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mercoledì 20 aprile 2011

Lavori in corso Milano


Visto che l'argomento continua ad essere di attualità sui media, mi vedo costretto ad intervenire per cercare di chiarire alcuni aspetti non ben evidenziati negli articoli dei giorni scorsi.


La paternità della pianificazione e del finanziamento della sistemazione di Corso Milano appartiene alla passata amministrazione che aveva avviato anche le procedure degli espropri, essenziali per poter completare le opere previste. Di suo questa Giunta ha aggiunto alcune varianti, tra cui l'idea perniciosa di prevedere la strada a quattro corsie.


Tengo a ricordare che quando si rifesce il ponte sul Canale Camuzzoni i tempi furono certi, il lavoro consegnato con largo anticipo e la viabilità alternativa studiata in modo da arrecare al massimo gli inevitabili disagi. Nonostante questo gli stessi che oggi governano la città scatenarono un putiferio, facendo della bassa demagogia, raccogliendo firme, inviando comunicati stampa con ogni sorta di fantasiose accuse, ecc.


Oltre un due anni fa i Consiglieri di Circoscrizione del Partito Democratico presentarono una serie di misure, studiate da tecnici del settore, non fantasiose ipotesi come mi è capitato di leggere, per alleggerire la pressione di traffico sul corso stesso, ovvero l'allargamento di via Bacilieri, in modo da dirottare una parte del flusso verso via Ferrari e l'innesto della bretella di collegamento con Verona Nord, con una segnaletica chiara ed efficace; anche l'idea di prolungare via Pitagora, con la realizzazione di un ponte sul canale per collegarla con via Da Mosto, poteva servire allo scopo. Ma se per via Bacilieri il costo era praticamente pari a zero, l'ipotesi del ponte era sicuramente molto onerosa.

Per non sbagliare l'assessore competente le scartò entrambe a priori.


Allora non si poteva programmare meglio la cadenza dei lavori ? Faccio notare che sono partiti con un anno di ritardo sul previsto, non ci sono tempi certi sulla loro conclusione, la segnaletica per indicare percorsi alternativi non è stata mai posizionata, a meno che quei due cartelli “buttati lì”, appesi a transenne traballanti, siano da considerare chiari ed efficaci; per alcuni giorni addirittura i mezzi d'opera venivano lasciati a lato della strada senza alcuna protezione mentre la viabilità modificata non veniva aggiornata con l'apposita segnaletica orizzontale di colore giallo.


Concludendo è molto più facile chiacchierare che governare e purtroppo da abitante di Borgo Milano devo dire che tutti i giorni “pago dazio” per l'inefficienza e l'incapacità di questa amministrazione comunale, spero che i cittadini-elettori se ne ricordino.


Lorenzo Dalai

Consigliere Provinciale

Ecoborgo di San Massimo Frena in circoscrizione la Milano Due della Curia (Corriere di Verona)


