque consentito di avviare un percorso di cambiamento nelle PA attraverso l’introduzione della cultura della trasparenza e della valutazione.
Per consentire alla macchina pubblica di fare sistema è necessario realizzare:
1) La trasparenza di tutti i redditi in maniera analoga a quella che già esiste per i redditi da lavoro dipendente per combattere in modo efficace l’evasione fiscale. Ovviamente la trasparenza non deve essere generale ma solo nei confronti del fisco. Vincenzo Visco spiega chiaramente in un articolo come intervenire http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001741.html ;
2) L’introduzione dell’informazione analitica nelle PA consente di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione dello Stato nei diversi settori a cominciare dalla lotta all’evasione fiscale e dal settore della sanità. Un approccio strategico di tipo analitico permette allo Stato di ridurre i costi e migliorare la qualità dei servizi attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Tutto questo può essere realizzato tramite la gestione, l’integrazione e la creazione di nuove banche dati e l’elaborazione dei dati e delle informazioni presenti nel sistema frammentato delle PA (Thomas H. Davenport, Jeanne G. Harris, L’analisi delle informazioni come fonte di vantaggio competitivo, Isedi, 2007). L’obiettivo è quello di rendere trasparenti e tracciabili i redditi e controllare e gestire i dati più costosi della sanità;
3) Il settore pubblico si trova stretto tra le crescenti aspettative dei cittadini ed i vincoli finanziari. Pertanto, si rende necessario valutare il rapporto costo-beneficio degli interventi pubblici al fine di non investire risorse che non creano valore o oltre il limite in cui non viene creato valore aggiunto. Si ritiene fondamentale valutare l’efficacia delle risorse utilizzate per aumentare il valore per il cittadino e considerare nello stesso tempo i risultati e la redditività dell’investimento. Occorre realizzare un equilibrio equo tra il miglioramento della qualità dei servizi al cittadino e la riduzione dei costi. Molto spesso tali valutazioni non vengono effettuate come nel caso del salvataggio di Alitalia e del finanziamento del Ponte dello Stretto di Messina.
Occorre prendere coscienza che nel caso in cui gli interventi statali hanno un respiro corto e non strategico, come l’attuale manovra economica, i problemi vengono risolti al momento e si ripresentano nuovamente con grave danno verso i cittadini onesti che pagano le tasse.

Antonino Leone



Sulla base di queste considerazioni ne esce una Manovra iniqua e raffazzonata. Sono molto chiari i punti su cui intervenire: riguardo il pubblico impiego sono i costi fuori controllo(consulenze,terze parti ecc..)non gli stipendi.
Si dorrebbe intervenire in maniera efficace sull'evasione fiscale (ricordiamo che sono 120 miliardi di euro).Già nei mesi scorsi la Corte dei Conti ha detto dove si doveva intervenire perciò risulta evidente la mancanza di idee di questo Governo che colpisce sempre i soliti deboli.

Credo che queste idee (teglio degli sprechi e lotta seria all'evasione e all'elusione)debbano essere messe in evidenza dal Partito Democratico nelle sedi opportune e se abbiamo chiaro il percorso dobbiamo far valere le nostre posizioni, poichè una Manovra cosi, non risolverà i problemi e manterrà inalterata la stagnazione.

Stefano Scandola

sabato 29 maggio 2010

Parco della Spianà, il polmone verde della città e la morte silenziosa

Qui sotto l'immagine dal satellite del Parco della Spianà, il gigantesco parco delimitato da via San Marco e via Sogare. Attualmente ancora verde, ma ormai quasi in mano completamente ai privati in attesa che i campi possano passare per "zona edificabile". L'unico polmone verde di Verona, il più grande della terza circoscrizione sta subendo la morte silenziosa.




L'immagine qui sotto indica le proprietà del Parco... in rosso quelle comunali, in bianco quelle dei privati.

Diciamo no, facciamo sentire la nostra voce. Riprendiamoci il nostro Polmone. Ai prossimi incontri di circolo le mosse per impedire una nuova cementificazione


venerdì 28 maggio 2010

Gelmini: "non raccontate la verità"


Adamo (Pd) denuncia ''circolari intimidatorie'' del Ministero
Si farebbe "divieto agli insegnanti di informare i genitori sulla situazione finanziaria e di organico delle scuole"



La senatrice Marilena Adamo, del Partito democratico, denuncia che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini proibisce a insegnanti e dirigenti scolasti di informare i genitori sui problemi finanziari e di organico degli istituti. Secondo la parlamentare dell'opposizione infatti, "da giorni nelle scuole italiane ai dirigenti scolastici stanno arrivando circolari intimidatorie che hanno per oggetto il divieto agli insegnanti di informare i genitori della reale situazione finanziaria e di organico delle scuole, di informarli, cioè, di quello che li aspetta il prossimo anno".

"Il ministro Gelmini - spiega Adamo - dovrebbe sapere che se i genitori hanno maturato solo adesso la gravità della situazione, è proprio perché insegnanti e dirigenti scolastici l'anno scorso hanno tamponato finché hanno potuto. Ma adesso, che siamo alla 'canna del gas' in tutta Italia sono inevitabilmente in corso mobilitazioni, feste per raccogliere fondi, denunce, petizioni e raccolte di firme. Il governo, invece di confrontarsi e di risolvere questa situazione, scrive agli insegnanti e ai dirigenti per invitarli a non parlare di queste cose con i genitori, a non dire la verità. Ci manca solo che si torni ai cartelli del ventennio fascista: 'Qui non si parla di politica'".

"Si tratta di fatti gravissimi - conclude la senatrice - che spero non siano riferibili al ministro, ma a qualche burocrate troppo zelante. D'altra parte, tra grembiulino, maestro unico e voto in condotta, ci mancava l'iniziativa sul 1° ottobre come giorno di rientro a scuola. Insomma: avanti verso gli anni Cinquanta. E speriamo di fermarci lì".

giovedì 27 maggio 2010

CRISI ECONOMICA, QUALI PROSPETTIVE PER L’ITALIA?

INCONTRO PUBBLICO



CRISI ECONOMICA,

QUALI PROSPETTIVE PER L’ITALIA?

Le proposte del Partito Democratico



Lunedì 31 maggio 20010 – ore 20.45

Sala Civica via Tevere 38 Golosine

Verona





Modera:

Andrea Della Chiesa

Vice Segretario PD 4^ Circoscrizione



Relatori:

Giampaolo Fogliardi

Comm. Economia e Finanze Camera dei Deputati

Federico Testa

Comm. Attività Produttive



Conclusioni:

Fabio Segattini

Consigliere comunale PD





LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE

mercoledì 26 maggio 2010

Firme referendum traforo (7.500 firme entro fine giugno)

Giovedì, 27 Maggio
10:30 piazza bra
16:00 2 piazza bra

Venerdì, 28 Maggio
10:30 piazza bra
10.30 mercato saval
13:30 1 piazza bra
21:00 AVESA festa della comunità
21:00 GAS la Coccinella via Monte Ortigara

Sabato, 29 Maggio
09:00 Case Rossi Saval
10:30 piazza erbe
10:30 mercato stadio
14:00 piazza erbe
20:30 AVESA festa della comunità

Domenica, 30 Maggio
10:00 chiesa parona
10:00 chiesa quinzano
10:30 piazza erbe
13:30 piazza erbe
13:30 giro d'italia
21:00 AVESA festa della comunità

martedì 25 maggio 2010

Norme attuative per i congressi provinciali, comunali e di circolo

Art. 1 - I congressi provinciali, comunali (a sensi dell’art.5 dello Statuto PD Veneto) e di Circolo

I Congressi provinciali, comunali e di circolo, che si svolgono successivamente all’Assemblea nazionale del 21 e 22 maggio 2010, devono tenersi entro e non oltre il 31 ottobre 2010.

Partecipano con diritto di parola e di voto al Congresso dei circoli di appartenenza e possono essere eletti nelle Assemblee e nei direttivi, tutti gli iscritti 2009 che abbiano rinnovato la tessera per l’anno 2010 alla data di svolgimento del congresso.

I nuovi iscritti 2010 partecipano ai Congressi esclusivamente con diritto di parola e possono essere eletti nelle Assemblee e nei direttivi.





