I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

sabato 31 luglio 2010

Festa democratica in Borgo Nuovo

Da giovedì 2 settembre a lunedì 6 settembre nella piazza Dall'Oca Bianca, in via Trapani (Borgo Nuovo) si terrà la prima festa democratica della terza circoscrizione.

Tra i vari ospiti, Rosy Bindi, Marco Follini ed Enrico Morando, musica, buona cucina e importanti novità tra letture di poesie e colonne sonore che riprendono la tematica del viaggio...

E non è finita qui...

lunedì 26 luglio 2010

Emendamenti al traforo. Importanti novità proposte per la terza circoscrizione (di Carla Padovani)

Emendamenti alla proposta di deliberazione n. 77

A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione: realizzazione di uno svincolo in prossimità della località Turbina”.

A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione :realizzazione di una seconda corsia per senso di marcia nel tratto di collegamento con la starda del Brennnero”.


A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione:realizzazione del collegamento con Via Valpolicella passando sotto la ferrovia”.


A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione: l’attraversamento dei canali come il Conagro ed il Biffis nel territorio della 3^ Circoscrizione dovranno avvenire in galleria o sottopasso”.


A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione:la realizzazione della strada dopo il ponte sull’Adige all’altezza dell’Abital in territorio della 3^ Circoscrizione dovrà avvenire in trincea”.


A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione: per l’intero percorso fuori galleria si dovrà utilizzare un asfalto antirumore e all’ossido di titanio ( asfalto catalitico solare)”.

A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione:si dovranno realizzare barriere antirumore lungo l’intero percorso”.



A pag. 6 della proposta di deliberazione al punto 1. alla terza riga dopo “il progetto preliminare” aggiungere:” dando atto che in sede di progettazione definitiva dovrà essere eseguita la seguente prescrizione:collocamento di pannelli fotovoltaici sul percorso come già realizzato sull’autostrada del Brennero, l’energia elettrica prodotta dovrà essere utilizzata dal Comune di Verona”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1a.di prevedere come compensazione ambientale la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi quella sull’ex canale Conagro alla Croce Bianca con la “pista ciclabile del sole” esistente lungo il Biffis, all’altezza dell’Aeroporto di Boscomantico, tale pista ciclabile sarà realizzabileper quanto pissibile in affiancamento al canale Conagro”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1b. di prevedere come compensazione ambientale la prosecuzione della pista ciclabile di Chievo lungo Via Aeroporto Berardi-centrale elettrica –Bocsomantico”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1c. come opera di compensazione prevedere l’allargamento di Via Bacilieri tra Via Lugagnano e Strada Regionale 11 dal lato ovest dell’attuale strada”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1d. come opera di compensazione prevedere la sistemazione di Via Bacilieri tra strada Regionale 11 e Via Gardesana”.

A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1e. come opera di compensazione prevedere la sitemazione di Via Turbina e la realizzazione di marciapiede in tale via”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1f. come opera di compensazione prevedere il collegamento di Via Pitagora con Via Fava”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1g. come opera di compensazione prevedere il collegamento di Via Galvani con Via Da mosto”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1h. come opera di compensazione prevedere la sistemazione di Via De Pinedo tra Via Gardesane e Via Turbina”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1i. sostituire l’auditorium previsto nell’autoparco in prossimità di Verona Nord, con la realizzazione di un centro polifunzionale al Basson”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1l. sostituire l’auditorium previsto nell’autoparco in prossimità di Verona Nord, con la realizzazione di un centro polifunzionale al Chievo”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1m.. sostituire l’auditorium previsto nell’autoparco in prossimità di Verona Nord, con la realizzazione di un centro polifunzionale al Basson”.

A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1n. come opera di compensazione ambientale di chiede l’acquisizione delle aree residue della Spianà per la realizzazione del parco urbano”.


A pag. 12 della proposta di deliberazione dopo il punto 1. aggiungere il punto” 1o. come opera di compensazione ambientale si chiede l’acquisizione dellìex cava Speziala a San Massimo”.


A pag. 15 della proposta di deliberazione aggiungere il punto :” 7. di prevedere una valutazione economica della ghiaia ricavata dagli scavi dell’opera e che una percentuale del 50 % del ricavo venga destinata all’ acquisizione delle aree residue della Spianà per la realizzazione del parco urbano”.


A pag. 15 della proposta di deliberazione aggiungere il punto :” 7a.nell’ambito dell’accordo non siano inserite clausole che implichino un ulteriore aumento di oneri al Comune”


A pag. 15 della porposta di deliberazione aggiungere il punto:” 7c. di prevedere nell’ambito della convenzione che “ qualsiasi imprevisto nella realizzazione dell’opera non costituisca un onere aggiuntivo a carico dell’amministrazione””.