VERONA— Un quartiere nel quartiere. Bello, ecologico, «ma decisamente impattante» secondo la circoscrizione, per una zona già interessata da un forte traffico di attraversamento. Tremila nuovi abitanti, un’edificazione globale pari a 426mila metri cubi che comprende per quasi la metà case, ma anche un polo religioso e un centro commerciale-direzionale. Sono i numeri dell’Ecoborgo di Mezzacampagna, che sorgerà a San Massimo sui terreni della Curia, tra via Lugagnano e via Bacilieri. Numeri così imponenti da far decidere alla commissione Urbanistica della Terza circoscrizione di sospendere il via libera al parere a quello che tecnicamente è un Pua (Piano urbanistico attuativo): «Il progetto è bello, ma rischia di andare a stravolgere tutta la viabilità della zona. Chiediamo tempo per approfondire» , spiega il presidente leghista Luca Zanotto. L’altra sera, a illustrare il progetto ai commissari, sono andati direttamente i due architetti Maurice Kanah e Marta Laboudigue, dello studio «Kconsult» autore del progetto vincitore del Concorso di idee lanciato dalla Curia. Hanno spiegato che sull’ex area agricola del seminario di San Massimo, trasformata in edificabile da Regione e Comune (amministrazione Zanotto), sorgerà un borgo sulla falsariga di Milano Due, dove abiteranno circa tremila persone tra tanto verde ((250mila metri quadrati), laghi, campi sportivi e strutture costruite con materiali ecologici e autonomi dal punto di vista energetico. Il cantiere dovrebbe partire entro l’anno prossimo, una volta acquisiti tutti i pareri tecnici e istituzionali, e durare circa dieci anni. Il costo globale dell’intervento è stimato attorno ai 220 milioni. Sarà realizzato dalla San Massimo spa, costituita da Palladium Italia e da alcuni costruttori veronesi: Fedrigoli, Lonardi, Marconcini e altri. Il borgo sarà diviso in tre macroaree. Nella prima nascerà il polo religioso, con un nuovo seminario, centri pastorali e culturali, uffici della diocesi, sale convegni, un servizio di ristorazione mensa e una residenza anziani. Nella seconda è previsto un centro commerciale, con due edifici di dodici piani per il direzionale, caffè, negozi, spazi per il fitness e una passerella ciclopedonale avveniristica collegata direttamente con via Lugagnano. Infine l’area residenziale, collegata al resto con un ponte su un bacino d’acqua, che si comporrà di casette unifamiliari e di edifici in articolazioni a torre. Completano il complesso una piscina coperta e un piccolo parco acquatico all’aperto, un solarium, campi da tennis e da calcetto. Per Luca Zanotto il progetto delinea una bella «cittadella dei sogni» , che rischia però di far saltare l’equilibrio di un quartiere già sotto pressione come San Massimo, dove passeranno il traforo e incombe pure il nuovo tracciato del treno ad alta capacità: «I privati promettono tre rotonde e l’allargamento di via Bacilieri, però temiamo che sia poco -dice -. Il traffico dei nuovi residenti confluirà tutto sulla viabilità esistente, da via Brigata Aosta a via Romagnoli e via Anselmi fino a via San Marco. In più si porrà per San Massimo un problema di scuole, servizi, allacciamenti, fognature. Chiediamo un approfondimento, anche sulle possibili compensazioni. Loro propongono una scuola materna. Un po’ poco. Il sacrificio vale almeno il palasport che quartiere aspetta da anni» . L’opposizione, con Sergio Carollo del Pd, rimarca come l’operazione sia un grande business edilizio, con la Curia che dall’operazione dovrebbe ricavare un bel po’ di milioni di euro, buoni per risollevare i bilanci e altre ristrutturazioni: «Un’edificazione abnorme che stravolgerà la zona. Ben altra cosa da quella prevista da Paolo Zanotto, che lì aveva previsto di trasferire l’ospedale di Borgo Trento» . L’altro Zanotto non accetta scuse: «E’ l’ex sindaco ad aver dato disco verde alla trasformazione dell’area. Poteva almeno vincolarla a un utilizzo sanitario»

lunedì 18 aprile 2011

Si predica bene e si razzola male (da L'Arena del 17 aprile)

Le dichiarazioni del sindaco Tosi e dell'assessore Bertacco a sostegno dei precari suonano come una presa in giro ai tanti lavoratori che il Comune ha esternalizzato per risparmiare. Uomini e donne che non dipendono più dal Comune, pur lavorando per garantirne i servizi, ma per cooperative e ditte che a causa della crisi si rubano gli appalti con prezzi al ribasso che si traducono in stipendi da fame e condizioni di lavoro inaudite.
Il caso più eclatante è forse quello dei postini che recapitano la corrispondenza di Acque Veronesi: pagati a cottimo con il sistema dei vaucher, costretti a portarsi da casa l'occorrente per svolgere le mansioni e licenziati in tronco verbalmente un mese fa dopo alcune proteste.
Risulta che siano in condizioni difficili anche molti altri lavoratori che svolgono servizi per il Comune (addetti alle telecamere ztl, Ufficio permessi, mense scolastiche, biglietterie dei musei). Tante imprese veronesi, infine, stanno attraversando difficili periodi e con esse migliaia di famiglie. Di fronte a questa situazione Tosi si sforza solo di apparire sui giornali e nei talk show televisivi insomma, mentre i cittadini faticano a campare.

