I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

mercoledì 29 settembre 2010

Davvero "il Pd non fa opposizione"? (da Termometro Politico)

Provate a prendervi un caffè in un bar qualunque della nostra penisola. Provate a farvi un giro su uno dei tanti luoghi di aggregazione sociale sul web. Provate, infine, a fare un discorso più o meno articolato che contenga le parole “Partito Democratico” (o “Bersani”, a scelta) e “opposizione”. Ora notate le reazioni, e scoprirete che la maggioranza dei vostri ipotetici interlocutori si mostrerà convinta nell’affermare che Bersani e il suo partito non fanno opposizione.


La tesi sembrerebbe condivisibile e, di fatto, lo è. Per la sua forza quasi tautologica è diventata uno dei tanti luoghi comuni e in quanto tale merita due considerazioni. La prima è che come tutte le opinioni comuni essa non è necessariamente vera, anzi. La seconda è l’invito a farci riflettere sui fattori che hanno contribuito ad alimentare questa credenza.

Per farlo, lasciamo per un attimo Bersani e soffermiamoci sugli altri leader politici del centro sinistra o quelli che comunque gli gravitano attorno. Chi più, chi meno, ognuno di loro ha dei tratti elocutori distintivi con cui riesce ad “ammaliare” l’elettorato. La passione, la forza comunicativa, il linguaggio estremo e diretto pagano molto nel modo di fare politica attuale, e portano un bel po’ di voti. La conclusione è che nel pastone delle dichiarazioni politiche vale molto più un «vaffanculo» di Grillo e un «piduista» di Di Pietro che la calma piatta del Pd.

Ma è davvero solo in questo modo che si fa opposizione? La domanda è volutamente retorica. Se pagassero solo urla e veracità, i voti dei democratici si vedrebbero ridotti al lumicino, poiché proprio la mancanza di carisma dei segretari piddini ha contribuito a far migrare molti elettori verso altri lidi.

L’opposizione non è una grandezza fisica, eppure esiste un luogo dove poterla misurare: il Parlamento. È qui che il Partito democratico si prende la sua rivincita contro le malelingue.

Per contrastare la vox populi prendiamo in esame due dati, facilmente consultabili sul sito della Camera dei Deputati. Il primo è quello delle percentuali di presenza in aula, in cui il Pd stravince tra le forze d’opposizione con un dato di presenze totali (in cui si conteggiano anche le missioni dei deputati) che si attesta all’84,49%, seguito dal 78,31% dell’Idv, il 76,35% dell’Udc e il 74,98% del gruppo misto.




Il dato delle presenze, tuttavia, non è per forza sinonimo di fervida attività dei gruppi parlamentari. Per tale motivo ricorreremo a un ulteriore dato, molto più indicativo: la presenza dei gruppi parlamentari alle votazioni. Qui i deputati del Pd fanno letteralmente la differenza, dimostrandosi i più attivi non solo delle opposizioni, ma di tutto il Parlamento, superando di misura anche l’attivissimo gruppo leghista.

La percentuale di presenze democratiche alle votazioni sfiora quota 82%; a seguire troviamo la Lega Nord (81,19%), Futuro e Libertà (76,32%), PDL (73,86%) e, fanalini di coda – se si esclude il gruppo misto che non arriva al 60% – l’Udc (72,60%) e l’Idv (72,25%).

Quelli che sembrano solo freddi numeri in realtà sono la condicio sine qua non che ha permesso al Pd e a tutta l’opposizione di battere il governo non una, non due, ma ben cinquantatré volte; un dato che dovrebbe fare scalpore, se solo si pensa alla maggioranza schiacciante di cui ha disposto Berlusconi finora; un dato, tuttavia, che resta impigliato nelle maglie dell’informazione extraparlamentare, a cui fa comodo che la politica sia diventata un calderone aleatorio, lontano dalla pragmaticità e inconfutabilità del voto in Parlamento.

martedì 28 settembre 2010

Mozione cava Speziala (di Carla Padovani)