A pag. 15 della proposta di deliberazione aggiungere il punto: “ 7b.di stralciare completamente nella convenzione il punto che prevede che nel caso di traffico inferiore al previsto l’onere aggiuntivo sia a carico dell’amministrazione”


A pag. 3 della proposta di deliberazione alla riga ventiduesima dopo la frase:” con un nuovo ponte a 3 luci “ stralciare la frase “ di importante valenza architettonica”.
A pag. 3 della proposta di deliberazione alla terzultima riga starlciare la frase “a servizio dell’utenza”.
Ordine del giorno collegato alla proposta di deliberazione n.77

Considerata l’importanza del collegamento della strada con la Valpolicella,
considerato che l’attuale svincolo presso Parona non collega la Valpolicella e per raggiungerla è necessario passare attraverso il centro di Parona con tutte le implicazioni di aumento del tarffico e dell’inquinamento,

si invita l’amministarzione

a realizzare al più presto il completamento del tracciato mediante il collegamento con Via Valpolicella passando sotto la ferrovia.

giovedì 22 luglio 2010

FESTA DEMOCRATICA QUINZANO - 29 Luglio - 8 Agosto 2010

Aprirà i battenti giovedì 29 luglio la Festa del PARTITO DEMOCRATICO di Quinzano, nella consueta area verde della Circoscrizione 2, di fronte alle piscine di Via Santini, pronti ad incontrarVi in un clima sereno ed in un ambiente fresco ed invitante.

Il programma dell'edizione 2010 è particolarmente ricco di appuntamenti politici, musicali e teatrali.

Molta attesa per lo spettacolo che verrà messo in scena Lunedì 2 agosto, ore 21.15 “La Grande Guerra meschina”, di Anderloni.

La Fanfara Ziganka, torna a grande richiesta e si propone con le musiche popolari dell’est europa, mercoledì 4 agosto, sempre alle 21.15.

Sulla pista da ballo nei fine settimana ci si potrà lasciar andare al ballo liscio con buona musica, oltre alla presenza di intrattenimenti con i Pagliacci ed attività ludico-educative per i più piccoli.

Gli ospiti potranno gustare i tradizionali piatti della cucina veronese di terra e di lago, che hanno fatto di Quinzano un appuntamento da non perdere anche per i golosi.

Al PUNTO INFORMAZIONE PD saranno attivi spazi di discussione politica amministrativa con consiglieri provinciali, comunali e della 2^ circoscrizione e con molte associazioni e comitati locali.

La festa chiuderà i battenti domenica 8 agosto.

Programma dettagliato

GIOVEDI 29 LUGLIO
ore 19.15
incontro-aperitivo riPartendoDa NOI, prospettive del Pd
ore 21.15
Apertura della Festa: Giandomenico Allegri,
segretario provinciale Pd Verona
ore 21.30
Laura Puppato, capogruppo Pd Consiglio Reg. Veneto
Giuseppe Civati, consigliere regionale Lombardia Pd
VENERDI 30 LUGLIO
ore 20.15 - 21.15
musica con Gruppi Riuniti
ore 21.15 - 22.30
Felice Casson, senatore Pd, Commissione Giustizia
Giampaolo Fogliardi, deputato Pd, Commissione Finanze
Roberto Fasoli, consigliere regionale Veneto Pd
ore 22.30 - 23.30
musica con Gruppi Riuniti
SABATO 31 LUGLIO
ore 21.30
Folk italiano con il Gruppo musicale Si Vire l’Animale
DOMENICA 1 AGOSTO
ore 19.15
Incontro-aperitivo con Carmelo Furnari, coordinatore forum
veterinario Pd e Silvia Allegri, consigliere provinciale Pd
ore 21.15
Cinedibattito presso la Sala della Circoscrizione.
A cura Giovani Pd
ore 21.30
sul palco liscio e spettacolo con Rosy Guglielmi
LUNEDI 2 AGOSTO
ore 21.30
Teatro La Grande Guerra meschina
MARTEDI 3 AGOSTO
ore 19.15
incontro-aperitivo con Stefania Sartori, capogruppo Pd
consiglio comunale di Verona
ore 21.30
Musica e danza con la Fanfara Ziganka
MERCOLEDI 4 AGOSTO
ore 21.30
Giorgio Tonini, senatore Pd, Commissione Affari Esteri
Franco Bonfante, vice presidente Consiglio Regionale
del Veneto
GIOVEDI 5 AGOSTO
ore 19.15
incontro-aperitivo con Mariapia Garavaglia, senatrice
Pd, Commissione Istruzione Pubblica
ore 21.30
Musica a cura Giovani Pd con gruppi giovanili Veronesi
VENERDI 6 AGOSTO
ore 21.15
Cinedibattito presso la Sala della Circoscrizione.
A cura Giovani Pd
ore 21.30
Sul palco liscio con Richi & Franco Band
SABATO 7 AGOSTO
ore 21.30
Sala della circoscrizione: incontro con GAS la Coccinella:
sulla sovranità alimentare, decrescita, convivenza
ore 21.30
Sul palco liscio con Fantasy Group
DOMENICA 8 AGOSTO
ore 21.30
Sul palco liscio con Gabri’s

martedì 20 luglio 2010

Alcuni dati sul mondo universitario del Veneto

Valori assoluti
Residenti Residenti Italiani
Totale
Ateneo nella fuori Stranieri residenti
Iscritti
Regione Regione all'estero
Padova 60.462 48.661 9.460 2.285 56
I.U.A.V. 6.011 4.456 1.318 233 4 Venezia Cà
17.242 14.200 2.614 420 8
Foscari Verona 21.069 14.254 5.883 932 0 Totale 104.784 81.571 19.275 3.870 68
1) Numero di docenti che fanno ricerca e didattica nelle università del Veneto: oltre 4.000
2) Numero di tecnici amministrativi che operano nelle università del Veneto: circa 3800
3) Numero di studenti iscritti alle facoltà degli Atenei del Veneto: 104.784 studenti
4) Numero di studenti veneti iscritti all’Università: oltre 110.000 studenti
5) Numero totale di Atenei: 4 (Padova, Venezia, Verona, IUAV)
6) Numero di studenti che ogni anno si iscrivono agli Atenei Veneti: circa 18.000
7) Numero si studenti che nei prossimi dieci anni si iscriveranno agli Atenei Veneti: 180.000
8) Facoltà con piu’ iscritti: Economia, Lettere, Medicina, Lingue.