Roberto uboldi

venerdì 15 aprile 2011

11 giugno 2011, vota 4 sì


Pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 4 aprile 2011 i decreti presidenziali che indicono i referendum popolari i cui comizi elettorali sono convocati per il giorno di domenica 12 giugno 2011, con prosecuzione delle operazioni di votazione nel giorno di lunedì 13 giugno 2011.

Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti referendari dichiarati ammissibili:

a) referendum popolare n. 1
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;
b) referendum popolare n. 2
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;
c) referendum popolare n. 3
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;
d) referendum popolare n. 4
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

domenica 10 aprile 2011

Commissione urbanistica su intervento seminario San Massimo

Nella prossima Commissione Urbanistica che si svolgerà il 15 aprile ore 20.30 presso la sala consigliare di Via Sogare 3, verrà presentato dai progettisti i dettagli dell'intervento "Ecoborgo di Mezza Campagna" sito nell'area del Seminario Vescovile di Verona.
Questo intervento sarà di una vastità tale che potremo definirlo il più grande intervento degli ultimi anni nella nostra Circoscrizione,di fatto, creerà un nuovo "Quartiere" a San Massimo.
Sarebbe opportuno che a questa Commissione partecipassero più cittadini possibile, in particolare per capire il tipo di viabilità proposta per supportare tale intervento.

Saluti Sergio Carollo

venerdì 8 aprile 2011

Spianà: proposte vs cementificazione (3 articoli de L'Arena)


l'Arena Martedì 5 aprile
«Ecco cosa faremo per la Spianà»

Il caso Spianà ha fatto scalpore. Dopo il sopralluogo organizzato dal Pd, è emerso che l'ampia area tra San Massimo e il Palasport è diventata luogo di incontri con prostitute, abbandonata al degrado e all'incuria, con tanto di auto lasciata nel campo, che si sarebbe trasformata in un'alcova (vedere le tracce per credere). Il Pd ha lanciato la proposta al Comune di acquisire alcune zone di proprietà privata per metterle in collegamento con quelle pubbliche e realizzare orti per anziani o una fattoria didattica. Qualcosa, insomma, per far frequentare la Spianà e sottrarla al degrado.
Sulla questione interviene l'amministrazione. «Il futuro della Spianà», dice il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Vito Giacino, «si basa su progetti concreti e non sulle chiacchiere fatte dalla passata amministrazione, che non ha fatto nulla per riqualificare la zona, vincolata a verde pubblico sportivo». Per Giacino, il primo obiettivo è la bonifica. «A breve presenteremo il Piano degli interventi», spiega il vicesindaco, «in passato nessuno ha fatto niente, mentre questa amministrazione con il Pat l'ha classificato a Parco sportivo e ora punta a un progetto concreto di riqualificazione». Un progetto, che dovrà svilupparsi in accordo con alcune proprietà private. «Porteremo avanti proposte per dare attuazione al parco sportivo», prosegue Giacino, «al suo interno potranno essere realizzati piscine, un campo per Bmx, campi da tennis, uno spazio per il golf, campi da calcetto e da calcio, un'area verde pubblica e una serie di servizi connessi alle strutture sportive». Essendo la zona vicina allo stadio inoltre, secondo il vicesindaco, si potrebbero sfruttare i parcheggi inutilizzati durante la settimana.
Il sindaco Flavio Tosi dice: «Chi non ha fatto nulla per la Spianà è stata la Giunta Zanotto». Il sindaco snocciola i dati delle multe dei vigili: dall'inizio del 2010 a oggi, sono stati multati 106 clienti di prostitute alla Spianà. L'auto abbandonata non è un bordello, è in una proprietà privata – non abbiamo facoltà di intervenire – ed è stata abbandonata, dopo un incidente, dalla proprietaria, che ha già provveduto a farla rimuovere». Il sindaco fa sapere che provvederà a verificare con la circoscrizione e i proprietari dei fondi privati, la possibilità di installare sbarre per impedire il transito a chi non ne ha diritto.


