I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

lunedì 22 agosto 2011

Ecco quanto il Governo toglie dalle tasche dei veronesi


Dopo l’introduzione dei ticket sanitari sulla salute di tutti, le manovre correttive del Governo ci tolgono decine di milioni di euro.

Il trio Berlusconi-Bossi-Scilipoti:

• con il decreto di maggio 2010 ci ha tolto per il 2011 21 milioni di euro;
• con il decreto di luglio 2011 ne toglierà altrettanti ogni anno futuro dal 2012 in poi;
• con la manovra che è al Senato in questi giorni arriverà un’altra mazzata di circa 30 milioni di euro.

Fino al 2010 i Comuni veronesi ricevevano trasferimenti dallo Stato per 215 milioni circa. Da quest’anno ne riceveranno appena 164 milioni di euro.


Ci tolgono 51 milioni in un anno!


Questo Governo è dannoso per Verona.

In nostro futuro: tagli agli asili nido, alle scuole per l’infanzia, alla sanità, ai trasporti pubblici, alla scuola.

Non è la crisi mondiale ad aver provocato questo. E’ il loro malgoverno che ci ha portato sino a questo punto.

giovedì 18 agosto 2011

Ecoborgo, già nel mirino la viabilità (da L'Arena)


Mobilità da rivedere e, comunque, eccessivo impatto sul territorio. Sono rilievi posti da ambientalisti e dal Pd al Piano attuativo dell'Ecoborgo di Mezzacampagna. Vale a dire il complesso di case, negozi, centri anziani, uffici diocesani e impianti sportivi aperti anche ai residenti che la Curia, con la San Massimo spa (costruttori edili veronesi più la milanese Palladium Italia) realizzeranno nell'area di 387mila metri quadrati del seminario di San Massimo. La riconversione del sito prevede un parco pubblico da 35mila metri quadrati. Questo il Piano urbanistico attuativo (Pua) licenziato dalla Giunta comunale.
«I residenti di San Massimo e della terza circoscrizione vedono realizzarsi ciò che nessuno sperava», dice in una nota Federico Benini, segretario del circolo del Pd Enzo Biagi della terza circoscrizione (Borgo Milano, Chievo, San Massimo). «Sull'opera perfino la commissione urbanistica della terza circoscrizione lo scorso aprile ha sospeso il via libera per il fortissimo impatto sul quartiere e su via San Marco», aggiunge Benini, secondo cui «sono completamente insufficienti come opere di compensazione l'allargamento di via Bacilieri e via Lugagnano e qualche rotatoria in più. Se questa amministrazione non coinvolgerà i quartieri interessati, ci penserà il Pd, portando degli emendamenti in Consiglio comunale. La nostra idea originaria era che l'area doveva essere destinata per il nuovo ospedale, che invece è stato fatto in Borgo Trento».
Proprio nove anni fa, fra l'altro, l'allora consigliere regionale e comunale della Lega, Flavio Tosi, oggi sindaco, contestava in un'intervista al nostro giornale l'idea dell'Amministrazione Zanotto di spostare l'ospedale all'ex seminario, dicendo che era sbagliato «e non vedo perché si debba condizionare una scelta strategica per la città al fatto che il sindaco deve pagare una cambiale elettorale alla curia», dichiarava.
Giorgio Massignan, presidente della sezione veronese di Italia Nostra, contesta anzitutto le scelte viabilistiche, dell'ecoborgo: «È positivo che una vasta area del seminario di San Massimo venga riqualificata e anche con soluzioni eco-compatibili, anche se non si capisce perché si continui a costruire case quando a Verona ci sono circa 10mila alloggi sfitti», dice.
«Il vero problema comunque è quello viabilistico», afferma ancora Massignan, «perché non mi pare che nel Piano sia previsto un Piano della mobilità tale da assorbire un flusso di nuovo traffico, dovuto a migliaia di nuovi residenti, che insisterà su arterie di traffico già arrivate al collasso». Lorenzo Dalai, consigliere provinciale del Pd, sottolinea «l'eccessivo impatto sul territorio del piano dell'ecoborgo».E.G.