Quasi tutti i grandi e medi centri urbani del Veneto ospitano corsi universitari, laboratori decentrati o sono sede di dipartimenti o centri di ricerca (Vicenza, Rovigo, Feltre, Mestre, Treviso, etc).


LE PROPOSTE DEL PD del VENETO
1) Largo ai giovani e spazio per l’esperienza: -Docenti in pensione a 65 anni -Possibilità per i docenti fino a 70 anni di collaborare con docenze a contratto con gli Atenei
2) Eliminazione del blocco del turn over e possibilità di assunzione di giovani ricercatori per gli Atenei che hanno i conti in ordine 3) Parametrare i compensi dei docenti al merito (didattica, ricerca e contatti con territorio, società ed economia) 4) Creare un contratto unico per i ricercatori in formazione (dottorandi) con diritti sociali e previdenziali. Miglioramento del trattamento economico dei dottorandi 5) Piano nazionale e regionale di contribuzione pubblica per gli affitti degli studenti fuori sede.
Incremento fondi edilizia residenziale per studenti 6) Fare del Veneto la prima regione in Italia per l’assistenza ed il diritto allo studio 7) A livello nazionale passare in dieci anni dallo 0.8% all 1.3% di PIL investito in ricerca ed università,
allineandoci alla media dei grandi paesi europei
8) Detassare donazioni di privati agli Atenei
9) Rendere l’Anvur, agenzia nazionale di valutazione dell’università e della ricerca operativa e

funzionante sulla base di criteri chiari ed internazionali 10) Passare dall’angoscia per la fuga dei cervelli all’obbiettivo di attrarne da tutto il mondo il numero maggiore possibile
11) Rilanciare il dottorato di ricerca nelle università venete, migliorandone la qualità, la quantità, l’internazionalizzazione. Dimezzare i fondi regionali per l’innovazione (solitamente trasmessi alle imprese con 3 o 4 anni di ritardo rispetto ai bandi) e dedicare le risorse liberate a finanziare nuove borse di studio di dottorato
12) Rendere obbligatorio il dottorato di ricerca per l’accesso alla docenza universitaria, considerarlo come valore aggiunto nei concorsi pubblici, assicurare agevolazioni fiscali per le imprese che assumono dottori di ricerca
13) Piu’ cultura d’impresa nella facoltà scientifiche per gettare il seme dell’imprenditorialità nei giovani veneti in formazione.

lunedì 12 luglio 2010

Con il federalismo truffa stanno tagliando 14 miliardi di servizi. Regioni, spiegatelo ai cittadini


Bersani a L'ISOLA CHE C'E': "Basta con la subalternità alla Lega. L'autonomismo lo abbiamo inventato noi, loro hanno fatto solo le ronde"


“Non vorrei che il federalismo che ha in testa Tremonti diventasse la via italiana per ridurre lo stato sociale che è basato sulla dimensione locale. Non vorrei che il federalismo fosse il pretesto per dare una botta alla spesa sociale. Non si possono dare mazzate così senza sapere cosa si sta facendo, si passa dal federalismo delle chiacchiere al federalismo della truffa”.
Dalla scuola di politica del Partito democratico che si svolge a Venezia, Bersani ha denunciato come se “si abbassa di 14 miliardi di euro la soglia della finanza regionale locale, o sono 14 miliardi in meno di servizi o sono 14 miliardi in più di tasse. Se vogliamo toglierne uno per gli sprechi? Saranno 13 miliardi oppure saranno 12, ma questo è quello che sta succedendo. Poi come curiamo i cancri, come gestiamo gli asili che chiudono? Occhio ai costi standard. In Emilia 29 bambini su 100 hanno gli asili, in Calabria sono 1,2 magari Calderoli pensa che costa di più ma si sbaglia. Quanti bambini in Italia devono avere l’asilo? 14, 15? e poi chi dà i soldi a chi ha meno? Le Regioni – ha poi continuato – farebbero bene a spiegare ai cittadini di cosa si sta parlando, di quali servizi. Nei prossimi giorni emergerà il tema crucialissimo dei trasporti pubblici, degli interventi per le imprese, dei servizi per la ricerca, della non autosufficienza, dei servizi sociali e degli interventi sull’ambiente. Siamo in Parlamento con le nostre proposte che abbiamo rivolto al governo”.
E se il federalismo che nasconde le tabelle con i calcoli dei costi è un pericolo il Pd deve reagire: “Siamo quelli del sociale: che anche se gli rimane solo un euro lo dà a chi ha più bisogno perché alle difficoltà si risponde collettivamente, si risponde ai problemi solo guardando il mondo con gli occhi di chi è più in difficoltà. In Emilia Romagna son stato il primo maschio a far l’assessore ai servizi sociali e un ragazzo spastico mi disse: cosa m’importa di aver qualcuno che mi allaccia una scarpa se vede solo il mio piede e cosa m’importa se imparo ad allacciarmele se sono solo? mettiamo i bisogni nella comunità, è civilizzazione. La partecipazione è ascolto e presenza dell’amministratore sui problemi e nei luoghi. Il problema non è fare il sindaco è essere sindaco! Perché lo sei? Perché ci sei”.
“La lega ha inventato le ronde e basta, in 15 anni non hanno inventato una cosa, sono solo ideologia. E mentre noi dicevamo che le ideologie eran finite se ne sono costruita una!”, Il PD contro la lega degli egoismi deve tirar fuori “l’orgoglio autonomistico, la mia generazione deve consegnare il testimone ai nativi del PD ma dovete sapere cosa avete alle spalle: le culture a cui ci riferiamo son quelle che hanno inventato tutto quello che di buono il locale ha espresso. mentre dalle destre non viene nessuna politica locale per l’urbanistica. hanno inventato loro i consorzi sociosanitari con cui abbiamo rivoluzionato la sanità pubblica, le aree artigianali, gli asili nido? No. Non esistono riforme partite da Roma, ha sempre cominciato un luogo, con dei partiti riconoscibili per le politiche, dei franchising. ora dobbiamo ricostruire con le buone pratiche, validarle, farle diventare un marchio riconoscibile”. E poi il federalismo non è un’invenzione leghista: “Ne abbiamo iniziato a discutere in Italia ai tempi di Napoleone! Il discrimine già prima del Congresso di Vienna era tra chi proponeva una confederazione di stati e se a guida papale, piemontese…poi c’era un filone democratico radicale che vagheggiava l’unità pensando che a partire dal basso come meccanismo partecipativo si potesse accendere la miccia unitaria. ora, secoli dopo, grossomodo non siamo fuori da questa discussione, così il federalismo? il modo più efficiente per garantire con l’aiuto del centro il raggiungimento di livelli di servizi di base più efficienti con condizioni uguali per tutti. invece può mascherare una confederazione in cui ci son delle tabelle che accettano un divario nelle condizioni di base