Art. 2 - I regolamenti provinciali per il congresso

Le Direzioni Provinciali dovranno approvare, con la maggioranza dei voti validamente espressi, un regolamento per il congresso che contenga tra l’altro:

Ø Il numero (tenendo conto della parità di genere) dei delegati all’Assemblea provinciale da ripartire tra i circoli (per il 50% in base al numero degli iscritti e per il restante 50% in base ai voti riportati dal PD nelle ultime elezioni politiche nell’ambito territoriale di competenza del circolo);

Ø Il numero dei componenti di diritto all’Assemblea Provinciale in relazione alle funzioni svolte che in ogni caso non potrà essere superiore al 10% dei componenti dell’Assemblea stessa;

Ø La data di inizio dei congressi di circolo della propria Provincia;

Art. 3 - La Commissione Provinciale per il Congresso

In occasione dell’approvazione del regolamento di cui all’art 2 delle presenti norme attuative, ogni Direzione Provinciale nomina la Commissione Provinciale per il Congresso, nel rispetto del pluralismo congressuale, che presiede all’organizzazione e al regolare svolgimento dei Congressi.

Ne fanno parte di diritto il Segretario Organizzativo Provinciale, con il ruolo di coordinatore della commissione stessa, e, una volta presentate le candidature, un delegato per ogni candidato Segretario Provinciale;

La Commissione, nello svolgimento dei suoi lavori e nelle decisioni che assume, si ispira al principio della ricerca del più ampio consenso.

La Commissione Provinciale ha il compito di garantire che il procedimento congressuale si svolga in modo democratico e che in tutte le iniziative e in tutti i momenti del dibattito sia assicurata piena parità di diritti a tutti i candidati.

La Commissione Provinciale assicura che sia data massima e tempestiva comunicazione a tutti gli iscritti dei termini e delle modalità di presentazione delle candidature ad ogni livello predisponendone la relativa modulistica.

Fornisce ad ogni Circolo il tabulato dell’Anagrafe degli iscritti su cui registrare la partecipazione al voto, la scheda elettorale per l’elezione del Segretario provinciale e il modello di verbale sul quale registrare i risultati delle votazioni per gli organi provinciali comunali e di circolo.



Art. 4 – Elezione del Segretario e dell’Assemblea Provinciale

Le candidature a Segretario provinciale devono essere sottoscritte da un numero di iscritti (al 31 dicembre 2009) compreso tra l’2% e il 3% e devono essere depositate entro e non oltre il decimo giorno precedente la data prevista per l’inizio dei Congressi di circolo.



L’ordine di presentazione delle candidature è assunto anche come ordine di illustrazione delle candidature linee politico programmatiche dei candidati Segretari nel corso delle assemblee di Circolo.

Il Segretario provinciale è eletto in collegamento a una o più liste di candidati all’Assemblea provinciale.

Le liste per l’Assemblea provinciale vengono votate in ogni Assemblea di circolo.

Le liste devono essere collegate a un candidato Segretario, che autorizza il collegamento (anche attraverso un proprio delegato), e non possono contenere un numero di candidati all’Assemblea provinciale superiore a quello spettante a quel circolo.

Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere.

I candidati all’Assemblea provinciale vengono eletti secondo l’ordine di posizione nella lista.

Il voto per il Segretario provinciale si esprime votando soltanto una delle liste collegate alla sua candidatura.

I delegati all’Assemblea provinciale da eleggere in ogni circolo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt, fino a raggiungere il numero degli eligendi previsto in quel circolo.

Terminati i Congressi di circolo, il riequilibrio proporzionale, al quale accedono le liste che hanno raggiunto almeno il cinque per cento dei voti validi su base provinciale, deve garantire la piena proporzionalità dei delegati eletti da ciascuna di queste liste con il rispettivo numero di voti validi riportati.

Tale riequilibrio, svolto dalla Commissione Provinciale per il Congresso, avviene assumendo come riferimento la lista che ha ottenuto lo scarto positivo più alto tra la percentuale di delegati eletti nei circoli e la percentuale di voti validi riportati.

A tale lista non viene attribuito nessun ulteriore delegato, mentre il numero di delegati delle altre liste viene proporzionato a quello della prima, individuando i delegati da recuperare per ciascuna lista con il metodo dei resti più alti percentuali nei singoli circoli.

Il numero complessivo di delegati all’Assemblea provinciale può essere perciò determinato solo al termine del riequilibrio, in modo da assicurare a ogni lista che abbia raggiunto almeno il cinque per cento dei voti validi un numero di delegati direttamente proporzionale ai voti ottenuti.

È eletto Segretario provinciale il candidato collegato alla maggioranza assoluta di delegati all’Assemblea provinciale.

Qualora nessun candidato Segretario abbia conseguito la maggioranza assoluta dei delegati, l’Assemblea provinciale elegge il Segretario provinciale con un ballottaggio a scrutinio segreto, a cui accedono i due candidati collegati al maggior numero di delegati.





Art. 5 – Elezione del Segretario e del Direttivo di Circolo;

Le candidature a Segretario di circolo e le liste di candidati al Direttivo di circolo si presentano alla Presidenza non appena eletta il giorno dell’apertura del Congresso di circolo;

Il numero dei componenti dei Direttivi dei circoli, in relazione al numero degli iscritti è il seguente:



Numero di iscritti
Componenti del direttivo

Fino a 30 iscritti
max 10

Fino a 50 iscritti
max 20

Fino a 80 iscritti
max 26

Fino a 100 iscritti
max 30

Fino a 150 iscritti
max 34

Oltre i 151 iscritti
max 40




Il Segretario di circolo è eletto dall’Assemblea degli iscritti in collegamento a una o più liste di candidati al Direttivo di circolo.

Le liste devono essere collegate a un candidato Segretario, che autorizza il collegamento, e non possono contenere un numero di candidati al Direttivo superiore al numero massimo previsto di componenti dell’organismo.

Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere.

I candidati al Direttivo vengono eletti secondo l’ordine di posizione nella lista.

Il voto per il Segretario di circolo si esprime votando soltanto una delle liste collegate alla sua candidatura.

I componenti del Direttivo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt.

È eletto Segretario di circolo il candidato collegato alla maggioranza assoluta dei componenti del Direttivo.

Qualora nessun candidato Segretario abbia conseguito la maggioranza assoluta dei componenti del Direttivo, il Direttivo elegge il Segretario di circolo con un ballottaggio a scrutinio segreto, a cui accedono i due candidati collegati al maggior numero di componenti dell’organismo.





Art. 6 - Modalità di convocazione delle Assemblee di Circolo

La convocazione delle assemblee deve essere spedita, a cura del coordinamento di Circolo uscente, a tutti gli iscritti al Circolo almeno 5 giorni prima dello svolgimento utilizzando il fac-simile di convocazione predisposto dalla Commissione Provinciale per il Congresso.

La convocazione dovrà comunque contenere: il luogo, il giorno e l’ora di inizio della riunione, il programma dei lavori e l’orario di apertura e di chiusura delle votazioni, che dovranno durare non meno di una e non più di tre ore consecutive da collocare in orario di norma non lavorativo e dunque di preferenza dopo le ore 18.00 o nel fine settimana.





Art. 7 – Modalità di svolgimento delle Assemblee di Circolo

Le modalità e i tempi di svolgimento delle Assemblee di Circolo devono garantire la più ampia possibilità di intervento agli iscritti.

Le Assemblee di Circolo sono aperte alla partecipazione di elettori e simpatizzanti del Partito Democratico.

In apertura dell’Assemblea di Circolo, su proposta del Segretario del Circolo stesso, viene costituita e messa ai voti per l’approvazione una Presidenza, che ha il compito di assicurare il corretto svolgimento dei lavori e che garantisca la presenza di almeno un rappresentante per ciascuna candidatura. Fa parte della Presidenza un membro della Commissione Provinciale o un delegato esterno alla stessa che è tenuto ad assistere alla riunione, con funzioni di garanzia circa il regolare svolgimento dei lavori.

Prima che siano aperte le operazioni di voto, vengono presentate le linee politico‐organizzative collegate ai candidati a Segretario Provinciale e, distintamente rispetto alle prime, le candidature a Segretario di Circolo, assicurando a ciascuna di esse pari opportunità di esposizione, entro un tempo massimo di 10 minuti.

L’elezione degli organi Provinciali e di Circolo avviene in ogni caso a scrutinio segreto.

Lo scrutinio è pubblico e viene svolto dalla Presidenza immediatamente dopo la conclusione delle operazioni di voto.

A conclusione delle operazioni di voto in ciascun Circolo viene redatto un verbale che viene immediatamente trasmesso alla Commissione Provinciale per le operazioni di calcolo di propria competenza. Il verbale contiene anche, i risultati delle votazioni per l’elezione del Segretario e del direttivo di Circolo e comunale.