L'Arena mercoledì 6 aprile
«Sulla Spianà Tosi e Giacino fanno soltanto annunci»

Sul parco della Spianà, dall'amministrazione arrivano ancora solo chiacchiere». A sostenerlo è il coordinatore del terzo circolo del Pd, Federico Benini, replicando al sindaco Flavio Tosi e al vicesindaco Vito Giacino che hanno annunciato a breve la «presentazione del Piano degli interventi e la proposta di riqualificazione complessiva dell'area».
Dopo il sopralluogo alla Spianà di domenica, durante il quale i militanti del Pd hanno illustrato lo stato di abbandono e degrado cui è lasciata la zona, Benini rilancia senza mezzi termini: «Dopo quattro anni di assenteismo sindaco e vicesindaco all'improvviso si ricordano che esiste anche la terza circoscrizione e pensano di poter risolvere come d'incanto tutti i problemi scaricando le colpe sulla passata amministrazione, facendo rimuovere un'automobile abbandonata e proponendo la solita colata di cemento. Troppo comodo». Secondo il coordinatore del Circolo «piscine e campi da tennis non sono aree verdi, ma attrazioni che richiederebbero nuovi parcheggi e dunque nuovo asfalto». E domanda: «Che cosa s'intende per servizi connessi a strutture? Saranno i soliti centri commerciali? Altre torri? Giacino dovrebbe sapere che le proprietà del Parco non sono le stesse del 1975 tanto che solo il 20% dei terreni è rimasto di proprietà comunale. Come intende concretizzare le sue proposte avendo a disposizione, secondo i nostri calcoli, solo 70mila metri quadri? Non ci sono proposte concrete, solo i soliti annunci». Benini lancia poi una sfida alla giunta: «Chiediamo un'assemblea pubblica istituzionale per sapere dai residenti come vorrebbero il loro parco».
E sulla questione interviene anche Giuseppe Campagnari, consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà che dice: «Perchè se alla Spianà è previsto il parco dello sport e due nuovi campi da rugby sono al Parco dell'Adige Nord? E non è forse più giusto chiamarlo verde sportivo anzichè Parco visto che gli scopi sono ben diversi: i primi servono solo ad alcuni e gli altri a tutti?».
«Noi abbiamo progetti concreti per riqualificare la Spianà», dice Giacino, «altri hanno fatto sempre e solo chiacchiere».