Insomma rifiuta il modello delle destre e ne propone uno alternativo: “Non è la regione dei governatori e del popolo, ma quella di un presidente e delle funzioni. Più ti metti nella rete più devi inventare un recupero d’identità, facendolo a nostro modo, civilmente: non tenendo fuori gli immigrati ma recuperando la comunità. attenti a non giocare coi simboli, usiamolo in modo razionale, alternativamente ai leghisti. C’è un problema di ultimo miglio: in un sistema regionale o nazionale come la banda larga, la ricerca, la sanità, il ciclo dei rifiuti c’è un ultimo miglio politico e organizzativo che spetta all’amministratore locale inventare perché la rete è fredda. Una struttura non può essere isolata dal contesto”. E consiglia di scaldarla aprendosi: “Chiami le associazioni, inventi un servizio aggiuntivo, una convenzione con gli alberghi per l’ospitalità dei parenti dei malati. Se hai la banda larga in un paese di montagna metti a lavorare i giovani che studiano. è una parte importantissima o si crea distacco tra le burocrazie delle reti, regioni, Telecom, asl e i cittadini con in mezzo i comuni”.
In cosa un amministratore del PD deve essere riconosciuto in tutta Italia?
E’ la domanda attorno a cui ruota la parte più ampia del suo intervento: “Noi siamo per l’autonomia della convivenza. A Bolzano la destra accende i fuochi e il PD riconosce i problemi e propone la convivenza. Facile da dire meno da fare, certo non è il buonismo, guardiamo i decili di reddito: gli immigrati vanno tutti negli ultimi 2, quelli dei più poveri. i benestanti non se ne accorgono, non li minacciano, non sanno cos’è il tumulto delle graduatorie per case popolari, prestazioni. E c’è chi si vede buttato fuori. Allora nel federalismo fiscale se un comune ha un servizio e arrivano i nuovi poveri servono posti in più. Chi li paga? lo paga chi è nei decili più alti e magari usa l’immigrato come forza lavoro”.
E poi, il territorio: “Sappiamo che è scarso e dobbiamo disegnare progetto di città”.
Rivendica con gli amministratori e gli studenti della Scuola di Politica come “noi del PD siamo quelli della partecipazione, oggi fra stato e cittadini c’è di mezzo solo la tv. La tecnologica consente più cose ma un amministratore deve avere comunque la sua idea evitiamo di stare in balia dei sondaggi. Dobbiamo avere prima una propria idea, pronti a farsi smentire se ci si accorge di aver pensato una cazzata ma diciamo la nostra, facciamo vedere la personalità”.
E sprona i più giovani: “è l’elemento più forte di formazione alla politica la vera formazione è imparare i problemi sapere che ci sono applausi e fischi, sì e no e sono più formativi i no. E vanno spiegati, dev’esserci una logica “. U n intervento in cui non sono mancati i richiami alla sua storia personale: “Ho cominciato a 23 anni come consigliere comunale di minoranza in un comune di montagna poi ho fatto altre cose fino al ministro.. , ora so che perfino un buon amministratore può essere un pessimo politico ma è difficile che i buoni politici non abbiano mai incrociato un’esperienza di amministrazione, non c’è scissione: la politica deve avere passione, visione e concretezza”. Inizia da una riflessione sul suo percorso politico l’intervento del Segretario del PD, Pier Luigi Bersani a l’Isola che c’è, e poi tocca uno dei primi temi affrontati dalla formazione PD: cos’è la globalizzazione. La definisce “ l’indifferenza ai fatti locativi, oggi per un’impresa è indifferente fare le cose nel luogo in cui le si sono sempre fatte, si cerca un posto più conveniente per quel che si deve fare, si chiama indifferenza allocativa. Ecco che il locale si riafferma nella sua identità aprendosi alle relazioni”. E’ da qui che “per reazione nasce il leghismo, interpretazione del territorio come comunità omogenea intorno alla quale far barriere e attaccarsi alle radici”. e il compito dei democratici è “rovesciare come un guanto il localismo: comuni e regioni non possono farcela da soli, c’’è bisogno di rete per riorganizzare il servizio sanitario, l’acqua, mentre se ti chiudi in casa tua non ti riorganizzi. Certo ognuno ha il suo compito: la regione organizza le reti, deve dire ad esempio che non tutti i comuni possono avere ospedali, sarebbe inefficiente”. Non tagliare e basta però: “Allora fai presidi ambulatoriali, specializzi un comune per una funzione, ma non solo per lui, per tutti i vicini. E ogni territorio deve esprimere la sua vocazione: il comune termale organizza la politica turistica, chi ha un’università gestire la ricerca, tutto puntando sulla vocazionalità in rete”.
Difficile? certo e il segretario del PD avverte: “Occhio non è teoria, quando ho chiuso gli ospedali mi si son incatenati fuori, non è che la globalizzazione ti cura. Per fare l’amministratore ci vuole il fisico e il coraggio di gestire il consenso guardano un metro più in la del cittadino, non chilometri, sennò è inutile fare l’amministratore. E ho visto nei comuni dove si chiudevano gli ospedali che se c’era risposta e si mantenevano le promesse i voti arrivano”.
L’ultima parte della mattinata è passata rispondendo alle domande dei corsisti. è stata l’occasione per parlare di globalizzazione “un vento che ha dato schiaffoni al modello sociale che era il DNA dei progressisiti in Europa: salari alti, diritti dei lavoratori, welfare costoso, fiscalità alta. Un modello che d’improvviso ha trovato di fronte e non sui libri modelli con salari bassi, fisco inesistente e grandi migrazioni. E’ stata una scossa che ha cominciato ad abbassare le prestazioni e la gente ha cominciato a dire che il fisco è insostenibile”. Così la destra “ha avuto un vantaggio politico interpretando il ripiegamento difensivo su cui ha lucrato. Ma ora la destra non porta l’Europa da nessuna parte: buoni a prender voti non a tenere la barra.. manco sull’immigrazione dato che viviamo in regime di Bossi-Fini . Ma noi abbiamo 50.000 nuovi nati l’anno figli di immigrati: il 10%. tra 15 anni saranno il 30%. non hanno voluto emigrare no? Son nati qua e non sono né immigrati né italiani. E’ ora che gli diciamo chi sono provate a dirlo a quelli con cui litigate: non cela fanno a dirvi che avete torto”.