Art. 8 - Proclamazione dei risultati e nomina del Segretario provinciale

L’Assemblea Provinciale, nella riunione di insediamento, convocata e presieduta della Commissione Provinciale, elegge il proprio Presidente.

Le modalità di presentazione delle candidature e le relative modalità di voto vengono indicate dal regolamento provinciale per il congresso.

Per l’elezione del Presidente è richiesta la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Qualora nessuno dei candidati raggiunga tale maggioranza al primo turno di votazione, si procede ad un secondo turno di votazione al quale sono ammessi solo i due candidati più votati al primo turno. In caso di parità, si considera eletto il più giovane di età. Nel caso di una sola candidatura l’elezione avviene con voto palese.

Il Presidente dell’Assemblea Provinciale proclama eletto alla carica di Segretario il candidato la/e cui lista/e, sulla base delle comunicazioni della Commissione Provinciale, abbia/no ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi dell’Assemblea Provinciale.

Qualora nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, il Presidente dell’Assemblea Provinciale indice, in quella stessa seduta, il ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati le cui liste abbiano ottenuto il maggior numero di componenti dell’Assemblea e proclama eletto Segretario il candidato che ha ricevuto il maggior numero di voti validamente espressi.





Art. 9 - Elezione dei Segretari e delle Assemblee comunali (a sensi dell’art.5 dello Statuto PD Veneto)

Le direzioni provinciali, in analogia con le norme per l’elezione del segretario e dell’Assemblea Provinciale, regolano le modalità di elezione del segretario e dell’assemblea Comunale





Art.10 - Norme di Garanzia

La Direzione provinciale del Partito, all’atto della costituzione della Commissione Provinciale, affida alla Commissione stessa la responsabilità di accesso e vigilanza sull’Anagrafe degli iscritti.

Eventuali contestazioni riguardo alla convocazione e allo svolgimento delle Assemblee di Circolo devono essere rivolte alla Commissione Provinciale per il Congresso entro due giorni dallo svolgimento del congresso, in seconda istanza, a quella regionale.













PROPOSTE DI MODIFICHE DELLO STATUTO NAZIONALE

CAPO IX

Norme transitorie e finali

Articolo 46.

(Congressi provinciali e di circolo)

2. Le candidature a Segretario di circolo e le liste di candidati al Direttivo di circolo si presentano il giorno dell’apertura del Congresso di circolo, secondo le Norme attuative del presente articolo, approvate dalle Direzioni regionali, sentiti i segretari provinciali, con i voti favorevoli della maggioranza assoluta dei componenti. Le Norme attuative indicano il numero dei componenti dei Direttivi dei circoli, in relazione al numero degli iscritti.

Il Segretario di circolo è eletto dall’Assemblea degli iscritti in collegamento a una o più liste di candidati al Direttivo di circolo. Le liste devono essere collegate a un candidato Segretario, che autorizza il collegamento, e non possono contenere un numero di candidati al Direttivo superiore al numero previsto di componenti dell’organismo. Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere. I candidati al Direttivo vengono eletti secondo l’ordine di posizione nella lista.

Il voto per il Segretario di circolo si esprime votando soltanto una delle liste collegate alla sua candidatura. I componenti del Direttivo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt.

È eletto Segretario di circolo il candidato collegato alla maggioranza assoluta dei componenti del Direttivo. Qualora nessun candidato Segretario abbia conseguito la maggioranza assoluta dei componenti del Direttivo, il Direttivo elegge il Segretario di circolo con un ballottaggio a scrutinio segreto, a cui accedono i due candidati collegati al maggior numero di componenti dell’organismo.

3. Le Norme attuative, di cui al comma precedente, stabiliscono le modalità e i tempi per la presentazione della candidature a Segretario provinciale e delle liste di candidati all’Assemblea provinciale.

Le Norme attuative debbono in ogni caso prevedere che le candidature a Segretario provinciale siano sottoscritte da un numero di iscritti compreso tra l’1% e il 3% e siano depositate entro e non oltre il settimo giorno precedente la data prevista per l’inizio dei Congressi di circolo.

Le Norme attuative debbono altresì prevedere il numero di sottoscrittori minimo su base provinciale affinché una lista possa essere presentata in tutti i circoli della provincia, anche in deroga al numero minimo di sottoscrittori previsto per la presentazione nei singoli circoli.

Le Norme attuative stabiliscono il numero complessivo di delegati all’Assemblea provinciale da ripartire tra i circoli, per il 50% in base al numero degli iscritti e per il restante 50% in base ai voti riportati dal PD nelle ultime elezioni politiche nell’ambito territoriale di competenza del circolo.

Le Direzioni provinciali eleggono, nel rispetto del pluralismo, le rispettive Commissioni che presiedono all’organizzazione e al regolare svolgimento dei Congressi.

Il Segretario provinciale è eletto in collegamento a una o più liste di candidati all’Assemblea provinciale. Le liste per l’Assemblea provinciale vengono votate in ogni Assemblea di circolo. Le liste devono essere collegate a un candidato Segretario, che autorizza il collegamento, e non possono contenere un numero di candidati all’Assemblea provinciale superiore a quello spettante a quel circolo. Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere. I candidati all’Assemblea provinciale vengono eletti secondo l’ordine di posizione nella lista.

Il voto per il Segretario provinciale si esprime votando soltanto una delle liste collegate alla sua candidatura. I delegati all’Assemblea provinciale da eleggere in ogni circolo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt, fino a raggiungere il numero degli eligendi previsto in quel circolo.

Terminati i Congressi di circolo, il riequilibrio proporzionale, al quale accedono le liste che hanno raggiunto almeno il cinque per cento dei voti validi su base provinciale, deve garantire la piena proporzionalità dei delegati eletti da ciascuna di queste liste con il rispettivo numero di voti validi riportati. Tale riequilibrio avviene assumendo come riferimento la lista che ha ottenuto lo scarto positivo più alto tra la percentuale di delegati eletti nei circoli e la percentuale di voti validi riportati. A tale lista non viene attribuito nessun ulteriore delegato, mentre il numero di delegati delle altre liste viene proporzionato a quello della prima, individuando i delegati da recuperare per ciascuna lista con il metodo dei resti più alti percentuali nei singoli circoli. Il numero complessivo di delegati all’Assemblea provinciale può essere perciò determinato solo al termine del riequilibrio, in modo da assicurare a ogni lista che abbia raggiunto almeno il cinque per cento dei voti validi un numero di delegati direttamente proporzionale ai voti ottenuti.

È eletto Segretario provinciale il candidato collegato alla maggioranza assoluta di delegati all’Assemblea provinciale. Qualora nessun candidato Segretario abbia conseguito la maggioranza assoluta dei delegati, l’Assemblea provinciale elegge il Segretario provinciale con un ballottaggio a scrutinio segreto, a cui accedono i due candidati collegati al maggior numero di delegati.

lunedì 24 maggio 2010

Relazione gestionale di Veronamercato Spa sull'anno 2009 (di Alessandro Bandiera)

Oggetto: trasparenza nei servizi pubblici – rappresentanti del Comune – adempimenti di cui al terzo comma dell’art.64 dello Statuto comunale.


Sig. Sindaco,

con riferimento a quanto in oggetto sono a sintetizzare con i seguenti capitoli l’attività svolta dalla partecipata Veronamercato nel corso dell’anno 2009.

BILANCIO DI ESERCIZIO
Innanzitutto si precisa che il bilancio di esercizio, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 30 marzo 2010, presenta un utile netto di oltre un milione di euro. L’utile di esercizio è influenzato dalle sopravvenienze attive, derivanti dallo storno del fondo rischi conseguente alla conclusione del lodo Todini e quindi da accantonamenti prudenzialmente operati negli anni precedenti, e dallo storno del fondo svalutazione crediti dovuto sempre ad accantonamenti prudenzialmente stanziati negli esercizi precedenti. In assenza di tali sopravvenienze il risultato economico risulterebbe ridimensionato nell’ordine di circa 100.000 euro.