sabato 13 agosto 2011

Degrado in piazza dall'Oca Bianca (Borgo Nuovo)



Verona, 11 agosto 2011



Al Presidente della 3^ Circoscrizione
Luca Zanotto





Oggetto: Situazione di degrado della piazza Angelo Dall’Oca Bianca a Borgo Nuovo



Signor Presidente, con la presente sono a segnalare la situazione di evidente degrado in cui versa la piazza Angelo Dall’Oca Bianca a Borgo Nuovo, buche in ogni dove, rami secchi che pendono dagli alberi con potenziale pericolo per i passanti, fatiscente situazione della fontana, da anni senza acqua coperta di scritte e ricettacolo di rifiuti, come evidenziato dalle foto.
In attesa della definitiva sistemazione della piazza, sollecitato da molti cittadini che la frequentano, chiedo quantomeno di sistemare le buche, tagliare i rami pericolanti interrare la fontana trasformandola momentaneamente in un’aiola.




Cordiali saluti



Il Consigliere

Carollo Sergio

giovedì 11 agosto 2011

Conferenza regionale donne democratiche


Carissime e carissimi,

vi scrivo per comunicarvi che Domenica 2 Ottobre si terrà la prima Conferenza Regionale delle Donne Democratiche.

Insieme a questa comunicazione troverete il regolamento così come discusso dalle Delegate nazionali e approvato in Direzione Regionale.

Vi ricordo i principali appuntamenti:

* entro lunedì 12 Settembre devono pervenire alla Segreteria regionale le iscrizioni delle aventi diritto che intendono aderire alla Conferenza Regionale. Tutte le delegate regionali, sia quelle elette dalla Conferenza provinciale, sia quelle di diritto (consiglieri comunali e provinciali, segretarie di circolo, donne parlamentari, donne membri degli organismi regionali) devono inviare una email o fax (vedi allegato) segnalando la volontà di iscriversi al seguente indirizzo: segreteria@partitodemocraticoveneto.org , tel 049 654455 - 049 8364133 fax 049 8783758;
*
* entro giovedì 22 settembre devono svolgersi le assemblee provinciali per l'elezione della rappresentanza territoriale di ogni provincia (Art. 2, comma III, del regolamento);
* entro lunedì 26 Settembre devono essere presentate le candidature a Portavoce regionale
* Domenica 2 Ottobre avrà luogo la prima Conferenza Regionale con la elezione ufficiale della Portavoce.

La Commissione di garanzia per l'organizzazione della Conferenza sarà composta dalle delegate nazionali del Veneto e dalle portavoci provinciali, se già elette.


Regolamento per la costituzione della
Conferenza Permanente
delle Donne Democratiche




TITOLO I Conferenza Regionale

Art. 1 -Finalità
Il Partito Democratico del Veneto si fonda sull’elaborazione e rappresentanza delle donne come previsto dallo Statuto Nazionale e da quello Regionale.
La Conferenza Permanente delle Donne democratiche venete è il luogo di incontro e confronto politico delle iscritte e delle elettrici del PD che vogliono parteciparvi e svolge un ruolo di primaria importanza nella elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di valorizzazione delle differenze, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su temi specifici.
La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete promuove la pari rappresentanza di genere nelle assemblee elettive di ogni grado e persegue l’obiettivo della parità anche per le cariche monocratiche e di nomina, istituzionali ed interne, così come per ogni ambito della vita sociale, culturale ed economica, individuando nell’eguaglianza paritaria un elemento di ricchezza e rinnovamento della cultura politica del partito.