La strategia del PD: “è arrivata l’ora di metterci all’offensiva nei modi giusti: il compito di chi ha valori forti in testa e nel cuore è farli arrivare e essere concreti facendo attenzione che sbagliando si crea regressione. Il riformista porta i valori dal cielo alla terra e fa passi avanti, concreti. Sì alle radici ma leviamoci dalla testa le nostalgie, siamo neonati, dobbiamo darci la militanza, far passare il principio che i partiti sono società civile, rilegittimiamo la politica e facciamolo con fiducia”.
Basta subalternità alla Lega. “Occhio alle ideologie, il colore del comune è quello del gonfalone non il verde. La Lega ha strumentalizzato il territorio facendo il core business delle politiche locali sulla difensiva, ma non inventano nulla. Noi siamo un partito autonomista serio. Siamo troppo subalterni, basta. La Lega la sfido, m’invitassero a Varese alla festa e a chi urla direi: prova a chiedermi quanto deve pesare uno spiedino alla festa per non rimetterci e poi vallo a chiedere al miliardario… è contradditorio voler essere popolari e stare con Berlusconi. Ma che Roma ladrona? Son seduti loro con 4 ladroni di Roma, che è cosa diversa. Quindi no al federalismo delle chiacchiere si a quello razionale e serio”.
I partiti personali e il PD. “Nessun politologo ci pensa ma se guardate l’arco dei partiti italiani son tutti personali, basati su leadership che sono il core business. ma nel futuro la strada è quella o no? E’ qui la differenza tra populismo e democrazia riformante, partiti populisti e partiti popolari. Finché ci sono io scommettiamo su un partito non personale e ne derivano delle cose: serve la discussione non c’è comando. E nell’epoca del web immaginare una discussione senza rilievo pubblico è impensabile. Bisogna sempre far vedere che si discute, litiga, sui problemi dei cittadini e che i cittadini riconoscano come problemi. Se è così si può esprimer pubblicamente opinioni controverse, mostrare il pluralismo. E’ quando non si capisce perché si discute se non in termini di posizioni personali che non va, e i cittadini lo capiscono quando c’è differenza. E ricordate: le componenti devono diventare ingredienti … io son Bersani ma mi ritengo moderatamente bersaniano!

lunedì 5 luglio 2010

Documento dei coordinatori dei Circoli sulla politica del Partito Democratico Veronese

Questo documento è il frutto di tre incontri tra i coordinatori veronesi dei Circoli del Partito Democratico svoltisi tra il 3 maggio e il 5 luglio 2010.