ARBITRATO CON L’IMPRESA TODINI
Per quanto riguarda la controversia iniziata, con atto notificato il 26.7.2003, dalla TODINI COSTRUZIONI GENERALI s.p.a., impresa costruttrice del Centro Agroalimentare, si richiama quanto illustrato nelle comunicazioni inviate negli scorsi anni.
In data 22 giugno 2009 la Corte d’Appello di Venezia ha emesso la sentenza che ha confermato le risultanze del lodo arbitrale, respingendo di fatto i ricorsi presentati da Veronamercato e dall’Impresa Todini. Da tale sentenza è derivato l’obbligo per Veronamercato di corrispondere a Todini Costruzioni Generali la somma di € 4.349.520,41. Alla sentenza ha fatto seguito un’ampia e complessa trattativa conclusasi con la sottoscrizione, il 28 ottobre 2009, di una transazione tra Veronamercato e Todini Costruzioni Generali che ha previsto l’esborso di quattro milioni di euro oltre ad iva sulla quota capitale. A fronte di tale transazione, le parti si sono impegnate a non impugnare avanti alla Suprema Corte di Cassazione la sentenza della Corte d’Appello di Venezia e di non avere più nulla a pretendere l’una nei confronti dell’altra per alcuna ragione o causa, dedotta o deducibile, che tragga origine dall’appalto per la costruzione del Centro agroalimentare o delle successive controversie giudiziali.
ANDAMENTO DELLA GESTIONE

L’ATTIVITA’
Per quanto riguarda l’attività del Mercato ortofrutticolo, si conferma la posizione di Veronamercato al terzo posto per quantitativi trattati tra i mercati all’ingrosso in Italia. Nel complesso, i quantitativi di merce introdotti nel Centro agroalimentare raggiungono le 474.000 tonnellate. Va comunque evidenziata una riduzione del 19% dei prodotti commercializzati nel Mercato ortofrutticolo rispetto all’anno 2008, dovuta principalmente ad un calo dell’esportazione nei confronti dei paesi dell’est europeo per la nota congiuntura economica sfavorevole.

GLI IMMOBILI ASSEGNATI IN CONCESSIONE
La situazione relativa alle concessioni nel Centro agroalimentare risulta così definita:
 Mercato ortofrutticolo: a fine esercizio si sono resi liberi due posteggi di vendita che, posti in assegnazione tramite bando, non hanno riscosso interesse da parte di operatori. Tutti gli altri spazi risultano assegnati.
 Settore florovivaistico: è presente un’azienda di San Remo, operativa su due stand nell’ambito del settore dei generi misti, che si occupa della vendita di fiori recisi. Per il padiglione florovivaistico è stata operata la variazione di destinazione d’uso in attività commerciali. E’ in corso una gara per l’affidamento in concessione mediante pubblica gara del fabbricato per la vendita all’ingrosso di merce varia con il metodo Cash & Carry.
 Settore ittico: l’intero settore, comprensivo di cinque stand, è assegnato ad una azienda che si occupa della distribuzione dei prodotti ittici. Prosegue inoltre la vendita al pubblico tramite un operatore locale.
 Settore dei generi agroalimentari misti: risultano assegnati tutti gli undici stand disponibili, ad operatori specializzati nella distribuzione di prodotti agroalimentari ed accessori. Nel marzo 2010 è pervenuta la richiesta di rinuncia alla concessione da parte dell’assegnatario degli stand dal numero 1 al numero 5. La Società sta valutando le conseguenti azioni da attivare per consentire il proseguo dell’attività del settore.
 Edificio Direzionale: risultano assegnati tutti gli spazi disponibili, fatta eccezione per lo spazio ristorazione al piano primo ed un ufficio di ca. 70 mq al quinto piano. Gli attuali assegnatari sono: due agenzie bancarie, le principali organizzazioni di categoria del settore agricolo e commerciale, associazioni, consorzi, cooperative, spedizionieri, l’ordine professionale degli agronomi, la filiale Italia di un gruppo olandese, secondo in Europa per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, nonché una agenzia di import-export esclusivista nella commercializzazione dell’ortofrutta nazionale per il canale discount di un primario gruppo tedesco. Il bar ristorante è assegnato ad un primario gruppo di ristorazione nazionale, con sedi anche nei più importanti paesi esteri.
 Centro asta-frigo: è proseguito anche per l’anno 2009 l’utilizzo dell’immobile in uso precario limitatamente alle due sale di movimentazione, utilizzate come terzo piazzale per lo svolgimento del servizio di logistica di prodotti ortofrutticoli a favore della grande distribuzione.
 Piattaforma Logistica: assegnato alla Cooperativa Facchini Multiservizi per attività di movimentazione a supporto del Mercato dell’ortofrutta, l’immobile ha già consentito di intercettare notevoli flussi di traffico fuori mercato e conferma la felice scelta strategica perseguita dalla Società nell’aver adibito a spazi logistici gli immobili disponibili e di aver così sviluppato in sinergia le funzioni commerciale e logistica del Centro agroalimentare. Nella piattaforma sono transitati, nel corso del 2009, oltre 40.000 tonnellate di prodotto.
 L’area di espansione all’interno del Centro agroalimentare di circa 62.500 mq nel corso del 2009 è stata assegnata in concessione per attività di parcheggio automezzi.

SERVIZI ISTITUZIONALI
Veronamercato, con il proprio personale, assicura i servizi di controllo qualità dei prodotti, di formazione del listino prezzi e di statistica delle merci introdotte nel Mercato, mentre vengono garantiti dalle strutture pubbliche i servizi fitopatologico (Regione Veneto), di controllo merceologico (Agecontrol), micologico ed igienico sanitario (ASL 20 Verona), secondo le disposizioni di legge e regolamentari, con uffici in concessione all’interno del Mercato.
Operano inoltre all’interno del Mercato due presidi di raccolta campioni per analisi di laboratorio, attivati dall’azienda speciale della Camera di Commercio di Verona e da un qualificato operatore privato.
Sono stati confermati anche per l’esercizio 2009 i risultati positivi relativi all’informazione sui prezzi di mercato, forniti in particolare attraverso l’ANSA e il quotidiano L’Arena con comunicato settimanale e il sito internet www.veronamercato.it, che riporta anche le principali informazioni sull’attività della Società e che rimane strumento di riferimento per gli operatori nazionali del settore.
Nel mese di gennaio 2009 è entrato in vigore il nuovo piano di viabilità del Mercato ortofrutticolo.

SERVIZI DI ATTIVITA’ SOCIALE/AMBIENTALE
Per quanto riguarda l’aspetto ecologico, riconferma il ruolo leader di Veronamercato al vertice assoluto in campo nazionale per l’attività di raccolta differenziata, in collaborazione con AMIA Verona spa.
Nel corso del 2009 si è consolidata l’iniziativa, avviata nel 2008, con Last Minute Market, progetto interdisciplinare coordinato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, finalizzato alla riduzione degli sprechi lungo la filiera agroalimentare, e ACLI Provinciali di Verona, associazione cattolica che promuove il progetto nella provincia di Verona, con il supporto della Provincia e del Comune di Verona e il finanziamento della Fondazione Cariverona.
Sono state raccolte e destinate alle categorie sopraindicate 147 tonnellate di prodotti ortofrutticoli invenduti che hanno consentito, tra l’altro, un consistente sgravio sulla parte variabile della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) a vantaggio della Società.
Nel corso del 2009 è stata concessa in comodato d’uso per venti anni alla ditta JUWI Energie Rinnovabili la copertura del mercato ortofrutticolo per l’installazione di pannelli fotovoltaici. L’impianto da 1.670 kWp, avviato nel mese di gennaio 2010, consente di evitare l'emissione in atmosfera di 972 tonnellate di anidride carbonica l'anno. Inoltre, con riferimento al consumo medio di una famiglia italiana, l'impianto realizzato consente l'autosufficienza elettrica di ben 850 famiglie.