La cava Speziala, ora dismessa, è stata per decine di anni alla ribalta ' con alterne vicende' a
dimostrazione di quanto la sua presenza abbia influito suila vita delle persone e dell'ambiente del quartiere di San Massimo.
Da una ventina di anni, da quando cioè è stata dismessa , si è molto dibattuto nel quartiere sul
destino di questo " buco". Nel frattempo la natura ha preso il sopravvento quasi a dare indicazioni sulla vocazione di quell' area, creando un fitto bosco con molte specie arboree autoctone dove trovano dimora molte specie di uccelli censite dalla Lipu.
Nell'ottobre 1995 1950 cittadini di San Massimo-Croce Bianca hanno sottoscritto un progetto di parco pubblico "Un parco per la città" intravedendo la possibilità di riscattare questa parte di territorio , così martoriata e compromessa dall'attività di scavo, creando un progetto di " parco Urbano", coinvolgendo tutte le scuole del quartiere. Oltre trenta associazioni del quartiere hanno sottoscritto tale progetto.
Nel Pat si e recepita questa esigenza indicando tale area come "area boschiva".
Recentemente è pervenuta alla 3^ circoscrizione la richiesta di parere dell'edilizia privata del
Comune, inerente ad una proposta di bonifica ambientale che prevede il pressoché totale taglio degli alberi nell’ex cava, parere negativo votato all'unanimità dal consiglio di circoscrizione il 30 novembre 2009.
La quasi totale eliminazione degli alberi è motivata dai proprietari dell'area, dalla presenza in
varie parti del terreno, a macchia di leopardo, di metalli come zinco, rame stagno, idrocarburi
e altri inquinanti, in percentuali non di tanto superiori a quelle consentite.
Considerato che
-Dal 1985 , ultimata l',escavazione, la Cava è rimasta ferma , non è stata fatta la ricomposizione ambientale, come era previsto, si è cessato il movimento di camion. Forse del materiale è stato lasciato furtivamente lungo le scarpate della cava , ma non certo sul fondo.
-L’8 novembre 1989 , con autorizzazione arbitraria del presidente della provincia, era stata concessa l’autorizzazione per una discarica di terre di fonderia, allo scopo è stato parzialmente impermeabilizzato il fondo e le sponde, con lo spessore i 1 m sul fondo e 0,5 m sulle sponde.
- Il 28 febbraio 1991 il TAR ha bloccato l’autorizzazione al conferimento delle terre di fonderia ,
che nel frattempo erano state depositate in un lotto situato a nord-est della cava;
- Nel corso degli anni è stato depositato del materiale senza autorizzazione lungo le sponde e la scarpata della cava, che è stata comunque ripulita una prima volta nel 2000 e successivamente nel 2005 con un provvedimento di bonifica e recinzione dell’ intera area;
- Dar 2005 al 2009 un custode fisso pagato dalla proprietà e residente in un prefabbricato in loco,controllava I'accesso alla cava;
-L’attività di utilizzo della cava come discarica di rifiuti speciali è inizíata nel 1989 con la proprietà della ditta A.R.E.A. s.r.l., la stessa che ora ne richiede la ricomposizione ambientale. La richiesta del taglio delle piante per procedere ad una eventuale e non richiesta bonifica, fa pensare ad una operazione volta a non far più considerare quest’area come boschiva, diventando la vegetazione al termine dell’operazione inferiore a 30% dell'area totale ( I'attuale area boschiva e di 87100 mq);
-Nel bilancio di previsione 2010 è stato accolto come raccomandazíone da parte dell'assessore all’urbanistica l’emendamento che prevedeva l'acquisizione dell'ex cava Speziala , tramite anche i proventi degli oneri relativamente al PAQUE del Seminario di San Massimo, da parte del comune per realizzare un Parco urbano.

IL CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

- a subordinare la concessione al nulla osta per qualsiasi tipo di intervento all'impegno di impedire comunque che la ex cava Speziala di San Massimo possa divenire discarica di qualsiasi tipo e per qualsivoglia tipologia di materialí, data la contiguità con I'abitato del quartiere di San Massimo e di conseguenza per le implicazioni di carattere ambientale,
sanitario e di aggravio del traffico pesante che ne potrebbero derivare;
-qualsiasi autorizzazione rilasciata dall'amministrazione salvaguardi la realtà boschiva esistente;
- Il Consiglio Comunale si impegni a vincolare I'utilizzo di tale aÍea a fini sociali per il quartiere di San Massimo -Croce Bianca




f.to il Consigliere Comunale
Carla Padovani

mercoledì 22 settembre 2010

Scuola primaria Carlo Collodi Croce Bianca (di Carla Padovani)