Il primo obiettivo del documento è di rendere esplicita quella che riteniamo sia l’immagine del PD per la popolazione veronese. Da questa consapevolezza, in secondo luogo, si è inteso ricavare indicazioni per i temi da proporre al Partito Democratico Veronese e per le modalità di relazione tra circoli, organismi provinciali e politica nazionale.

Abbiamo ritenuto opportuno condividere, prima tra di noi e poi con tutto il partito, una riflessione sul merito della politica del PD Veronese prima della fase congressuale provinciale, per poter affrontare quelle che consideriamo questioni importanti della vita del nostro partito privandole della connessione con le candidature al ruolo di segretario provinciale o con specifiche aree di provenienza.

Crediamo che il metodo per la produzione del documento sia significativo e possa far parte anch’esso dei contenuti che proponiamo all’attenzione del partito. Il testo che leggete è il prodotto di tre sere di confronto aperto tra una cinquantina (complessivamente) di coordinatori o loro delegati utilizzando il metodo dei lavori di gruppo. Alcuni coordinatori (Emma Benedetti, Stefano Ceschi, Luca Pradella, Moreno Ferrarini e Massimo Lanza) con la collaborazione di Giandomenico Allegri si sono fatti carico di pensare l’organizzazione degli incontri, di stilare i resoconti delle serate e di produrre i resoconti dei lavori. Nel terzo incontro del 5 luglio è stata presentata, discussa, emendata ed approvata la bozza di documento.

Si sono intenzionalmente trascurate analisi di ampio respiro e, in particolare, la ricerca delle motivazioni del giudizio sul partito che emergeva dall’analisi. Si è scelto di dedicare le risorse di competenza e di tempo a produrre osservazioni e suggerimenti operativi da sottoporre al confronto con tutte le componenti del partito veronese.
Il Partito Democratico per i veronesi

Pare necessario far notare che le osservazioni formulate riguardano un Partito Democratico “generico”. Non si riferiscono, infatti, esplicitamente agli organismi dirigenti nazionali od ai parlamentari; tantomeno l’analisi è sembrata riguardare il Partito Democratico Veronese. L’immagine del Partito Democratico che è stata identificata dai Coordinatori dei Circoli Veronesi mescola le realtà dei circoli con la visione che emerge dall’informazione mediatica del Pd nazionale.

Nell’interpretare la valutazione da parte della popolazione veronese ed in considerazione del fatto che, nelle ultime regionali, solo il 10,17% degli aventi diritto al voto ci attribuisce la fiducia del proprio voto, si è messo ampiamente in evidenza il parere di chi è deluso. Probabilmente sono le persone con cui riusciamo a dialogare di più e molte, nonostante questo sentimento, sono ancora attive all’interno del partito.

I delusi ci comunicano la perdita o l’affievolirsi della speranza emersa con la nascita del partito.

Sono molto evidenti e chiari i messaggi di chi chiede più “opposizione”, maggiore forza nell’esprimere e far valere le nostre idee, maggiore “presenza“ mediatica. Il termine “mediatica” è un’interpretazione perché la richiesta di “esserci” spesso non identifica azioni precise ma, d’altra parte, sembra ragionevole attribuire alla scarsa diffusione dell’informazione sulle nostre azioni parlamentari, regionali, provinciali e locali un ruolo importante in questa percezione di “scarsa presenza”.

Sembra ragionevole attribuire a chi non ci vota e non ci ha mai votato le dichiarazioni più “politiche”: il PD viene identificato come difensore di ambiti “protetti” e “poco produttivi” della popolazione.

Una terza “immagine” possiamo attribuirla agli “scettici”: quella di non esser diversi da altri nel fare una politica che è solo interesse “personale” o di “gruppo”.

In quest’analisi mancano espliciti riferimenti a specifiche posizioni politiche che non siano quelle relative alle contraddizioni interne del partito: primarie in alcuni casi mentre in altri no, valori di onestà e trasparenza traditi da esponenti di spicco del partito, il mancato rinnovamento della “classe dirigente”. E’ molto probabile, comunque, che una parte dell’elettorato orienti il suo giudizio negativo in base alle nostre opzioni politiche di fondo. Sembra opportuno ricordare come da tempo il Pd, nel Veneto e nel Veronese, abbia problemi di comunicazione con i ceti produttivi. Sembra necessario, quindi, recuperare la fiducia dei lavoratori e superare, reciprocamente, i pregiudizi in materia di impresa e verso la figura degli imprenditori.

Un sostanzioso giudizio “negativo” fa parte anche del sentimento di chi nel partito è attivo e si concretizza nel concetto di “delusione delle aspettative”. In questa interpretazione confluiscono esperienze locali ed un giudizio spesso insufficiente dell’iniziativa politica nazionale.

Consideriamo una sconfitta non riuscire a coinvolgere molte persone nelle iniziative dei circoli o percepire che le persone con cui entriamo in contatto ci considerino “politici per bene” ma con scarsa possibilità di incidere sulle scelte importanti. Contemporaneamente molte delle critiche formulate dai “delusi” sono condivise anche dai “resistenti” che si aspettano maggiore visibilità del partito.



A dispetto della fatica e della delusione c’è, però, molto orgoglio nell’appartenere al Partito Democratico !