L'Arena venerdì 8 aprile
«Rugby? Un vero parco» Alla Spianà pista da bmx

«Campi da rugby come uno stadio? Mi pare una polemica obiettivamente pretestuosa». Commenta così l'assessore allo Sport, all'Edilizia sportiva e all'Ambiente Federico Sboarina le osservazioni del Partito democratico sull'avvio dei lavori al Parco dell'Adige Nord di due campi da rugby promossi dall'amministrazione comunale e gestiti dal Cus. «Mi pare inutile persino commentare tali dichiarazioni che si smentiranno da sole non appena, a giugno, nell'area dove fino a due settimane fa c'era l'erba incolta alta un metro e topi che scorrazzavano qua e là, si vedranno dei campi in stile prato inglese, senza recinzioni e quindi fruibili da tutti, con degli spogliatoi in legno circondati da siepi e compatibili con l'ambiente circostante. Vedremo se poi il Pd avrà il coraggio di definirlo uno stadio».
E alle osservazioni di Giuseppe Campagnari (Sinistra ecologia e libertà) che si chiedeva se non era più razionale costruire i campi da rugby al Parco della Spianà visto che la stessa amministrazione ha dichiarato che sarà un parco sportivo, Sboarina risponde: «Non c'era il tempo, alla Spianà le aree non sono tutte del Comune, occorreva fare tutte le procedure per acquisirle mentre la convenzione con la Passalacqua prevedeva la creazione dei campi da rugby prima dell'inizio dei lavori sull'ex caserma». E aggiunge: «In questo modo si riesce anche a dare continuità all'attività sportiva che attualmente si svolge sui campi provvisori di rugby della Passalacqua che erano stati sistemati proprio per evitare che, in attesa dell'avvio della riqualificazione, l'area diventasse come le ex cartiere, dando al contempo una valvola di sfogo e allenamento ai giovani».
E a chi gli domanda perché invece non si è pensato di ampliare l'area sportiva di Montorio già esistente al Gavagnin, Sboarina sbotta: «Ma dove? In centro a Montorio? Bisogna parlare con cognizione di causa, lì non c'è altro spazio per nuovi campi e anche se ci fosse avrebbe e meno senso che non creare un altro polo per il rugby nella zona ovest della città permettendo quindi anche ai ragazzini dall'altra parte di Verona di praticare questo sport senza dover per forza attraversare tutta la città».
Ed è proprio con questa concezione che durante la conferenza per la presentazione del primo trofeo Abeo di Bmx, che si terrà domenica a Montorio, il presidente della società organizzatrice, Paolo Fantoni ha annunciato la creazione di una nuova pista da Bmx alla Spianà. Una struttura che era già stata accennata nei giorni scorsi dal vice sindaco e assessore all'Urbanistica Vito Giacino replicando alle accuse di immobilismo su una Spianà ridotta ormai a discarica.
«Ho impiegato praticamente tre anni a mettere insieme un coordinamento che riunisce proprietari delle aree e le associazioni sportive», rimarca Giacino, «e siamo in dirittura d'arrivo per un progetto unico in Italia e sinergico che sarà presentato a maggio insieme al Piano degli interventi che trasformerà l'area della Spianà in un parco urbano circondato da strutture sportive diverse e collegate da una rete di ciclabili». E conclude: «Non stiamo parlando del solito campo da calcio, ma anche di altre discipline che hanno bisogno di spazi, come appunto la Bmx, il tennis e il golf, tutto però nell'ottica della convenzione comunale e quindi di sport popolare»

lunedì 4 aprile 2011

Un parco? No, discarica Spianà (da L'Arena del 4 aprile 2011)


SOPRALLUOGO. Cumuli di rifiuti, vecchi mobili e televisori rotti nel tratto che va da San Massimo al Palasport: dovrebbe essere area pubblica e tutelata dal 1975. Il circolo Pd «Enzo Biagi» vuole aprire sul blog un concorso di idee per rilanciare la zona: «Oltre alla bonifica, servono nuovi lotti»