Il Partito Democratico del consiglio comunale, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, aperto con le note polemiche della riforma della Gelmini che sta mettendo in ginocchio la scuola pubblica, , pone all’attenzione dei giornalisti la situazione ormai drammatica della scuola primaria Carlo Collodi

Notizie storiche
Scuola prefabbricata provvisoria inaugurata nel 1965.
Ultima scuola prefabbricata di Verona. Necessita urgentemente della riqualificazione in quanto costruita in modo provvisorio in contrasto con la normativa attuale sulla sicurezza. L’amministrazione Zanotto la inserisce nel programma delle opere pubbliche per il 2007 con finanziamento.

Cronologia
-Bilancio di previsione 2007: inserita e finanziata per l’anno 2007 : “ nuova scuola elementare Carlo Collodi” importo: 1500000 Euro.
-Inizio progettazione definitiva: 15.01.2007
Fine progettazione definitiva 29.10.2007 : 9 mesi

13 mesi di pausa!

- Inizio progettazione esecutiva: 03.11.2008
Fine progettazione esecutiva 01.07.2009 8 mesi per progettazione esecutiva
-Nel marzo 2009 l’assessore Benetti incontra i genitori ed insegnati per sottoporre il progetto della scuola, riferendo che la tempistica sarà: inizio lavori nel settembre 2009 o al massimo gennaio 2010.
-Nel settembre 2009 i bambini della scuola primaria vengono trasferiti alle Fedeli

- inizio lavori: 14 maggio 2010 ( era previsto l’inizio lavori nel marzo 2010)

La scuola Collodi è stata recintata però fino ad ora non si vedono evidenti lavori in corso, presenza di operai, gru ecc. Appare una scuola abbandonata e deserta.
Per un anno un centinaio di bambini sono stati accompagnati col pulman tutti i giorni alla scuola Fedeli, con i disagi che si possono immaginare.
Anche quest’anno saranno trasferiti tutti i giorni col pulman e nessun lavoro si vede iniziato.
Anche i bambini stessi si interrogano e chiedono perchè sono stati trasferiti se non si vede alcun avanzamento di lavoro.

Si afferma che non ci sono soldi per la manutenzione scolastica, qui i soldi sono a disposizione dal gennaio 2007 e dopo 3 anni dall’approvazione del progetto definitivo non si vedono ancora i lavori iniziati!
Oltre al disagio a cui sono sottoposte le famiglie e i bambini, si aggiungono i costi aggiuntivi che aggravano sull’amministrazione dovuti al trasporto scolastico .
E’ possibile che una amministrazione efficiente che ha a cuore i nostri piccoli cittadini impieghi 3 anni per iniziare la costruzione di una nuova scuola? Chi deve rispondere di questo ai nostri bambini? Non sono le parole , ma i fatti che contano e questi dicono esattamente il contrario delle parole.
Chiediamo: chi ha la responsabilità di questo? Chi deve rispondere davanti ai nostri cittadini che amministriamo?

lunedì 20 settembre 2010

Incontro di presentazione della manifestazione “Il Giro diTAGLIa”

Carissimi, le associazioni: Associazione Genitori Verona (A.Ge.), Coordinamento Genitori Democratici Verona (C.G.D.), Genitori e Scuola (Ge.S.) e RetescuoleVerona, Vi invitano ad un incontro per presentare la manifestazione “Il Giro diTAGLIa.
A trent’anni dalla morte di Gianni Rodari, per non dimenticarne l’impegno nella formazione della cultura dei bambini e degli adulti, alcune associazioni di genitori e di insegnanti si sono unite per organizzare una manifestazione nello stile rodariano, a sostegno di una scuola pubblica capace di formare persone libere, autonome e responsabili.
Domenica 3 ottobre ( o la domenica successiva, in caso di forte maltempo), genitori, studenti e personale del mondo della scuola, sfileranno insieme, in bicicletta, per le vie della città, per dichiarare il proprio dissenso rispetto alle politiche dei tagli all’istruzione e per rinnovare il proprio impegno a costruire insieme la “SCUOLA”.