Siamo un partito in cammino con la meta di costruire una nostra forte identità e il rinnovamento della vita sociale del Paese. C’è la sicurezza di essere dalla parte giusta; dalla parte dei valori di giustizia, di attenzione all’ambiente. Siamo orgogliosi delle nostre scelte per l’integrazione, per la solidarietà e per il sostegno del lavoro. Siamo sicuri di essere il motore politico dell’innovazione sociale ed economica e del rinnovamento culturale e politico. Siamo orgogliosi del nostro “senso dello stato”, della convinzione che sia necessario pensare ed agire per il vantaggio comune. Siamo certi che è profondamente sbagliata l’opinione che tutti i partiti politici, che tutti gli uomini politici, che tutti gli attivisti politici siano uguali e dediti ad interessi personali; la frase in veronese “si tuti stesi” la devono rivolgere ad altri !

La vita dei circoli, la loro diffusione territoriale, la comunicazione tra organizzazioni del territorio e vertici del partito, in entrambe le direzioni (!), sono state identificate come il secondo punto di forza attraverso cui costruire il recupero di consenso nella popolazione.

C’è una grande aspettativa verso i dirigenti nazionali: la possiamo sintetizzare nella richiesta di chiari obiettivi politici e di una visione per il futuro. Ma c’è anche una grande disponibilità a fare tutti la nostra parte per far crescere il Partito Democratico e il paese.





Le azioni per collegare l’azione dei Circoli e gli organismi provinciali

Le proposte vengono presentate in forma sintetica raggruppate per temi.



· Rendere efficaci le azioni degli organismi

Rappresentanti dei circoli nell’assemblea provinciale

Assemblee che prendano decisioni esplicite con resoconti e delibere in cui vengano individuate le iniziative ed i responsabili

Comunicazione delle attività di assemblee, direzione, parlamentari, consiglieri provinciali e regionali ad elettori – iscritti – circoli …



· Incremento della visibilità del Partito nell’ambito locale

Nelle competizioni elettorali locali attenta valutazione della presenza del simbolo del PD in eventuali liste civiche o scelta di presentare liste di partito quando gli accordi possibili non facciano prevedere una seria possibilità di vittoria;

Iniziative dei circoli più frequenti ed ampiamente diffuse tra la popolazione con Parlamentari e Consiglieri Provinciali – Regionali, rappresentanti del PD negli Enti;

Progetto di circolo: Identificazione di un progetto a medio – lungo termine per ogni circolo in cui risultino le azione da compiere in funzione dei risultati (realistici) da ottenere;

Maggiore presenza di Parlamentari nelle iniziative pubbliche e nell’ascolto sistematico dei militanti.



· Coordinamento e condivisione delle posizioni ed azioni politiche sulle diverse problematiche locali ed in particolare quelle legate allo sviluppo con elevato impatto ambientale (quali il Motor City, Ca’ del Bue, Tangenziali a pagamento, Traforo delle Torricelle) il lavoro e la salute.



Le specificità del Partito Democratico Veronese

L’attenzione al territorio e all’ambiente è un elemento centrale della sensibilità dei nostri sostenitori anche perché, probabilmente, la città e la provincia vivono da molti anni un’emergenza assoluta in relazione all’inquinamento atmosferico. L’identificazione di opzioni politiche (analisi e proposte) chiare, semplici e ribadite sembra essere un punto chiave per identificare il partito come una risorsa per tutta la popolazione.

E’ necessario identificare il profilo economico futuro della provincia in relazione ai contesti limitrofi, alle relazioni in atto e potenziali nonché alle tendenze internazionali. Nello stesso tempo occorre effettuare una forte pressione sugli organismi nazionali per la definizione di una proposta politica chiara ed una comunicazione efficace in relazione alle tematiche del fisco e del lavoro autonomo e dipendente.

Sembra conseguente definire analisi e proposte che definiscano la posizione del partito veronese sugli elementi portanti dell’economia veronese:

· Agricoltura - Industria agroalimentare - Turismo anche nelle loro forme di interazione (turismo enologico – filiera corta - …)

· Innovazione tecnologica e relazione con centri di ricerca ed università

· Sanità

Aprire i temi della prevenzione, efficacia-efficienza degli investimenti, ruolo in espansione del privato in alcuni settori (anziani, riabilitazione, diagnostica, cure dentistiche …)

· Edilizia e valorizzazione del patrimonio abitativo storico





Elementi relativi all’azione del PD Veronese nei confronti della politica del Partito nazionale

Il quadro precedente rende necessarie, da parte degli organismi provinciali e dei veronesi eletti nelle istituzioni provinciali, regionali e nazionali, azioni che colleghino la realtà veronese alla definizione e allo sviluppo della politica nazionale del Partito Democratico.

Si ritiene strategico fare in modo che il PD sviluppi particolare attenzione alle situazioni delle regioni ad elevato sviluppo economico nel quale è meno forte la sua influenza. A questo proposito è particolarmente sentita, nel Veneto e nel Veronese, l’esigenza di chiarezza nella proposta politica e nella comunicazione in relazione alle tematiche del fisco e del lavoro autonomo e dipendente.

Una visibile considerazione del nostro ruolo nella politica nazionale lo si potrà mostrare anche con la presenza di esponenti di primo piano del Partito nell’ambito delle iniziative veronesi e con la reale distribuzione di risorse economiche dal nazionale alle iniziative locali.

Nella logica di moltiplicare gli elementi di comunicazione e di ascolto si ritiene che debba essere valorizzata e coordinata l’azione dei circoli attraverso strumenti di condivisione di esperienze (buone pratiche) e formazione (on-line) e sistematici momenti di confronto.