ATTIVITA’ PROMOZIONALI, DI RICERCA E SVILUPPO
E’ opportuno ricordare che anche per il 2009 l’attività promozionale è consistita in azioni mirate attraverso i media locali per promuovere i servizi di attività sociale/ambientale evidenziati nel capitolo precedente.
Per quanto riguarda l’attività di business sono stati confermati gli investimenti sulla stampa specializzata di settore e in particolar modo la partecipazione, deliberata nel corso del 2009 e realizzatasi nel febbraio 2010, alla manifestazione Fruit Logistica a Berlino, con il supporto del Comune di Verona, della Camera di Commercio di Verona, dell’Ente Fiera di Isola della Scala unitamente alla Cantina Sociale di Custoza e della Provincia di Verona.
Veronamercato ha inoltre partecipato a Mac Frut, mostra Internazionale di impianti, tecnologie e servizi per la produzione, condizionamento, commercializzazione e trasporto dei prodotti ortofrutticoli, che si è svolta a Cesena dal 7 al 9 ottobre, con uno stand comune con il mercato di Padova.
Nel corso del 2009 Veronamercato ha partecipato assieme a Finest (finanziaria di investimento partecipata dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia) a due missioni a Belgrado e Zagabria, promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico, finalizzate a creare contatti di business e di collaborazione economica tra operatori italiani e serbi nei settori dell’agroindustria, della grande distribuzione, delle costruzioni ed infrastrutture. Nell’ambito del medesimo progetto Veronamercato ha collaborato, con Veronafiere nell’organizzazione di un convegno internazionale - “Italy & South Eastern Europe Investment Forum”, sempre promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel febbraio 2010.
E’ stato inoltre ospitato presso la sala conferenze di Veronamercato un evento organizzato dall’Agenzia per la promozione degli investimenti nel Kosovo IPAK, finanziato dalla Comunità Europea e gestito da Soges s.p.a. per la promozione di incontri bilaterali con gli operatori italiani.
Il progetto de “I cinque colori del benessere”, già presentato nella Relazione sulla gestione del bilancio 2008, è stato consolidato e ha visto l’accoglienza di circa 650 alunni appartenenti alle classi elementari e medie inferiori di città e provincia, in misura quindi doppia rispetto agli anni precedenti.
Sempre nell’ambito dell’educazione alimentare rivolta ai bambini, Veronamercato ha collaborato con l’associazione LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) ad un progetto di sensibilizzazione ad una sana alimentazione che ha visto il coinvolgimento di circa 300 bambini delle scuole della provincia di Verona, conclusosi il 23 maggio con un evento all’interno della galleria del Mercato ortofrutticolo.
E’ in fase di organizzazione l’evento “Magic Night” che avrà luogo nella notte tra il 19 e il 20 giugno e che prevede lo svolgimento di diversi incontri di pallavolo e pallacanestro all’interno della galleria dell’ortofrutta, abbinando quindi il messaggio salutistico allo sport (“Dammi un 5 – Veronamercato per lo sport”).
Nel corso dell’esercizio la Società, in collaborazione con Veronafiere, ha assegnato mandato all’Università di Verona – Dipartimento di Economia aziendale per la realizzazione di uno studio per la fattibilità di una “piattaforma info-logistica per il vino” nel Centro agroalimentare di Verona, in considerazione della necessità di indire un pubblico bando per l’assegnazione a cash & carry del padiglione florovivaistico.
E’ opportuno ricordare che anche per il 2008 l’attività promozionale è consistita in azioni mirate sulla stampa specializzata di settore.
Si segnala la partecipazione alla manifestazione Fruit Logistica a Berlino, deliberata dal Consiglio di Amministrazione nel 2008 e realizzatasi dal 4 al 6 febbraio 2009. Veronamercato per la prima volta ha partecipato con un proprio stand che richiama gli aspetti caratteristici di Verona sia nella struttura (casa di Giulietta) sia nell’offerta del servizio catering, organizzato e sponsorizzato dall’Ente Fiera di Isola della Scala unitamente alla Cantina Sociale di Custoza. Veronamercato è stata sostenuta nell’organizzazione dell’evento dal Comune di Verona, dalla Camera di Commercio e dall’Ente Fiera di Verona.
Quanto sopra realizzato rappresenta un’ottima occasione per definire un progetto di marketing territoriale, da ripetersi in occasione di altre iniziative similari.


ASPETTO FINANZIARIO
Si evidenzia l’utilizzo del finanziamento in pool già citato nella Relazione sulla gestione del bilancio al 31.12.2008 per 5,5 milioni di euro, di cui 4 milioni per la chiusura del contenzioso con l’Impresa Todini Costruzioni e 1,5 milioni per il pagamento della rata di dicembre 2009 relativa al mutuo contratto per la costruzione del Centro agroalimentare.
In considerazione di tali fatti è stato assegnato a KPMG l’incarico di aggiornare il piano economico finanziario la cui precedente stesura risale al settembre 2006.
Dalle risultanze del piano economico finanziario risulta la conferma delle condizioni di continuità che costituiscono il presupposto per la formazione del bilancio di esercizio secondo criteri di funzionamento.


EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Gli obiettivi della Società sono volti a:
• mantenere il livello di efficienza raggiunto in tutte le attività del Centro agroalimentare meglio e dettagliatamente specificate nei capitoli precedenti, con particolare riferimento all’attività, ai servizi istituzionali e ai servizi sociali/ambientali;
• migliorare la qualità dei suddetti servizi, individuando all’occorrenza nuovi bisogni: è in corso di definizione l’attivazione di un servizio di osservatorio e controllo crediti nei confronti delle ditte operanti sul Mercato;
• sviluppare l’attività del Centro agroalimentare attraverso nuovi investimenti quali la realizzazione di nuove infrastrutture, tenuto conto dell’ipotesi più volte considerata di infrastrutturazione dell’area a disposizione. E’ evidente per questo ambito la necessità di finanziare i progetti futuri o attraverso l’intervento dei Soci, o tramite l’acquisizione di finanziamenti specifici o mediante l’assegnazione del diritto di superficie al concessionario, prevedendo a capo del medesimo l’onere della costruzione dell’immobile, sulla base di un progetto condiviso con l’Ente gestore. Quanto sopra, ovviamente, previa pianificazione che tenga conto delle indicazioni dei Soci e delle autorizzazioni degli organi competenti.


In conclusione, il sottoscritto non ha riscontrato alcuna irregolarità nella gestione della Società.

Cordiali saluti.


Alessandro Bandiera

domenica 16 maggio 2010

Diritto al lavoro, diritto alla vita (di Stefano Scandola)


Festeggiare il lavoro e i lavoratori è un gesto nobile e un atto dovuto nei confronti di chi si sacrifica duramente al fine di assicurare a se stesso e alla propria famiglia una esistenza dignitosa. Il lavoro è manifestazione di civiltà oggi, come un tempo.
Non si può non essere grati ai tanti lavoratori che con i loro sforzi contribuiscono a fare della nostra Italia una grande nazione. Nel contempo però, non si può tacere dinanzi alle innumerevoli difficoltà, ai drammi con cui taluni lavoratori e coloro i quali vivono nella speranza di trovare una occupazione, devono confrontarsi quotidianamente. Penso allora, ai gravissimi problemi rappresentati dalla disoccupazione, un male assoluto, dal precariato e dal lavoro nero: nel mentre l’attenzione mediatica si concentra su temi che ai cittadini interessano relativamente, si perdono di vista questi che sono, come già detto, degli autentici drammi.
Qualche giorni fa a Napoli una lavoratrice è morta per un diritto del lavoro: lo STIPENDIO.
Non si dovrebbe arrivare a tanto.
Un forte monito ai cittadini e alla politica: non è più tempo di chiacchiere, servono i fatti