Vi invitiamo ad un incontro di presentazione dell’iniziativa, che sarà anche l’occasione per raccogliere informazioni e considerazioni sugli effetti concreti della riforma e dei tagli nelle Vostre scuole, presso la:

Scuola “Fedeli”- via Abruzzo, 26 - I.C. 1 Borgo Milano

VENERDI’ 24 SETTEMBRE alle ore 20,45

sabato 18 settembre 2010

Crescita economica lenta in Italia (di Antonino Leone)


Finalmente da Confindustria nella persona del Presidente, Emma Marcegaglia, arriva un messaggio chiaro sull’economia dell’Italia e sul Governo: “La capacita di crescita dell’economia resta bassa, l’esecutivo deve concentrarsi su economia, crescita e occupazione”.
Emma Marcegaglia continua affermando che occorrono riforme strutturali per accelerare la crescita economica dell’Italia.
Il rapporto del Centro Studi di Confindustria evidenzia i seguenti dati reali e presunti della performance italiana:
- Pil 2010 – 1,2%;
- Pil 2011 – 1,3%;
- Posti di lavoro persi 450.000;
- Tasso di disoccupazione a fine 2011 9,3%
- Consumi fermi +0,4% nel 2010 e +0,7% nel 2011;
- Sommerso che rappresenta il 20% del Pil;
- Evasione fiscale che supera i 125 miliardi.
Inoltre, occorre considerare che:
- Il fatturato e gli ordinativi dell’industria italiana sono scesi nel mese di luglio: fatturato –2,9%, ordinativi -3%. Il confronto con il mese di luglio 2009 registra per il fatturato un aumento dell’8,9% e per gli ordinativi un aumento dello 0,7%;
- Il debito pubblico in Italia nel mese di luglio ha toccato il record di 1838,296 miliardi (17 miliardi in più rispetto a giugno) e le entrate tributarie sono calate del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2009 (dati della Banca d’Italia);
- Le prospettive occupazionali registrate da una inchiesta di Manpower posizionano l’Italia al penultimo posto con un -8%, avanti solo alla Grecia. In Europa si posiziona al primo post la Germania e nel mondo la Cina con un 51%;
- La produttività in Italia crolla di circa tre punti percentuali nel periodo tra il 2007 ed il 2009 (dati Istat);
- L’Ocse sottolinea che la disoccupazione giovanile in Italia è arrivata alla soglia del 25,4% (un giovani su 4 è disoccupato) con un aumento di 5 punti rispetto al 2007. Il 50% dei giovani che lavorano sono precari. Il tasso di disoccupazione è salito all’8,7% con un aumento rispetto al 2007 del 2,2%.
Fin qui la fotografia della situazione economica dell’Italia. Le motivazioni che ci posizionano in una situazione difficile anche rispetto ad altri paesi che presentano un sistema bancario meno solido dell’Italia ed una incidenza della crisi finanziaria maggiore sono diversi.
A differenza della Germania e della Francia, che hanno approvato una manovra molto ampia di risanamento dei conti pubblici e sostegno alla crescita, l’Italia è intervenuta soltanto per porre sotto controllo il debito pubblico senza interventi e riforme strutturali finalizzate a sostenere la crescita economica e a razionalizzare la spesa pubblica.
La manovra economica dell’Italia si è caratterizzata per i tagli indiscriminati e tout court che, per quanto tali, non hanno distinto gli sprechi dalle spese produttive in settori strategici come il sapere (conoscenza, ricerca, scuola e università).
Senza riforme strutturali la spesa pubblica non è sotto controllo ed ha ripreso a crescere.
Per un lungo periodo si è sottovalutata la crisi della nostra economia per giustificare le misure economiche intraprese dal Governo: l’emergenza è finita, siamo fuori dalla crisi, occorre ottimismo. Adesso in queste condizioni, rappresentati in modo chiaro dai dati economici, si rischia di invertire la tendenza della lenta e debole ripresa dell’economia italiana.
La crisi del governo di centro destra e la mancata nomina del ministro allo sviluppo economico lascia l’Italia, ormai da diversi mesi, senza una guida per affrontare il problema prioritario: la crescita economica.
La convinzione del Ministro Sacconi, a differenza di tanti studiosi ed economisti illustri, condivisa nel centro destra che nei periodi di crisi non si debbano varare riforme blocca il sistema Italia. Infatti molte delle riforme annunciate dal Governo sono ferme nelle commissioni del Senato e della Camera dei Deputati. Si ricorda ad esempio: il disegno di legge sulla corruzione, sulla partecipazione dei lavoratori e sugli ammortizzatori sociali e tanti altri.
Spesso i rappresentanti del Governo ed il Ministro dell’Economia dichiarano che la difficoltà è rappresentata dalla mancanza di risorse. Questa è una falsa giustificazione in quanto le risorse per investire e sostenere l’economia si possono trovare attraverso:
- La tassazione delle le rendite finanziarie al 20% con esclusione dei titoli di stato;
- Il riequilibrio della tassazione tra i ceti più deboli ed le persone più ricche. Con tale misura si aumenta la domanda di consumo;
- La tassazione delle transazioni finanziarie, cosi come è stato proposto da Visco e Bersani, almeno a livello europeo.
- La lotta all’evasione fiscale, rendendo trasparenti tutti i redditi cosi come avviene per i lavoratori dipendenti ed introducendo quelle misure introdotte da Prodi e Visco e che irresponsabilmente l’attuale Governo le ha eliminate.
In questa situazione il paese soffre e soffrono soprattutto i ceti più deboli, i disoccupati, i lavoratori precari e coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Ritengo che nel caso in cui il Governo si affidasse soltanto alle “libere forze del mercato”, senza riforme strutturali e cambiamenti, per superare la crisi economica l’equilibrio del sistema produttivo post crisi sarà meno competitivo e con una base occupazionale inferiore al periodo pre-crisi.