Art. 2 – Composizione
Si entra a far parte della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete su esplicita richiesta delle interessate.
Possono farne richiesta: Le donne elette in Assemblea Nazionale, Assemblea e Direzione Regionale, le parlamentari, le Consigliere regionali, le elette nei Consigli provinciali e nei Consigli comunali capoluogo di provincia, le consigliere di Parità regionali e provinciali, le donne Segretarie provinciali, comunali e di circolo.
Una quota delle componenti della Conferenza, pari a due volte il numero delle delegate nazionali è riservata alla rappresentanza territoriale eletta dalle Conferenze provinciali e suddivisa tra le province in base alla media ponderata fra voti ottenuti dal PD nelle ultime elezioni politiche e il numero degli iscritti.
Inoltre ne fanno parte di diritto le portavoce provinciali e le delegate alla Conferenza Nazionale.

Art. 3 – Organismi della Conferenza
La Conferenza Permanente elegge la Portavoce.
La portavoce rappresenta la Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete, la presiede e la convoca con l’invio dell’ordine del giorno alle sue componenti.
Al fine di organizzare al meglio le proprie attività, la Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete può dotarsi di specifici gruppi di lavoro, utilizzando presenze e competenze anche esterne alla Conferenza stessa.
La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete organizza i propri lavori attraverso un coordinamento di cui fanno parte la Portavoce regionale, le Portavoci dei Coordinamenti Provinciali e le responsabili dei gruppi di lavoro.
Art 4 - Elezione della portavoce
La candidatura al ruolo della Portavoce è valida se sottoscritta almeno dal 10% delle componenti la Conferenza.
L’elezione della Portavoce avviene a maggioranza assoluta: risulta eletta chi ha ottenuto il voto favorevole di almeno la metà più uno delle presenti aventi diritto. E’ previsto il ballottaggio.
La Portavoce entra a far parte per funzione dell’ Esecutivo regionale.
Art. 5 - Funzioni
La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete rimane in carica tre anni.
La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete si riunisce almeno una volta ogni quattro mesi per discutere gli orientamenti politici e programmatici e l’agenda politica che concorrono all'iniziativa del partito e alla formazione del programma politico.
La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un terzo delle sue componenti.
Le decisioni della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete sono assunte con voto palese sugli argomenti iscritti all’ordine del giorno e sono adottate a maggioranza delle presenti.
Art. 6 – Decadenza
Le componenti la Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete decadono alla terza assenza continuativa non giustificata.

Art. 7 - Finanziamento attività
L’attività della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche venete, sarà garantita da una previsione di spesa il cui ammontare sarà stabilito annualmente nel bilancio preventivo redatto dal tesoriere.

TITOLO II Conferenze Provinciali
Art. 8 - Le Conferenze Provinciali
Si entra a far parte della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche su esplicita richiesta delle interessate.

Possono farne richiesta: le elette in Parlamento, nel Consiglio regionale, nei Consigli provinciali e nei Consigli comunali, le donne Segretarie di Circolo, le donne del territorio elette delegate ai congressi provinciali e comunali, le componenti dei direttivi di circolo, le iscritte e le elettrici che ne fanno esplicita richiesta.
La Conferenza delle Donne provinciale elegge una portavoce che fa parte di diritto dell’esecutivo provinciale.
La candidatura al ruolo della Portavoce è valida se sottoscritta almeno dal 10% delle componenti la Conferenza.
L’elezione della Portavoce avviene a maggioranza assoluta: risulta eletta chi ha ottenuto il voto favorevole di almeno la metà più uno delle presenti aventi diritto. E’ previsto il ballottaggio.
La Conferenza delle Donne provinciale elegge inoltre una rappresentanza, stabilita dal livello regionale, di rappresentanti alla Conferenza Regionale.


Norme Transitorie
per la preparazione della Conferenza

E' istituita una Commissione con il compito di verificare il rispetto del presente regolamento e di seguire l’organizzazione e il calendario delle iniziative politiche che prepareranno la Conferenza.
Per lo svolgimento delle Conferenze Provinciali ogni Coordinamento provinciale dovrà fare riferimento al presente regolamento Regionale.
In prima applicazione, la Commissione di Garanzia regionale per l’organizzazione della Conferenza regionale viene nominata dal Segretario regionale del PD.
Per quanto non previsto dal presente regolamento viene rimandato alle deliberazioni della Commissione di Garanzia.