mercoledì 12 maggio 2010

Intervista a Federico Testa sul nucleare


Articolo di Luca Salvioli pubblicato su Il Sole 24 Ore 11 maggio 2010
Sul Riformista di oggi 72 intellettuali, imprenditori e scienziati hanno firmato una lettera indirizzata al segretario del Partito democratico chiedendogli di non escludere l'opzione del ritorno all'energia nucleare. Pierluigi Bersani ha risposto alle agenzie di stampa: «Il nostro no alla proposta del governo sul nucleare non ha assolutamente niente di ideologico. Noi contestiamo le velleità di un piano che non si occupa di alcuni argomenti centrali come la dipendenza tecnologica, le condizioni di sicurezza, la gestione degli esiti del vecchio nucleare, il decomissioning, le scorie, che mette le procedure di delocalizzazione su un binario complicato e assolutamente incerto e non affronta in maniera adeguata il problema dei costi». Ecco, qui sotto, due opinioni interne al Pd sul nucleare
«Un partito riformista che aspira a governare non può costruire le sue posizioni su base ideologica, ma entrare nel merito dei problemi. A maggior ragione su un tema decisivo come quello energetico» dice al Sole24ore.com Federico Testa, 55 anni, deputato, responsabile per l'energia del dipartimento per l'economia del Partito Democratico e docente di economia e gestione delle imprese a Verona. Testa condivide nel merito l'appello lanciato da 72 intellettuali e scienziati al segretario del Pd Pierluigi Bersani perché nasca un dibattito interno al partito sul nucleare lontano da posizioni ideologiche. Solo che ribalta la prospettiva: «è stato questo governo ad approcciare la questione in questi termini».
Come?
Lo slogan è stato "siamo il governo del fare". Salvo poi compiere una serie di passi falsi che dimostrano l'assoluta non volontà di "fare" sul serio. Solo che fare il nucleare è difficile: richiede rigore, logica di lungo periodo, costruzione della condivisione.
Condivide il target 50-25 (nucleare)-25 (rinnovabili)?
E' uno slogan che non è mai stato dettagliato. In questo momento stiamo dando autorizzazioni per le centrali a ciclo combinato, abbiamo i target europei per le energie rinnovabili e un ritorno all'atomo tutto da inventare. Ci sta tutto? Credo di no. Il Pd non ha risposto con una posizione unitaria…
Nella discussione alla Camera abbiamo elencato i punti che secondo noi meritavano soluzioni diverse. Il problema è che quando il presidente del Consiglio dice che presto costruiremo le centrali "ma non qui", in base alla regione in cui si trova, non ci sono le basi per una discussione seria. Finisce che ognuno dà il peggio di sé.
Obama, come ricorda la lettera indirizzata a Bersani, è tornato a finanziare nuove centrali nucleari dopo trent'anni.
Il segretario per l'energia Steven Chu ripete da tempo che se il nemico è la CO2 non si può prescindere da questa tecnologia.
Quando anche Bersani si esprimerà in questi termini?
Dobbiamo inziare una riflessione seria e rigorosa, lontana dagli slogan del centrodestra ma anche da chi parla di "masserie fosforescenti". Un dibattito laico su tre punti.
Quali?
Primo, l'efficienza e il risparmio energetico. Due punti che, se ben gestiti, possono tenere ferma la domanda. Secondo, le rinnovabili. Qui la priorità è la ricerca. Poi bisogna raggiungere, per l'industria, una sostenibilità di lungo periodo. Una pala eolica che funziona meno di duemila ore all'anno non sta in piedi. Restano le altre fonti, di cui il nucleare è l'unico che non produce CO2.
Cosa non vi convince del nucleare proposto dal governo?
E' dimostrato che insediamenti del genere si realizzano costruendoli sul consenso. E' vero che in Francia ci sono comuni che fanno a gara per avere le centrali, ma la domanda è: come ci si è arrivati? Qui il modo in cui è stato gestito il rapporto con le regioni ha portato a 15 ricorsi. Nel frattempo non abbiamo fatto nessun passo avanti nella gestione delle scorie. Poi, l'agenzia per il nucleare. Siamo stati noi a proporla, ma come authority indipendente. L'agenzia, di fatto, sarà più dipendente dall'esecutivo. E comunque ancora non c'è, manca un accordo.
Sul nucleare «la posizione del Partito democratico, contraria all'attuale nucleare, è assolutamente chiara ed è la stessa di grandi forze progressiste europee, dai socialdemocratici tedeschi ai liberali inglesi alle forze emergenti dell'ecologismo riformista. Se qualcuno, sulla base di visioni ed analisi francamente un po' datate, vuole cambiarla, lo proponga nelle sedi democratiche del partito e si voti»
Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori Pd ed esponenti Ecodem (l'associazione degli Ecologisti Democratici) rispondono così sulle agenzie di stampa all'appello con cui alcuni parlamentari e scienziati chiedono a Bersani di rivedere il no all'atomo.
Per l'Italia, affermano i due senatori, «tornare al nucleare vorrebbe dire spendere tra i 20 e i 30 miliardi di euro per avere forse tra quindici anni quattro centrali, che contribuirebbero per meno del 5% ai consumi energetici; nel frattempo, questo impegno straordinario di risorse pubbliche e private ci farebbe perdere i treni della vera innovazione energetica indispensabile per ridurre la dipendenza dai fossili e per fronteggiare la crisi climatica, che si chiama efficienza, ricerca, sviluppo delle rinnovabili.
È naturalmente legittimo - concludono Della Seta e Ferrante - che iscritti e simpatizzanti del nostro partito la pensino diversamente, ma questa è la posizione del Pd, più volte espressa e con evidenza condivisa dalla gran parte dei nostri elettori. Se poi qualcuno chiede un rovesciamento di questa linea, più che promuovere appelli non ha che da proporlo nelle sedi deputate, come l'assemblea programmatica del 21 e 22 maggio prossimi».
In una nota Fabrizio Vigni, presidente degli Ecodem, afferma che non è corretto dire che la contrarietà del partito democratico alle attuali tecnologie nucleari sarebbe viziata da pregiudizi ideologici e antiscientifici, perché nasce invece da motivazioni «molto concrete e pragmatiche». In una nota Vigni afferma che «le ragioni che fanno ritenere sbagliata la scelta del governo Berlusconi sono tutte riconducibili a valutazioni di carattere economico, tecnologico, ambientale». Ragioni quindi «molto pragmatiche, dunque, e nient'affatto ideologiche».
Articolo Il Sole 24 Ore
Appello a Bersani di 72 intellettuali, imprenditori e scienziati

sabato 8 maggio 2010

Filovia, arriva il bando ma sui costi è polemica


A conti fatti, dice il Pd, «per avere a Verona la filovia il Comune e
l'Amt hanno perso 42 milioni del finanziamento statale di 125 già
stanziato per la tramvia». E la filovia, racconta sempre il partito con
i consiglieri d'opposizione in Comune e in Provincia, oltre ad aver
comportato nuove spese per progetti, consulenze tecniche e legali, «ha
la medesima capacità di trasporto di 140 passeggeri degli autobus doppi
da 18 metri, che se a metano inquinano anche meno», precisa, «e può
invece portare un terzo di una qualsiasi linea di tram moderno». Ha
inoltre «una velocità commerciale inferiore» e, se azionata in centro
storico da trazione diesel «inquina di più l'aria. Cioè tutto il
contrario di quanto afferma l'assessore comunale Corsi».
A pochi giorni dall'indizione del bando per il filobus --- che andrà con
fili a trazione elettrica fuori città e senza fili in centro, con un
motore diesel --- i consiglieri comunali del Pd Stefania Sartori, Carlo
Pozzerle e Giancarlo Montagnoli e quelli provinciali Vincenzo D'Arienzo
e Lorenzo Dalai, con il segretario provinciale Giandomenico Allegri,
tornano all'attacco contro il progetto dell'amministrazione Tosi. Vale a
dire un filobus, che andrà su due percorsi urbani (San Michele-Stadio e
policlinico di Borgo Roma- Ca' di Cozzi) per circa 23 chilometri, che
costerà 150 milioni, di cui appunto 83 messi dallo Stato, il resto
dall'Amt che poi affitterà i mezzi all'Atv, per due milioni 700mila euro
all'anno. L'Amt stanzierà circa tre milioni all'anno derivanti dalla
gestione della sosta a pagamento negli stalli blu.
«Per finanziare il progetto dell'Amt il Comune si farà carico di un
mutuo quarantennale di circa 60 milioni», aggiungono gli esponenti del
Pd, «che diventeranno 120 considerando gli interessi da corrispondere
alla banca erogante». Senza contare, poi, «che i 37 mezzi che verranno
acquistati, per 55 milioni totali, dovranno essere sostituiti ogni 20
anni e quindi durano la metà delle vetture su rotaia» e fra l'altro,
puntualizza Pozzerle, «il sistema filobus già ora non è in grado di
trasportare durante i nove mesi delle scuole i passeggeri, se non
aumentando le frequenza e modificando il codice della strada».
Corsi replica con una nota dicendo che «è vero che il finanziamento
dello Stato dai 124 milioni per il progetto tramvia della giunta Zanotto
si riduce a 86 milioni del progetto filobus, cioè 38 milioni in meno»,
dice in una nota, «ma è anche vero che il costo complessivo del nuovo
sistema di trasporto pubblico di massa si riduce di 70 milioni,
scendendo dai 230 milioni per la tramvia ai 160 milioni per il filobus».
Pur costando di meno, puntualizza, «il filobus avrà una rete più estesa,
di 23,8 chilometri contro i 10 della tramvia, con un ampliamento del
servizio a quartieri ad alta densità abitativa come Santa Croce, Borgo
Roma, Borgo Trento fino a Cà di Cozzi. Avrà una riduzione dei costi di
esercizio --- da 5,32 euro al chilometro per la tramvia a 4,5 per il
filobus --- un dimezzamento dei tempi di realizzazione delle opere (dai
4 anni previsti per la tramvia ai 2 anni del filobus) e, soprattutto, un
minore impatto ambientale sulla città durante la cantierizzazione
dell'opera».
Il presidente dell'Amt, Massimo Mariotti, da noi interpellato, contesta
anche l'appunto sulla durata dei mezzi: «Saremo in grado con le moderne
tecnologie di passare da 20 anni a 25-27, ma forse anche a 30, fra
l'altro con una spesa che potrebbe ridursi da 1,5 a 1,1 milioni a mezzo.
Quindi accenderemo mutui più bassi».

venerdì 7 maggio 2010

Aggiornamenti attività in consiglio comunale (di Carla Padovani)

-Si è esaminata la delibera di variazione dei lavori pubblici che prevede un investimento di 1.200.000 euro ( soldi di provenienza statale) per la sistemazione dei campi sosta dei sinti alla Rizza e allo Stadio. Il progetto non è ben chiaro e la Lega ovviamente ne ha sottolineato l'utilità come " messa in sicurezza" dei campi con telecamere di controllo. Personalmente, a parte le motivazioni della Lega che non condivido, sono daccordo sulla sistemazione dignitosa dei campi perchè ora sono in condizioni disumane, poichè il progetto non è ancora ben definito sarà mia cura seguirlo da vicino in modo da garantire realmente una sistemazione dignitosa. Il PD si è astenuto.