Antonino Leone

giovedì 16 settembre 2010

Commissioni e consigli (di Sergio Carollo)

Vi ricordo gli impegni in Circoscrizione fino alla fine di settembre.

17/09 Commissione Decentramento
23/09 Commissione Cultura
24/09 Commissione Edilizia Privata
27/09 Consiglio

Ricordo a tutti i Commissari la presenza, mai come in questo periodo con le evidenti divisioni in seno alla maggioranza possiamo ottenere qualche risultato.

Ciao a tutti

Sergio Carollo

martedì 14 settembre 2010

Piazza Corrubbio quale soluzione, tra vincoli storici e ambientali ?

Gruppo consiliare comunale di Verona PD
Gruppo consiliare provinciale di Verona PD
Piazza Corrubbio
quale soluzione, tra vincoli storici e ambientali ?
DISCUTEREMO DI QUESTO
mercoledì’ 22 settembre ORE 20.45
nella SALA ATER in piazza Pozza 1
con
LORENZO DALAI - consigliere PROVINCIALE
CARLO POZZERLE - consigliere COMUNALE
SUSANNA FASOLI e MATTEO MISCHI - consiglieri di Circoscrizione
Daniela Cavallo – storico dell'Architettura
Giulio Saturni – Urbanista
Giorgio Vandelli – Presidente dell'Archeoclub
e soprattutto con i cittadini di San Zeno

mercoledì 8 settembre 2010

Cronaca di una festa (di Federico Benini)


