I nostri banchetti nei mercati

Stadio:
Sabato 1, 8, 15, 22, 29 ottobre dalle 9.30 alle 12.30
Saval:
Venerdì 14 e 21 dalle 10.00 alle 12.00

mercoledì 25 gennaio 2012

Sotto sfratto agli anziani del Saval Il Comune: “Pagate o ve ne andate”


Da almeno due anni il gruppo anziani del Saval che anima la piccola sala comunale sita in via Marin Faliero 79 sollecita l'attenzione dell'amministrazione su interventi urgenti di ordinaria amministrazione che riguardano tanto il mobilio della sala (costituito per lo più da residuati di banchi e sedie scolastiche più adatti a dei bambini che a degli adulti), quanto la tinteggiatura dei muri, la riparazione dell'impianto di condizionamento e, a livello organizzativo, la possibilità di gestire con più flessibilità gli orari di apertura e di chiusura.

Più recentemente gli anziani si erano rivolti ad alcuni consiglieri della Terza Circoscrizione affinché intercedessero presso il Comune, ciò che è avvenuto in data 7 dicembre 2011 con una lettera all'assessore al Patrimonio Daniele Polato da parte del capogruppo Pd in Terza Sergio Carollo.

Per tutta risposta, in data 11 gennaio 2012 il Settore Patrimonio del Comune invia agli anziani una lettera con la quale gli intima di versare entro il termine perentorio di 15 giorni (dunque entro giovedì prossimo 26 gennaio 2012) la somma di 374,40 euro per il pagamento del canone annuale, più altri 319 euro di compartecipazione alle spese delle utenze. Inoltre il Patrimonio specifica che tutti gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione debbono considerarsi a carico degli anziani, previa autorizzazione degli organismi comunali competenti che comunque potranno revocare la concessione all'uso della sala in qualunque momento.

Posto che gli anziani impiegano la sala principalmente per giochi da tavolo, il trattamento che il Comune gli sta riservando ci sembra fuori da ogni grazia di Dio. Anziché premiarli per preservare spazi di socialità e convivialità in un quartiere già difficile e in condizioni già precarie (la sala è già troppo piccola rispetto la 40ina di anziani che la frequenta), il Comune li sta vessando in modo intollerabile.

Se una regolarizzazione deve esserci, essa deve venire accompagnata da opportuni supporti sociali, che mettano gli anziani nelle condizioni di capire come si gestisce un'associazione e come reperire le risorse necessarie al suo mantenimento. Ma ci sembra impossibile che una città che butta via centinaia di miglia di euro all'anno per la sponsorizzazione di società sportive professionistiche non sappia trovare ulteriori agevolazioni per un gruppo di anziani di quartiere.

E' strano, infine, che il Comune si sia deciso a rispondere alle loro legittime richieste soltanto dopo l'interessamento di un consigliere dell'opposizione (infatti la lettera di risposta del Patrimonio è indirizzata soltanto al rappresentante degli anziani e non al consigliere che aveva sollevato il problema), segno che fino a ieri la questione non aveva destato il benché minimo interesse da parte dell'amministrazione.

martedì 24 gennaio 2012

INSIEME PER L'ARTE A... CODROIPO (UDINE)


SABATO 25 febbraio 2012
speciale visita alla mostra
Espressionismo
Villa Manin, Passariano di Codroipo (Udine)
(Prenotazione entro 12 febbraio 2012)