- C'è stata poi la delibera di costruzione di una piscina seminterrata con relativi annessi spogliatoi e strutture presso il centro sportivo di " Pupi" in Vai Anselmi a San Massimo. Nella relazione di minoranza ho sottoposto al consiglio l'enorme problema viabilistico del quartiere che sarà sicuramente incrementato dalla presenza di ulteriori attrattori di traffico rappresentati dall'ampliamento della struttura sportiva e dall'imminente apertura della struttura per anziani " Città di Verona". Ho presentato perciò un ordine del girono in cui chiedevo che l'amministrazione realizzasse urgentemente il collegamento fra Via Anselmi e Via Friuli, che è stato accolto. Inoltre ho sottolineato l'importanza del rispetto e del controllo della convenzione tra Comune-Circoscrizione 3^ e il proprietario della struttura sportiva che prevede un utilizzo di quattro pomeriggi all'anno della struttura da parte del comune e circoscrizione oltre che due ore serali settimanali. Inoltre prevede l'utilizzo della struttura a prezzi ridotti per i residenti della circoscrizione: poichè questa convenzione non è mai di fatto stata applicata ho chiesto, mediante un ordine del giorno, accolto dall'amministrazione, di un controllo periodico, tramite la commissione consiliare competente, del rispetto della convenzione( molto importante per i cittadini della nostra circoscrizione). Anche questo ordine del giorno è stato accolto , per cui il PD si è astenuto per questa proposta.


- Si è poi esaminata la delibera del nuovo canile, che , come ha detto l'assessore Sboarina, contiene tutti quegli accorgimenti suggeriti dai cittadini per evitare il più possibile i rumori ( per es. viene posto un " cordolo" di terra alto tre metri e profondo 5 che a detta degli esperti dovrebbe essere una buona barriera anti rumore). Anche per questa proposta il PD si è astenuto.

Invece la delibera di ampliamento e messa in sicurezza della discarica Ca' di Capri ha avuto un voto negativo da parte del PD soprattutto per priblemi viabilistici.

giovedì 6 maggio 2010

PROGETTO PD su VIABILITÀ PARCHEGGI AREE VERDI relativo alla I,II E III Circoscrizione


PREMESSA POLITICA
L’accorpamento delle due realtà sanitarie veronesi, azienda ospedaliera e Università di medicina, era da tempo attesa. La fusione doveva realizzare un unico grande polo ospedaliero per valorizzare ed esaltare le eccellenze presenti nei due centri, in una logica di efficienza. L’amministrazione di Centro Sinistra (Zanotto) vedeva questo importante progetto collocato in una nuova area esterna alla città, per creare una sorta di cittadella sanitaria interconnessa e compatibile con lo sviluppo urbanistico della città di grande funzionalità e moderna organizzazione. Il centro destra invece (a tutti i livelli: comunale, provinciale e regionale) ha indirizzato tutte le sue scelte verso il mantenimento dei due poli Borgo Roma e Borgo Trento pur in una logica di fusione. Il polo che sta sostenendo il maggior processo di sviluppo è quello di Borgo Trento in quanto offre una maggiore flessibilità al cambiamento, essendo costituito da una struttura a scacchiera, rispetto a Borgo Roma formato da un unico grande fabbricato molto resistente ai cambiamenti radicali. Il nuovo polo ospedaliero di Borgo Trento diverrà certamente uno dei nodi focali della città sul quale bisognerà riorientare tutte le scelte urbanistiche di Verona prevedendo un Trasporto pubblico di massa che realizzi due collegamenti portanti su direttrici Est/ovest a nord e sud della città.
CRITICITÀ PRESENTI
-La totale MANCANZA di PROGRAMMAZIONE dell’amministrazione TOSI ha determinato il caos attualmente esistente in questi quartieri con i problemi che da un QUARTIERE si scaricano sull’altro con continuo EFFETTO DOMINO -È aumentata la TASSAZIONE DEI VERONESI ATTRAVERSO I PARCHEGGI (nel 2007 tali entrate erano di 1.500.000 euro, mentre ora la somma prevista per il 2010 è di 2.900.000) senza alcun ritorno positivo per i cittadini -Va quindi ribadito il grave errore del Centrodestra di mantenere e ampliare a Borgo Trento l’OSPEDALE che diventerà un GRANDE ATTRATTORE di TRAFFICO
Proposta PARCHEGGI SCAMBIATORI E RESIDENZIALI
La soluzione alla limitazione del traffico all’interno della città murata, anche alla luce delle problematiche legate ai parcheggi dell’ ospedale di Borgo Trento, va individuata nella realizzazione di una corona di PARCHEGGI SCAMBIATORI E RESIDENZIALI al di fuori delle mura, sui terrapieni prospicienti i valli. Alcuni spazi fuori mura sono già utilizzati a tale scopo:
1. Le aree di via Città di Nimes, (a destra e a sinistra della via) con spazi di superficie e solo parzialmente attrezzati con servizi a standard urbanistico, stalli destinati alle sole autovetture private, con sosta a pagamento, gestite da AMT, utilizzate prevalentemente dai cittadini veronesi diretti alla stazione.
2. L’area di Porta Palio,con parcheggio di superficie, recintato,ma non a pagamento. I posti auto complessivi sono circa 1200. E’ in attuazione il progetto di sistemazione dei piazzali della stazione ferroviaria di Porta Nuova che prevede la realizzazione di un parcheggio interrato di 300 posti dedicati ai viaggiatori FF.SS. Il parcheggio sarà completato tra due anni e presumibilmente occupato dagli attuali utenti dei parcheggi di via Città di Nimes. Ciò permette di rafforzare la nostra proposta di realizzare nelle aree di Via Città di Nimes parcheggi interrati con 500/600 stalli, per soddisfare parte delle esigenze di sosta a pagamento controllata, nella zona ovest della città e in vicinanza della stazione ferroviaria, collegati ad essa con percorso pedonale protetto e in parte coperto. La proposta di un parcheggio interrato ha il valore aggiunto di riqualificare gli spazi di superficie di Via Città di Nimes con sistemazione del verde e con aree attrezzate ed inoltre con la realizzazione di stalli per la sosta dei bus turistici, 15/20 al massimo, come punto di partenza ( e di ritorno) per le visite al centro storico. La stessa proposta vale per il parcheggio di Porta Palio, interrato a 3 piani con 500/600 posti auto e con la riqualificazione di superficie a verde attrezzato e la creazione di 10/15 posti per gli autobus turistici. La creazione di stalli per gli autobus turistici, secondo lo schema proposto, e’ stata richiesta anche dalle guide turistiche e dalle associazioni degli esercenti e dei commercianti.
Si prevede la realizzazione di parcheggi interrati in Via Cristoforo Colombo, sotto gli spazi verdi di fronte al Bastione di Spagna, destinati sia all’utenza diretta all’Ospedale di Borgo Trento, sia pertinenziali per i residenti del Quartiere Navigatori.
Questi parcheggi ( 400/500 posti) sarebbero una risposta alle esigenze dell’Azienda Ospedaliera, ora rivolta all’acquisizione dell’area di Riva di Villasanta e di Forte Procolo Si prevede di attrezzare gli spazi di superficie con zone verdi, come sono attualmente, e con aree per la sosta di navette ospedaliere, taxi e del mezzo pubblico di massa. Inoltre si prevede la realizzazione di aree di sosta per i bus turistici (10/15).
Proseguendo lungo la direttiva ospedaliera e quindi lungo via Cristoforo Colombo, si arriva all’imbuto di Ponte Catena, che deve essere ristrutturato adeguatamente per ospitare corsie più ampie (per il mezzo pubblico di massa) e passerelle esterne per le ciclabili e per i pedoni. Allo smonto del Ponte e’ prevista la realizzazione di una rotonda per fluidificare il traffico, anche in previsione dei maggiori flussi derivati da una maggior presenza ospedaliera e per l’afflusso dei mezzi al costruendo parcheggio in via De Lellis (300 posti). La previsione di un traffico automobilistico maggiore, anche legato agli spostamenti del personale ospedaliero che raggiunge a turni stabiliti l’ospedale, suggerisce la scelta di un ulteriore parcheggio interrato in Piazzale Stefani, davanti all’ingresso degli Istituti Ospedalieri. La struttura con costi sostenuti dall’Azienda Ospedaliera, sarebbe di proprietà della stessa, e si potrebbero realizzare circa 150/200 posti dedicati ai portatori di handicap e ai dipendenti ospedalieri. L’ area di superficie sarebbe attrezzata per la sosta del mezzo pubblico, dei taxi e dei bus navetta provenienti dai parcheggi limitrofi, con un’attenzione al mantenimento degli spazi verdi.
Attenzione particolare va riservata al Lungadige Attiraglio che nei progetti dell’Azienda Ospedaliera diventerà la via di percorrenza per accedere alla cittadella ospedaliera e ai parcheggi interni. L’afflusso veicolare al Lungadige causerebbe una grave perdita del valore naturalistico e sportivo dello stesso
La necessaria corona di parcheggi, ad uso della cittadella ospedaliera, va completata dal parcheggi scambiatore di Ca’ di Cozzi. Un adeguato Trasporto Pubblico di Massa (T.P.M.) rappresenterà il naturale
3-Il demanio aveva già una convenzione (diritto di prelazione) con il Comune di Verona. 4-Il Comune di Verona non ha fatto valere la sua volontà ed è mancato al suo dovere di tutelare spazi già inseriti nel Parco Delle Mura e contigui con il Parco dell’Adige. 5-Si stanno svendendo questi siti, a causa della mancata programmazione edilizia e urbanistica dell’Azienda Ospedaliera, senza una consultazione popolare, per un uso non consono e con effetti devastanti per la città. Con la nostra proposta di parcheggi interrati a corona e di un trasporto pubblico di massa ben integrato, cade la necessità espressa dall’Azienda Ospedaliera e dal Comune, di utilizzare in modo improprio, Riva di Villasanta e Forte Procolo.
Per la rivalorizzazione di Riva di Villasanta si propone: a-recupero della cubatura vincolata (uso sociale e edilizia economica popolare) b-costruzione di limitate strutture edilizie terziarie ad uso uffici logistici ospedalieri. c-limitata costruzione di edilizia non sovvenzionata (libero mercato). d-Parco attrezzato in sintonia con il Parco delle Mura (Bastione di Spagna ecc). e-Parcheggi interrati a limitato standard edilizio. Non più di 200 posti a servizio dei residenti e
dei fruitori dei parchi. La stretta correlazione fra l’area vincolata di Riva di Villasanta e la Medioevale Porta Fura, adiacente alla stessa Riva di Villasanta, pone l’assoluta necessità di recupero del sito medioevale che porta alla passeggiata sull’Adige ed e’ parte integrante del Parco dell’Adige e delle Mura.
Nello stesso tempo il recupero di Riva di Villasanta va considerato in stretta sinergia urbanistica con il piano di recupero (P.I.R.U.) di Via Torretta e Via Pontida.
Si tratta di un garden gia’ esistente il cui ampliamento porra’ un necessario studio integrato con l’area
di Riva di Villasanta e la viabilita’ interna al Quartiere di San Zeno.
A tale proposito con i lavori di Piazza Corrubio già in fase di avvio e non piu’ procastinabili,
l’Amministrazione Comunale non ha presentato alcuna proposta in merito alla viabilità interna del
Quartiere.