È tutto iniziato quel mercoledì di fine marzo. Tutto il circolo ci stava: a settembre faremo la Nostra Festa. Molti credevano che forse non ce l’avremmo fatta. Io stesso, nel mio profondo, nutrivo delle forti perplessità sulla nascita dell’Evento. Passa aprile, il mese che avrebbe preceduto l’inizio della “fase burocratica”. <>. Umberto, il più entusiasta del gruppo, si è subito offerto per gestire lui questa prima fase. Abbiamo incontrato tutti gli ostacoli della burocrazia (deleghe, firme, concessioni, permessi) che tutt’ora oggi sta perseguitando il nostro circolo con verifiche e controlli. E qui iniziano i primi problemi: il nostro circolo non è un’associazione registrata! Le soluzioni obbligate sono due: fattura a carico del PD provinciale o registrazione autonoma del nostro circolo all’agenzia delle entrate. Qui entra in scena il fido Pierluigi che in breve tempo riesce ad elaborare un breve statuto e a far registrare il nostro circolo come associazione riconosciuta. Primo step superato.
Ora manca la parte più importante: l’organizzazione complessiva della festa. Incontro di circolo per la disponibilità di volontari: siamo 28. Ma chi monta le strutture? E chi cucina?
Nel frattempo si monta la festa di San Michele. Vado ad aiutarli per il montaggio e mi rendo conto che è davvero dura: ci vuole tanta gente e che sia esperta. Passa qualche giorno e dalla circoscrizione arriva un “niet” per il posto che abbiamo scelto per la Nostra Festa. Non rimane che farla in piazza. Posto carino, ma non è possibile mettere alcuna recinzione. Speriamo arrivino i permessi stavolta.
Arriva luglio, iniziamo ad invitare gli ospiti. Nella peggiore delle ipotesi diremo che c’è stato un imprevisto e non se ne farà nulla. Il circolo in breve tempo sceglie il taglio da dare alla festa: più politica e meno musica. Programma forse dettato anche dal nostro budget limitato. L’autosufficienza economica era una condizione indispensabile. E qui iniziano ad arrivare le prime belle notizie. Roberto ha contattato Rosy Bindi, che ha confermato la disponibilità. Chiamo poi il centralino del senato ed entro un mese Morando e Follini confermeranno la loro disponibilità. Giuliano si occupa di Giorgetti e Zanonato, Lorenzo di Giacino. Abbiamo i nomi per ottenere il successo. I giovani democratici si occupano della serata musicale, che ci porterà due bravi gruppi per il sabato sera.
Al via la festa di Quinzano. Una macchina organizzativa da paura. Mi rendo effettivamente conto che il montaggio di una festa non è cosa da poco. Braccia esperte in pochi e sicuri movimenti riescono a creare dal nulla delle imponenti e funzionali strutture che di lì a breve ospiteranno più di 11 000 persone. Stremati dal montaggio di Quinzano i montatori ci negano il loro aiuto per la Nostra Festa. Manca meno di un mese e non abbiamo le strutture. Prezzi altissimi per affittarle e farle montare. Comincio a perdere le speranze. In quei giorni mi chiama Antonio: <>. Andiamo insieme da Don Roberto, per lui non è un problema la cessione delle strutture, ma bisogna parlare con Tiberio. Solo lui potrà darci una risposta definitiva.
Così è stato e da quel mercoledì 11 agosto ho avuto la certezza che la festa si sarebbe fatta. Gli ospiti vengono confermati tutti, inizia la stampa dei manifesti e la loro distribuzione (grazie a Lucia, tutti gli iscritti hanno ricevuto un invito personalizzato), dalla circoscrizione arriva la conferma definitiva della piazza e grazie a Mauro riusciamo ad ottenere lo spazio dietro la piazza dove verranno poi messe le cucine.
I “veterani delle feste” iniziano a dare la loro disponibilità, dagli eccezionali cuochi di Quinzano Bepi, Enzo, Paolo, Stefano e Lorenzo, agli organizzatori Fausto e Renzo, all’elettricista Paolo e all’idraulico Renato.
Giovedì 26 iniziamo il montaggio: oltre agli amici della parrocchia ci sono l’instancabile Martino, Gianni, Antonino, Umberto, Tommaso, i giovani Mattia, Davide, Ennio e Giacomo. Grazie a Stefano riusciamo poi a portare il materiale mancante in cucina.
Arriva finalmente il 2 settembre, primo giorno della Festa. Eravamo tutti spaventati: ognuno doveva avere un ruolo: dai cassieri Giulia, Paola, Renzo e Giacomo, ai baristi Carlo, Mauro, Davide, Giovanni, Sergio, Matteo, Serena, Luigi, agli “sparecchiatori” Stefano, Antonio, Lorenzo e Guido, ai cuochi Luisa, Bepi, Paolo, Stefano, Andrea, Eugenio, Umberto, Enzo, Rosa, Lorenzo, Martino, Bertilla, Ennio, Giorgio, Mattia, Carla, Claudia, Gianni, Tommaso, Nicodemo e a coloro che si sono occupati del banco distribuzione, come Giacomo, Marta, Debora, Claudia, Lorenzo, Davide, Patrizia, Riccardo e al boss Pierluigi.
La macchina è partita, ma solo venerdì, con Rosy Bindi è stata messa a dura prova: costine non pronte, la fumata della griglia di Eugenio, la simpatica arrabbiatura di Tommaso per gli ordini inesatti…
Alla fine dei conti dai 28 che dovevamo essere, abbiamo lavorato in 50.
Morale della favola? Ci siamo divertiti come dei pazzi. E l’anno prossimo ancora di più.

Federico.