Programma
ore 8.00 partenza da Verona – piazzale Cadorna (su richiesta Stazione Porta Vescovo e San Massimo). Sosta lungo il percorso.
ore 11.00 arrivo a Udine e visita guidata della città. Denominata la "città del Tiepolo" in quanto la prima città di terraferma nella quale, non ancora trentenne, l’artista ottenne importanti commissioni che gli schiuderanno le porte al successo europeo, Udine racchiude un centro storico ricco di raro fascino.
ore 13.00 Pranzo libero presso una delle tipiche osterie della città (in base al numero dei partecipanti – minimo 25 persone - , si potrà valutare la possibilità di recarsi a San Daniele del Friuli per la degustazione del famoso prosciutto)
ore 14.00 partenza per Villa Manin a Passariano di Codroipo.
ore 14.45 inizio visita guidata alla mostra "Espressionismo"
Per la prima volta in Italia un’esposizione, forte di oltre 100 opere tra dipinti e carte, tutte provenienti dal berlinese Brücke Museum, racconta in modo preciso, secondo una scansione cronologica ma anche procedendo per aree quasi monografiche, da Kirchner a Heckel, da Nolde a Schmidt-Rottluff, da Pechstein a Müller, la nascita e lo sviluppo del movimento denominato "Die Brücke", la pietra fondante dell’Espressionismo. La mostra è ospitata presso la splendida Villa Manin, che fu residenza dell'ultimo Doge di Venezia: bellezza, storia, perfezione architettonica si saldano in questa villa nobiliare sorta nel '600. Una delle stanze ospita i mobili originali della camera da letto di Napoleone: il condottiero firmò qui il Trattato di Campoformido del 1797, che sancì la fine della Repubblica di Venezia.
Ore 16.30 Partenza da Codroipo. Se i tempi lo consentono si potrà effettuare una sosta/caffè a Spilimbergo, una fra le più belle e interessanti città d'arte dell’alta pianura friulana, situata sulla sponda del fiume Tagliamento. Borgo di antichi origini, ebbe grande splendore nel Medioevo e nel Rinascimento. Ne sono testimonianza il Duomo con gli affreschi trecenteschi, il Castello con il suo Palazzo Dipinto, il Palazzo di sopra nel borgo Valbruna e il centro storico con i suoi vicoli e i suoi portici.
Ore 17.00 arrivo a Spilimbergo.
Ore 18.00 partenza da Spilimbergo e arrivo a Verona alle ore 21.00, circa.
Quota di partecipazione Euro 50,00 (include: viaggio in pullman a/r, assicurazione, visita guidata alla città di Udine, biglietto di ingresso e visita guidata alla mostra "Espressionismo"). Considerate le esigenze organizzative l’iscrizione e il versamento della quota dovranno essere effettuate entro il 12 febbraio 2012.
Note informative
L’uscita avrà luogo con un gruppo di minimo 25 persone.
Nel caso non si raggiungesse il numero minimo di 25 aderenti, le quote già incassate saranno interamente restituite.
Le adesioni si raccolgono:
 telefonando a RIZZI ROSA – cell. 342 0478651
 inviando mail a: rizzirosa@hotmail.com

lunedì 9 gennaio 2012

L'agenda di Bersani per le riforme. "E il momento del dialogo sociale"


1. La scena si apre sull'Europa. Fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per sé non rassicura. Nelle opinioni pubbliche è ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato,ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte. Inutile illudersi. O si mette in comune rapidamente e seriamente la difesa dell'Euro (vincoli di disciplina, strumenti efficaci e condivisi contro la speculazione e per la crescita, politiche macroeconomiche coordinate) o sarà il disastro. Se davvero l'Italia è troppo grande sia per fallire che per essere salvata, allora è troppo grande anche per stare zitta. È tempo che ciascuno di noi faccia la sua parte in Europa; il Partito Democratico sta lavorando per la piattaforma comune dei progressisti europei. Ma è tempo anche di fare qualcosa assieme, qui in Italia. Governo e forze politiche possono determinare una posizione nazionale. Il Parlamento (che non esiste solo in Germania!) può articolarla e assumerla. Il nostro Presidente del Consiglio può interpretarla e gestirla al meglio. Le idee ci sono e vedo su di esse la possibilità di una larga convergenza. Il biglietto da visita delle nostre idee in Europa potrebbe essere così concepito: noi continueremo le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilità.

Ma non faremo più manovre. A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si può chiedere? Nel caso, nessuno pensi di trattarci come la Grecia. Come si diceva, siamo troppo grandi e quindi parecchio ingombranti. Se ne tenga conto.