Degrado al parco della Spianà
Verona. La Spianà come una discarica. Vecchi televisori rotti, bidoni vuoti di vernice, mattonelle, piastrelle, mobili, elettrodomestici, copertoni di auto e persino un'auto abbandonata sono solo alcuni dei rifiuti gettati da ignoti, in barba a ogni regola del vivere civile, all'interno di quello che è già stato battezzato dai residenti il «parco che non c'è».
Infatti il Parco della Spianà, presente nel Piano regolatore dal 1975, è attualmente un insieme di aree incolte alcune proprietà comunali e altre dei privati. Un'area vastissima, che va dall'inizio dell'abitato di San Massimo fino a pochi metri dal palasport, dove sorgono anche un campo da golf e un diamante di baseball.
Ieri, per richiamare l'attenzione sul degrado cui è abbandonato uno dei potenziali polmoni verdi della parte ovest della città, il circolo del Partito democratico «Enzo Biagi» in terza circoscrizione ha organizzato una «gita» insieme ai propri iscritti, simpatizzanti e residenti. Contemporaneamente il Pd ha dato il via anche a una petizione, che ha già raccolto in poche ore più di un centinaio di firme, con cui si chiede al sindaco Flavio Tosi di provvedere alla sistemazione delle aree della Spianà di proprietà comunale e di acquisire altri piccoli lotti per creare un'unica area fruibile dove fare, ad esempio, una fattoria didattica e orti per anziani.
Ma le idee su cosa fare in questo grande campo sono moltissime, tanto che il circolo ha intenzione di aprire sul proprio blog (http///circolobiagi.blogspot.com/) un concorso d'idee, una sorta di «libro dei sogni» che contenga ciò che la cittadinanza vorrebbe si realizzasse. L'idea è del consigliere comunale Carla Padovani: «Basterebbero poche migliaia di euro per bonificare l'area e comprare i lotti che separano le proprietà comunali in modo da iniziare a trasformare l'intera zona in verde fruibile dalla cittadinanza». E aggiunge: «Inoltre si potrebbe pensare alla formula del Piano degli interventi, chiedendo cioè ai privati che hanno fatto domanda di costruire in zona San Massimo, di comprare per il Comune questi lotti e di creare anche un semplice parco in stile San Giacomo». Dello stesso parere anche i consiglieri comunali Roberto Uboldi e Fabio Segattini presenti alla «scampagnata» insieme ai consiglieri di circoscrizione del Pd. Roberto Fasoli, consigliere regionale, guardando sconsolato i cumuli di rifiuti, aggiunge: «Questo è il classico esempio di incuria sciocca, basterebbe un giorno di lavoro di Amia per ripulire tutto. La vera questione però è dare poi una destinazione a quest'area: è follia e spreco lasciarla andare al degrado».
«Il problema non è solo dei rifiuti», aggiunge Federico Benini coordinatore del circolo Enzo Biagi, «i residenti ci riferiscono anche di strane frequentazioni». E indicando un'Alfa 164 accidentata e abbandonata in mezzo al campo, dice: «Ci riferiscono che questo veicolo viene utilizzato come una sorta di bordello». Tra sterpaglie e rovi, una serie di stradine separano i vari appezzamenti di proprietà comunale, viette sterrate e non illuminate che di notte diventano zona franca per qualunque tipo di attività illecita: dallo sfruttamento della prostituzione allo spaccio di droga e all'abbandono di rifiuti. Lorenzo Dalai, consigliere provinciale con esperienza nel consiglio di amministrazione di Amia, spiega: «Molto spesso si scopre che a lasciare questo materiale sono piccoli artigiani che operano in nero o che tendono a risparmiare così sullo smaltimento. L'unico modo per contrastare questi gesti sono le telecamere». Ma prima della videosorveglianza c'è da dare vita al parco che da 36 anni esiste solo sulla carta.

Giorgia Cozzolino

venerdì 1 aprile 2011

Proposta per il parco della Spianà e passeggiata di domenica


Chiediamo che questa amministrazione provveda, nell’immediato, alla sistemazione e alla bonifica di tutte le aree comunali e successivamente provveda all’acquisizione di due blocchi di appezzamenti di 3200 mq e 10.000 mq che consentirebbero di avere due grandi aree continue di 20.000 mq e di 50.000 mq adibite rispettivamente alla creazione di una fattoria didattica, che diverrebbe meta di molte scuole e istituti educativi primari e di orti per anziani, poiché questi ultimi sono spesso da anni in attesa di ricevere un appezzamento di terra dove possono essere protagonisti di quell’ attività che ha fatto la storia della nostra regione: l’agricoltura.
E’ una soluzione semplice, conveniente e proficua sia dal punto di vista economico che culturale e permette finalmente alla terza circoscrizione di essere un centro di riferimento da parte di tutta la città oltre allo Stadio.


Per raggiungere il punto di partenza della passeggiata:

Da via San Marco (venendo da San Massimo) girare a destra in via Sogare (prima via sulla destra dopo il centro Don Calabria), poi proseguire diritti per circa 800 metri finchè non vedete un parcheggio sulla sinistra (parcheggio del campo da golf e del campo sportivo).

Da via san Marco (venendo dal ponte del canale Camuzzoni) giarare a sinistra in via Sogare (via dopo la grande via Don Sturzo) poi proseguire diritti per circa 800 metri finchè non vedete un parcheggio sulla sinistra (parcheggio del campo da golf e del campo sportivo).

Vi aspettiamo numerosi

Federico