Non sono temi che pensiamo tipicamente veronesi, invece, la sollecitazione pressante all’unitarietà delle posizioni dei diversi esponenti nazionali nella contrapposizione alle politiche della destra come pure la necessità di rinnovamento della classe politica, di investire sulle persone ed in particolare sulle donne e sui giovani anche con proposte forti o rischiose.

Segno concreto di tale scelta può essere una più decisa opzione ed azione politica verso il re-inserimento delle preferenze nelle elezioni nazionali.

Negli ultimi mesi l’atteggiamento generale del partito e dei suoi esponenti nazionali è stato apprezzato per la concretezza, la puntualità e la capacità di evocare azioni concrete e disegnare un futuro di speranze. Lo sforzo di unitarietà e di un efficace strategia comunicativa deve continuare in questo senso.



Conclusioni

L’analisi realizzata nelle tre serate non pretende di essere esaustiva. Questioni importanti quali le relazioni con gli altri partiti, le organizzazioni sindacali e di categoria, la chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, l’associazionismo, …, non sono state affrontate. Non sono state prese in considerazione le concrete problematiche del consiglio provinciale e nemmeno quelle del comune capoluogo o dei centri più popolosi. Non si è ritenuto nemmeno di iniziare a prendere in considerazioni questioni relative ai grandi temi nazionali che non sarebbe stato realistico affrontare con le nostre competenze ed i nostri tempi.

Si è evitato, senza sceglierlo esplicitamente, anche di discutere delle diverse anime del partito: un buon segno crediamo. Ancor di più ! Crediamo sia un segno necessario per continuare a costruire il progetto del partito democratico e contribuire a costruire fiducia nel futuro.



I coordinatori dei Circoli del Partito Democratico della provincia di Verona

sabato 3 luglio 2010

Proposta di legge regionale sulla trasparenza

Dopo la crisi finanziaria internazionale sono in molti a proporre la trasparenza per uscire dalla crisi e per avviare nuovi comportamenti ispirati all'etica nell’economia, nella finanza, nelle istituzioni e nelle organizzazioni.
Negli anni ’70 Albert O. Hirschaman sottolineava che l’opzione voice consentiva ai cittadini di farsi sentire, di rapportarsi alle organizzazioni e di denunciare le inefficienze. Tale opzione per realizzarsi ha bisogno di un sistema di trasparenza totale.
Durante l’iter di approvazione della legge n. 15 del 2009 di riforma delle PA Pietro Ichino propose un emendamento che si ispirava alla trasparenza totale, approvato dalla maggioranza e dalla minoranza.
Si constata che la trasparenza non interessa solo le Pubbliche Amministrazioni ma anche le organizzazioni ed i settori internazionali dell’economia e della finanza.
In questi ultimi tempi la trasparenza totale è stata sostenuta dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nella gestione delle banche e dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nella riforma di Wall Street e dei mercati finanziari.
Il consigliere Regionale Franco Bonfante ha proposto un disegno di legge “Disciplina dell’attività di relazione istituzionale” che si propone di rendere trasparenti i rapporti con le istituzioni regionali.
Per saperne di più ho intervistato Franco Bonfante, Vice-Presidente del Consiglio Regionale del Veneto.

Ritiene che la trasparenza possa aiutare il sistema a migliorarsi ed a ristabilire un nuovo rapporto con i cittadini, considerato il distacco tra cittadini, istituzioni e partiti espresso con il partito delle astensioni?
I cittadini e le istituzioni possono realizzare un rapporto proficuo e democratico se viene realizzato il principio della full disclosure già da tempo in vigore in alcuni stati del nord Europa (Svezia e Regno Unito) e negli Stati Uniti d’America. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di controllare il funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni e di partecipare alla co-creazione del valore dei servizi pubblici. In assenza della trasparenza si acuisce il distacco dei cittadini dalle Istituzioni e dalle organizzazioni.

Quali sono gli obiettivi della sua proposta di legge regionale e da quali valutazioni scaturisce?
Scopo della legge è quello di regolamentare le lobbies, rendere trasparente la relazione istituzionale, cioè il rapporto tra il lobbista e il rappresentante regionale (Presidente, Assessore, consigliere,dirigente).
Nel Paese e nel periodo delle "Cricche" ottenere l'approvazione di una simile legge non sarebbe cosa da poco.

Può spiegare i contenuti della proposta di legge?
In sostanza si tratta di prevedere l'obbligo di registrazione per i lobbisti in registri tenuti dal Consiglio e dalla Giunta Regionali, nonché l'obbligo di depositare annualmente una relazione sull'attività svolta.

La trasparenza nei rapporti istituzionali con l’Ente Regione può semplificare l’attività e reprimere sul nascere i rapporti non leciti che appesantiscono la macchina regionale ed inducono molto spesso a commettere errori?
E' evidente che una legge, da sola, non può avere la presunzione di risolvere il problema della corruzione, ci mancherebbe! Però può aiutare ad una maggiore responsabilizzazione di chi ha il potere di decidere e che così si sente democraticamente controllato nella sua azione.

A mio avviso la trasparenza è importantissima, a livello istituzionale ma anche in qualsiasi altro rapporto associativo. Trasparenza vuol dire correttezza, buona fede, possibilità di conoscere e quindi di decidere.

di Antonino Leone