2. Torniamo qui ai nostri compiti. Salvare l'Italia significa, al concreto, contrastare la recessione, produrre crescita e occupazione, dare una prospettiva alla nuova generazione. Salvare l'Italia è possibile solo se cambiamento e coesione si danno la mano. Se coesione e cambiamento diventassero un ossimoro, non ci sarebbe speranza. L'azione di governo deve dunque possedere un metodo fondamentale e un fondamentale messaggio. Quanto al metodo, emergenza e transizione pretendono una forma particolare di dialogo sociale tale da sollecitare partecipazione e corresponsabilità, salvaguardando comunque la decisione tempestiva. Si può fare e, a parer mio, si deve fare. Ma voglio sottolineare in particolare il metodo politico. Il Governo troverà la sua forza in un rapporto stabile, permanente e ordinato con i Gruppi Parlamentari; un rapporto da allestire anche nella fase ascendente delle decisioni. Si parli di mercato del lavoro, o di liberalizzazioni, o di politica industriale, di pubblica amministrazione, di immigrazione, di Rai e di cento altri temi, esistono in Parlamento, da ogni lato, idee inevase da anni e non necessariamente divisive.

Dica il Governo il suo piano di lavoro, raccolga dal Parlamento orientamenti e idee e avanzi quindi le sue decisioni e le sue proposte. Noi non pretendiamo il cento per cento di quel che faremmo, e così sarà per gli altri. Ma la trasparenza e la chiarezza servono a tutti. Quanto al messaggio fondamentale, se nell'emergenza è in gioco il comune destino del Paese, si deve innanzitutto promuovere un'idea di comunità degli italiani. Ci si ricordi allora che la solidarietà è la materia prima di una comunità, è ciò che la distingue da una accozzaglia anarchica di interessi. Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi è più in difficoltà. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivrà le condizioni più difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilità abbandonata. Su questo, non ci siamo ancora. Occorre fare di più, cominciando col cancellare qualche inutile asprezza di alcune misure già adottate che suscitano un giusto risentimento

3. La grande parte delle forze politiche e parlamentari si dichiarano interessate e disponibili ad una iniziativa di riforma delle Istituzioni e della politica. Il Presidente della Repubblica la sollecita autorevolmente. È evidente che un simile percorso significherebbe stabilità per il Governo e maggiore credibilità della politica e delle Istituzioni nella prospettiva della nuova legislatura. Sto parlando della già avviata adozione di parametri europei nei costi della politica, di riduzione del numero dei Parlamentari, di riforma del bicameralismo, di radicale aggiornamento dei regolamenti parlamentari e, alla luce delle prossime decisioni della Corte, di riforma elettorale. Su tutto questo esistono proposte e appaiono possibili convergenze significative. Si intende fare sul serio? Intendiamo davvero passare dalle parole ai fatti? Questo pronunciamento tocca innanzitutto ai segretari dei partiti, ovviamente non solo a quelli che hanno votato la fiducia al Governo, ma a partire da loro. C'è poco tempo ed è quindi ora di prendersi impegni pubblici, espliciti e dirimenti.

I tre punti che ho segnalato dovrebbero essere, a parer mio, l'agenda di gennaio. Infine una parola per chi, nel gioco ormai stucchevole fra tecnica e politica, si predispone a promuovere, chissà in quali forme nuove, l'edizione 2012 dell'antipolitica. L'Italia ha già dato. Per quello che ci riguarda il Partito Democratico ha compiuto un gesto propriamente politico, trasparente e generoso, nel sostenere questa transizione e si predispone ad offrire agli elettori, quando sarà il momento, una proposta riformista e democratica di ricostruzione, alternativa al decennio populista. Siamo pronti a riconoscere in termini nuovi i codici e i limiti della politica. Anche in questo difficile passaggio, tuttavia, siamo convinti di poterne rafforzare la dignità e l'indispensabile ruolo.