Per la rivalorizzazione di Forte Procolo
L’area di Forte Procolo, ora in assoluto abbandono, può avere la sola destinazione a parco. Le cubature
presenti al suo interno possono essere trasformate in contenitori per spazi sociali, impianti sportivi e
centri di aggregazione di cui il Quartiere Navigatori e’ carente.
È necessario valutare al confine esterno dell’area la creazione di un parcheggio pertinenziale interrato
di 150-200 posti con capitale privato e vendita ai residenti a prezzi calmierati.
Per la posizione dell’area (Parco) di Forte Procolo in vicinanza del Parco Dell’Adige e per una sua
maggiore fruizione si prevede la creazione di un percorso pedonale e ciclabile che passando dal
Quartiere Navigatori raggiunga il già esistente percorso della salute lungo l’Adige.

Uno studio urbanistico integrato con le costruzioni esistenti nell’area di F.Procolo, potrebbe dare la possibilità di inserire della cubatura ad uso terziario ospedaliero, che possa coesistere e non portare danno alla destinazione a verde dell’area in questione.
Finanziamento opere
Parte dei costi delle opere di realizzazione dei parcheggi, delle opere stradali, delle aree verdi potrebbero essere addebitate come oneri di compensazione a carico dell’ospedale ( parking p. Stefani, piste ciclabili e L.ge Attiraglio ad es.).

LA PRIMA MAGNALONGA MAI PENSATA IN UN CIRCUITO CITTADINO!!!


SCOPO: avvicinare la gente al parco di Villa Pullè al Chievo prendendo
spunto da una delle tipiche manifestazioni folkloristiche che si
svolgono da anni nei vari comuni della nostra provincia.
Al termine del percorso, in cui sono previste alcune tappe
gastronomiche, i partecipanti potranno sostare nel parco, ristorandosi e
vedendo da vicino i lavori di recupero della bellissima villa
settecentesca, iniziati da poco tempo.

Trovate la mappa indicativa del percorso pubblicata come immagine
ufficiale dell'evento (l'originale in formato pdf è a disposizione per
chi desidera) pubblicati in basso. Il percorso potrebbe essere
modificato, ma la sostanza non cambia.

PREZZI: intero 20€. Si pensa di fare uno sconto per le famiglie (a breve
informazioni più precise)

NUMERO POSTI DISPONIBILI: 300. Non è escluso che potrebbero esserne
aggiunti altri nel caso si registrasse ben presto un discreto numero
d'iscrizioni.

ISCRIZIONI: Apertura delle iscrizioni fissata per lunedì 10 maggio.
Chiusura prevista per il 10 giugno. Per l'iscrizione, se ci fosse un
gruppo di persone interessate, basta che venga un solo incaricato al
quale verranno dati dei tagliandi da presentare il giorno della partenza
al punto di accoglienza gruppi. La quota di partecipazione verrà versata
al momento dell'iscrizione.

Per informazioni, contattare i seguenti indirizzi mail:

Lorenzo Vicentini: lorenzoarte@yahoo.it
Michele Martinelli: ghostrider83@hotmail.it

domenica 2 maggio 2010

TRAFORO? SOLO SVANTAGGI PER LA TERZA CIRCOSCRIZIONE


• SAN MASSIMO e CROCE BIANCA: SCARSO SFRUTTAMENTO DELL’OPERA CHE RIVERSERA’ I SUOI EFFETTI NEGATIVI DI CONGESTIONAMENTO DEL TRAFFICO IN CORSO MILANO, VIA SAN MARCO E VERSO IL CASELLO DOPO IL PONTE DEL SAVAL


• SORTE-CHIEVO: SOFFOCAMENTO DEL QUARTIERE CAUSATO DA UN PONTE DI 18 METRI SOPRA IL LIVELLO DELL’ADIGE E DA DUE PONTI SOPRA I CANALI CON 800 METRI DI TERRAPIENO


• BASSON: SCARSA CONSIDERAZIONE DEL QUARTIERE CHE VERRA’ SOFFOCATO FRA 3 STRADE ( AUTOSTRADA, TANGENZIALE, PASSANTE NORD). NEL PROGETTO PER IL BASSON NON E’ NEMMENO PREVISTO IL FILTRAGGIO DELL’ARIA, COME DA PARONA FINO A POIANO, COSA CHE PROVOCHERA’ NON POCHI DANNI DI SALUTE AI RESIDENTI DEL BASSON